Dott. Franz W. Baruffaldi Preis

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OVER fiftyfive

Ho  letto un articolo su Repubblica del 9-10-2016 a  tutta pagina 18 che riguarda la Sanità. 

Si discute sul fatto che negli ospedali italiani abbiamo i camici bianchi più anziani d’Europa . 

Un medico su due ha più di 55 anni . Avendone compiuto 57 mi sono ovviamente sentito coinvolto 

Di spalla c’è un intervista ad un collega chirurgo  del San Raffaele  che oltre ad essere un punto di riferimento per tutti noi colleghi   , è anche una persona illuminata : il Prof. Alfieri  . Sei mesi fa gli ho affidato il cuore di mio padre che dopo avere sostituito una valvola ha ripreso la sua vita sociale e le sue attività sportive .   

Il Prof. Alfieri ha   68 anni , passa la sua vita in sala operatoria occupandosi di una disciplina impegnativa come la cardiochirurgia (interventi impegnativi e lunghi )  e dice che l’età  per un chirurgo  non conta .Leggendo il parere del collega  mi sono sentito più sereno perché la penso nello stesso modo . 

Il giornalista analizza il motivo per cui   i giovani medici  vengono assunti con il contagocce . 

Il primo motivo è che senza specialità non si può essere assunti  in Ospedale .Per entrare in una Scuola di Specialità bisogna partecipare ad un Concorso . 

Il concorso       è unico , nazionale e viene fatto una volta all’anno . Dal concorso scaturisce una graduatoria . I primi hanno acceso alla specialità desiderata  , i secondi si devono accontentare della seconda opzione , gli altri devano ripresentarsi l’anno dopo . 

 Ciò crea il primo imbuto alla assunzione dei giovani in Ospedale . 

Oltre  che rappresentare  un  imbuto,  questa selezione   rappresenta  uno dei modi più   inefficaci per   selezionare   dei  tecnici con l’attitudine a  svolgere una professione così complessa come è quella del medico . Nello specifico , se uno vuole fare il chirurgo plastico , in tutta Italia sono disponibili poco più di 20 posti all’anno . 

Peggio del Concorso  Nazionale ci sono solo gli Alfa test , selezione da passare se si vuole  entrare in Università , ma questi almeno lasciano al candidato la possibilità di cambiare strada all’origine senza fargli sprecare sei anni di vita . Se attraverso il  Concorso  Nazionale  uno non entra in graduatoria  gli si aprono da medico   due strade :  o lavorare presso una scuola guida o una palestra .    Dio ha voluto che ai miei tempi  non ci fossero queste selezioni . Avrei passato la mia vita nello stanzino attiguo ai bilanceri . 

 I sindacati dei medici dicono che per assumere i giovani la soluzione del problema passa attraverso a)lo sblocco  del turnover ,b) l’assunzione dei precari e c)l’aumento dei posti delle scuole di specializzazione .

In tanti anni di professione non ho mai assistito a grandi vittorie sindacali quando si tratta di classe medica per cui aspettiamoci che la situazione rimanga tale per i prossimi anni . 

Comunque questa non è la riflessione principale che mi ha portato a prendere la penna in mano . 

Mi stava a cuore ragionare sull’età alla quale il chirurgo deve essere considerato ancora brillante e quella in cui invece deve ritirarsi  . 

Penso che come in tutte le professioni  dipenda da caso a caso . Se sei un giocatore di calcio sarà lo staff tecnico del club a  decidere quando devi essere messo fuori rosa . In Ospedale  lo decide l’età pensionistica . Come sempre succede non esiste un  esaminatore che controllando cosa fai in sala operatoria decida se puoi mantenere le tue funzioni o se devi abbandonarle . Allora come fare a decidere sulla data del time out ? Si spera sempre che ci sia un collega amico che con tanta delicatezza i faccia aprire gli occhi . Ma è meglio abbandonare a 60 , o a 70 o più in là? Ho esempi per tutte le età. Si smettere a 60 anni  quando problemi fisici o psichici hanno logorato in modo irreversibile il soggetto . 

Per raggiungere i 70 anni sicuramente la  forma fisica ha sicuramente il suo peso ,le  abitudini di vita sono importanti , la serenità è fondamentale  .

Sopra i 55 , come  dice il Prof. Alfieri è importante evitare di isolarsi continuando a confrontarsi con i colleghi , partecipando a corsi e congressi senza smettere mai di aggiornarsi . 

Quello che il Prof. Alfieri non dice  è che la sala operatoria  per il chirurgo è terapeutica .   : lavati , al tavolo operatorio con le mani sul paziente passano la fatica , i fastidi fisici, i brutti pensieri .E’ come entrare nella fontana dell’eterna  giovinezza .

Io ho lavorato nel pubblico 15 anni e nel privato convenzionato 16  anni . Ho condiviso il lavoro con colleghi più anziani e più giovani .Da giovane non ho mai pensato che un mio capo più anziano dovese smettere di operare  per avere raggiunto limiti di età .Quando smettevano era perché non se la sentivano più loro  . Ricordo un collega otorino che è andato avanti  ultraottantenne ,  a fare nasi, fino a pochi giorni prima di spegnersi . La qualità dei suoi risultati si era mantenuta fino alla fine . 

Ora i colleghi con i quali lavoro sono mediamente più giovani di me . Appartengono ad un'altra generazione . La mia generazione ha vissuto la corsia dell’ospedale , il giro dei pazienti ricoverati con le cartelle in mano e la smania per crearsi il proprio spazio all’interno della struttura andando ad imparare una tecnica particolare , magari di nicchia giusto per sentirsi in qualche modo responsabile. Esisteva un  codice di comportamento per cui il più giovane doveva svolgere i compiti più pesanti , essere il primo ad arrivare in corsia , avere chiaro il decorso clinico dei ricoverati e fare trovare pronto il campo operatorio per i chirurghi “ anziani “ . 

Le cose non sono cambiate . Anche oggi , nonostante sia il più vecchio sono sempre il primo ad entrare in ospedale , sono il primo ad entrare in sala operatoria , sono io a prepararmi il campo  e l’ultimo ad uscire . Forse questa può essere considerata  la formula per rallentare l’invecchiamento. Non ne ho la certezza , ma spero in questo modo di mantenermi  lucido al punto di  decidere quando appendere il bisturi al chiodo  . 

Se ciò non fosse possibile spero quella fatidica mattina di trovare un giovane che arrivi in Ospedale prima di me e che mi convinca che è meglio  ritirarsi .