Vero o falso?
Vi racconto una storiella, stranamente a lieto fine, allo scopo di farvi sorridere ma soprattutto di stimolare in voi la curiosità nello scoprire se si tratta di un fatto vero o falso.
Partiamo dal presupposto che nella pratica quotidiana la realtà batte la fantasia 4-1.
Quando vengono riportate notizie sui giornali riguardanti gli incidenti in Sanità la chirurgia plastica e le richieste di risarcimento sono i protagonisti indiscussi.
Le sentenze sono quasi sempre contro i medici e le cifre che il malcapitato chirurgo deve versare al paziente insoddisfatto sono a 4 zeri.
I titoli più recenti riguardano un seno mal riuscito in una attrice poco conosciuta o labbra gonfiate in modo asimmetrico in una signora che per questo motivo ha perso il marito.
E’ difficile leggere di un paziente che fa causa ad un chirurgo e la perde. Non fa notizia.
La storia
Qualche anno fa fanno visita una mamma manager assieme alla figlia proiettata verso una brillante carriera da velina.
Viene richiesta una correzione di una gobbetta al naso associata a liberazione delle fosse nasali ostruite per un trauma subito alcuni anni prima. C’è un problema funzionale che ha già individuato un otorino e c’è di mezzo la solita assicurazione alla quale la mamma manager chiederà il rimborso spese.
La giovane ha difficoltà nell’esprimere le proprie volontà travolta dalla esuberanza della mamma che esibisce book, casting, classifiche di concorsi di bellezza, ombre e luci di una futura star del piccolo e grande schermo. Non siamo ancora ai calendari.
Arrivano alla mia osservazione dopo essere passati attraverso altri specialisti otorini ma dovendosi preparare per le selezioni di Miss Italia viene richiesto un profilo particolare capace di rendere il volto abile ed arruolato per la coroncina .
L’intervento viene programmato seguendo le regole classiche. Vengono spiegati i limiti e le possibilità della chirurgia. La paziente viene ricoverata, operata e dimessa .
L’intervento porta ad un miglioramento della respirazione, riduce le dimensioni del naso e tutto sembra proseguire bene nei controlli fino alla partenza per le finali di Salso Maggiore.
Finalmente arriva il giorno delle finali. C’è la tensione delle grandi sfide. La mamma manager segue la figlia in tutti i preparativi. Arriva a telefonare a tutti noi affinché si mandi un sms al numero di testiera della figlia per aumentare con il voto da casa le chances di vittoria .
La ragazza supera diverse selezioni ma tragicamente si ferma davanti allo scoglio delle migliori 40 finaliste.
Da lì inizia la tragedia. Tornata a casa, il naso non va più bene e soprattutto questo diventa la causa dell’insuccesso, dell’inizio di problemi funzionali, dello stato depressivo in cui entra la ragazza. Inizia la descrizione di una serie di complicanze legate all’intervento simili a quelle che si tirano fuori quando a seguito di un tamponamento anche lieve si parla di colpo di frusta , vertigini e cefalea. I rapporti tra le parti si deteriorano. La mamma con figlia incominciano a farsi visitare da diversi specialisti sperando di trovare un cecchino che metta nero su bianco tutte le responsabilità del chirurgo operatore.
Dopo 4-5 tentativi si trova sempre chi esprime un giudizio colpevolista. Anche perché la perizia costa 200-300 euro e si deve dare un minimo di soddisfazione alla cliente. Da questo giudizio scritto e firmato parte il progetto della mamma manager rivolto ad ottenere la testa del chirurgo su un vassoio d’argento. Sicura della vittoria fa sottoporre la figliola ad un secondo costoso intervento chirurgico all’estero, tanto pagherà il primo operatore.
Viene scelto un chirurgo francese che in epoca di mondiali di calcio dopo la testata di Zidane non può mostrare solidarietà nei confronti del collega italiano .
Parte la richiesta di risarcimento per danni gravi e la pratica viene affidata ad una coppia di professionisti (avvocato e medico legale) nati per demolire chiunque faccia uso di un ferro chirurgico .
La causa non fa esclusione di colpi. Vengono richieste perizie psichiatriche. Durante le operazioni peritali la mamma manager, a modi spot pubblicitario, interviene urlando e inveendo contro l’operatore che gli ha massacrato la figlia rallentandone la carriera televisiva, cercando di condizionare i periti .
L’avvocato di parte dubitando della genuinità delle immagini preoperatorie arriva a chiedere perizie informatiche.
In più di una occasione viene ribadito il concetto che si vuole arrivare all’interdizione del chirurgo. Raggiunta la prima perizia, il consulente del tribunale viene ricusato perché non sufficientemente penalizzante nei confronti del chirurgo . Vengono richiesti ulteriori verifiche e così via fino al 24 aprile 2008: tre anni di via crucis .
Il 24-aprile 2008 un giorno prima della liberazione viene emessa la sentenza .
Chirurgo assolto , non c’è colpa , e paziente obbligata a pagare tutte le spese legali.
Questa storia può essere vera o falsa ma deve fare riflettere coloro che cercano di approfittarne di un intervento chirurgico.
In Italia la legge è ancora una cosa seria .
Vero o falso ?
Vi dico solo che quando ho telefonato a casa per annunciare che avevo vinto, prima che specificassi che cosa, mi sono sentito rispondere che era ora visto che da circa 3 mesi non portavo a casa un set a tennis.


May 9th, 2008 at 12:34
Buongiorno Pirata!
Ma che buone nuove! Come diceva qualcuno…al peggio non c’e’ mai fine. In questo post non mi cimentero’ circa il mio parere sulla Legge italiana…(oggi meglio di no).Devo riflettere prima;mi hanno insegnato che:”Pret e Re, parla ben o tase’ ”
ma vorrei commentare la storiella “vera/falsa” sempre con due detti lecchesi
GH’E’ TRE QUALITA’ DE DONN:I DONN,I DINDONN E I DIRLINDONN.
ogni riferimento a persone è puramente casuale.
E per il dutur francese un bel pensierino:Ue’ tamberla chi fa de pica paga de bursa (chi fa qualcosa per ripicca ci rimette prima o poi).
Che dice, Prof: dal momento che questa storiella possa aver turbato gli animi, creato tanti problemi, sconfitte a tennis , “rotture di cotiledoni vari” magari mutamenti della personalità che l’avranno resa insopportabile agli occhi di moglie , figlie, collaboratori vari………chissà potrebbe tentare …una causa di risarcimento danni!!!!
Un consiglio spassionato:quando non si è in forma,nelle partite (tennis, squash, etc. etc…), bisogna invitare gli avversari meno dotati, quelli con i quali non ti scontreresti mai perche’ non danno soddisfazione. Risultato:meno frustrazione da parte tua e felicità da parte dell’avversario-amico che non si sentirà piu’ escluso dalla “cerchia”. Provare per credere!
Buon fine settimana a tutti i lettori/commentatori.
te saludi Pirata
Annina
May 9th, 2008 at 13:52
Caro dott.,
la storia sembra finta per quanto assurda ma mi sa che è proprio vera!!!
La giustizia (norme, giudici, tribunali) è solo uno strumento e alla fine la differenza la fa sempre la mano che muove quello strumento . E come il bisturi mio caro dottore!!! lei ne fa un uso indiscutibilmente di un certo tipo e quindi la sua serietà, intelligenza e onestà professionale consentono di considerare lo strumento meraviglioso per quello che può portare nelle vite delle persone, in mani diverse l’esito sarebbe opposto. Poi c’è anche l’errore umano anche in chi (chirurgo, avvocato, o altro che sia) agisce onestamente, ma questo fa parte dell’imperfezione umana e va accettato!!
Questa mamma manager che arriva addirittura ad usare la bellezza e la giovane età della figlia come fossero uno strumento per trovare la propria affermazione, non ha scrupoli nel tentare di usare anche gli strumenti giuridici per affermare che la responsabilità del proprio insuccesso (perchè per lei l’insuccesso della figlia è il proprio di manager) non sia certo sua ma di quel chirurgo che non è riuscito a trasformare il naso della figlia in naso da miss italia!! E purtroppo “tra simili ci si riconosce”….per cui una mamma cosi troverà a sua volta un avvocato che userà lei e la sua avidità per soddisfare la propria e poi anche un perito e un chirurgo che userà la vicenda per un onorario da secondo intervento che alzarà la sua dichiarazione dei redditi (questo nell’ipotesi più onesta se no alza solo i redditi ma non la dichiarazione).
Caro dottore la differenza la fa l’uomo (o la donna come nel caso di specie), la differenza è la coscienza che è un fiore prezioso e come ogni fiore va coltivata, accudita e protetta.. Tutti veniamo dotati di un embrione di coscienza ma poi ci vuole il resto perchè si sviluppi e cresca insieme a noi e alle nostre esperienze.
Lei non sa in quanti casi Avvocati (categoria alla quale appartengo e quindi conosco) stimolano la conflittualità tra genitori che si stanno separando, al solo fine di arricchire le proprie tasche, quando questa conflittualità (che già è fisiologica in quella fase di vita di una coppia come è la separazione) dovrebbe solo essere sedata riportando gli elementi che la costituiacono, spesso pretestuosi, nella loro giusta dimensione, ricordando il danno che animi di genitori aizzati l’uno contro l’altro possono fare sui figli. Questi avvocati hanno una coscienza? o solo un embrione della stessa?
La sua storia non mi stupisce, mi auguro solo che il finale sia vero!!! perchè questo significherebbe che una coscienza ha spezzato quel processo …..determinato da tanta inconsapevolezza e scorrettezza….forse quella del Giudice!! Me lo auguro , così come mi auguro che altri giudici condannino suoi colleghi che con la stessa inconsapevolezza e scorrettezza hanno agito…provocando danni.
In fondo dottore questa che lei ci ha dato ci sembra una bella storia perchè ancora ci fa essere ottimisti rispetto a un mondo dove qualche fiore di coscienza ancora cresce….anche nei “nostri” Tribunali..oltre che nella “sua” sala operatoria!!
Per quanto riguarda il tennis invece non sarà una forma di solidarietà inconscia con la sua squadra del cuore???!!!
un caro saluto a lei e a tutti i lettori.
May 10th, 2008 at 02:24
Gentile Signora Annina, leggendo il suo intervento ho avuto per un momento il dubbio di essere finito sul sito di qualche Gazzetta della Padania libera; le recenti vicende elettorali ci imporranno anche un adeguamento linguistico? Dovremo tornare a salutare tutti con un cameratesco “tu”?
Jerome
May 10th, 2008 at 12:38
Gentilissimo Monsieur Jerome!
Nessun riferimento alle vicende elettorali! Nè tantomeno linguaggio “cameratesco”. Ma non mi sembra il caso di fornire giustificazioni: non siamo mica a scuola!
Mi fa piacere che i miei interventi suscitino un Suo particolare interesse,ma se le sembro “vraiment très ennuyeux!” vada oltre il mio.Cio’ che ha scritto il Prof. e poi MariaRosa lo trovo davvero interessante e meritevole di commento.
Buona giornata Madame, oh pardon Monsieur Jerome, excusez-moi de vous déranger!
Buon fine settimana sereno a tutti!
annina
May 10th, 2008 at 20:34
Sì, credo proprio che la storia sia vera. La figura della madre ambiziosa e proterva, decisa a spingere avanti la figlia con ogni mezzo, è talmente famigliare da secoli nel mondo dello spettacolo che in gergo teatrale è stata definita “il madro”, e Donizetti quasi 200 anni fa la poneva fra i personaggi di una sua operina, affidandone il ruolo a…un baritono! Ovviamente oggi la chirurgia estetica offre a questi esemplari materni nuovi campi in cui scatenarsi: se in altri tempi erano prontissime a mercanteggiare sulla virtù delle figlie pur di assicurar loro il successo grazie a un potente protettore, figuriamoci se ora esitano a minacciare l’onorabilità professionale di un chirurgo che, a loro parere, non è riuscito a rendere abbastanza bello il naso della bambina!
Del tutto verosimile è anche la conclusione della storia: Maria Rosa ha perfettamente ragione quando dice che la legge è uno strumento, e come tale bisogna vedere a chi va in mano, ma nel caso specifico penso che anche il più impreparato, il più miope dei giudici avrebbe considerata un atto contro natura “l’interdizione” di un chirurgo come Lei !
Oggi si parla molto del continuo aumento delle cause contro i medici: ci sono studi legali che si sono velocemente ed astutamente riciclati a questo scopo, e offrono assistenza a prezzi stracciati, ragionevolmente sicuri di rifarsi poi con la somma ottenuta a titolo di risarcimento. Non è stato sempre così: parecchi anni fa in famiglia sperimentammo in almeno tre diverse occasioni cosa sia la “malasanità”, con conseguenze anche molto gravi; si trattava di episodi avvenuti in costose strutture private, che coinvolgevano quel tipo di medici da Lei definiti una volta “baroni blasonati” e proprio per questo ci fu da tutti sconsigliato di adire le vie legali: all’epoca spuntarla contro un barone, per quanto superficiale si fosse dimostrato, non era facile.
Come ben scrive Maria Rosa, possiamo solo sperare che, per meglio gestire quel fragile strumento che sono le leggi, sempre più si sviluppino la coscienza civile, il senso di responsabilità, e riescano ad avere la meglio sull’egoismo e sulla tacita ammirazione per il più forte ed il più furbo che ancora (anzi, sempre di più) dominano la nostra società.
Paola Z.
P.S. Desidero esprimerLe un ringraziamento particolare, anche a nome di mio marito, per aver ricordato en passant che il 25 aprile è l’anniversario della Liberazione: dimentichiamo tutto così in fretta che la memoria di certe date va ogni tanto rinfrescata.
May 10th, 2008 at 22:20
Madame, oh pardon Monsieur Jerome, la sua risposta ad Annina, oltre che assolutamente inutile (una simile considerazione non ha nulla a che vedere con il racconto sopracitato) mi pare davvero inopportuna. Ho spesso sentito dire che c’è tanta gente che “parla per dare aria alla bocca” o “scambia lucciole per lanterne”, stessa cosa, in questo caso si può dire di Lei, credo….
Un pretesto per scatenare un dibattito politico all’interno di un blog che nulla ha a che fare con gli ultimi risultati elettorali…. che sicuramente avranno dato fastidio a molti (a lei anche, magari!), ma non mi sembra appunto il caso di parlarne qui….
Au revoir….
May 11th, 2008 at 03:22
Saluto pattypatty (manca poco alla tua mastomeno:in bocca al lupo ,cara!),
e la ringrazio per la simpatica solidarietà .
TORNIAMO ALL’ARGOMENTO: Sicuro che è una storia vera. Mi ha fatto impressione la descrizione della madre della mancata miss.Ma non mi meraviglio affatto.Guardiamoci attorno, nella nostra quotidianità mica solo in TV. SIGNORE OVER CHE VOGLIONO APPARIRE TEEN-AGER. Nonne isteriche ossessionate dall’apparire; madri che hanno come primo pensiero mattutino e ultimo serale su quale parte del corpo intervenire…..appariscenti signore che manderebbero le figlie in pasto ai lupi pur di veder coronare il loro antico sogno. Non so se qualcuno di voi abbia avuto modo di vedere o partecipare ad un casting. Che tristezza.Mica le giovani partecipanti. No no. Quelle mi fanno persino tenerezza.Osservate le madri.
ll messaggio che questa genitrice ha fatto passare alla figlia e’ stato tutt’altro che positivo. Gli insuccessi capitano nella vita e le colpe, non sempre, sono da attribuire agli altri (in questo caso al professore Preis). MA PER FORTUNA LA MACCHINA DELLA LEGGE STAVOLTA HA FUNZIONATO! spero tantissimo che serva di lezione alla figliola in oggetto.
DI LEGGI IN ITALIA NE ABBIAMO SIN TROPPE: basta rispettarle e farle rispettare. Il senso civico è lo specchio di un popolo. Forze dell’Ordine, Magistratura, etc etc dovrebbero adoperarsi per garantire la sicurezza del cittadino lavorando in sinergia per non rendere vano il lavoro dell’altro per “scadenza dei termini”…
NOTIZIE DI MALASANITA’ vera o presunta, notizie distorte e gonfiate sono all’ordine del giorno. Per qualcuno OPPORTUNITA’ di ghiotti guadagni.
Deve avere pazienza, caro prof. e sperare di non cadere mai più nella trappola del disonesto profitto altrui. Anche in questo caso, troppo spesso,LA LEGGE NON AIUTA IL MALCAPITATO. Ma stavolta ,come vede, non è andata cosi’!
Bene!
Annina
May 11th, 2008 at 23:45
Direi che più che di perizia legale per appurare la riuscita dell’intervento( sicuramente ottima, viste le abili mani del Dottor Preis e il fatto che non si tira mai indietro in fatto di eventuali correzioni, come fa apertamente leggere ai pazienti nell’informativa -a differenza di molti guru ciarlatani)la madre di quella povera ragazza necessitava urgente perizia psichiatrica. Sembra quel film di Anna Magnani che vuolea tutti i costi far sfondare la figlia perchè frustrata. credo siano le iene più pericolose. da evitare accuratamente pirata! Un EVVIVA per la causa vinta!