Pubblicità in Sanità: un vademecum per difendersi

Vorrei creare un piccolo “Vademecum “ su come interpretare i messaggi pubblicitari in Sanità.

Non voglio parlarvi di regole e non voglio stabilire cosa sia etico e cosa non lo sia . Vi ricordo solo come fino a pochi anni fa per scrivere banalmente il proprio nome + specializzazione + indirizzo sulle “Pagine Gialle “ ci volesse il permesso dell’Ordine dei Medici che doveva verificare le dimensioni del carattere .Oggi si leggono intere pagine del Corriere della Sera dedicate a macchine con effetto lifting e lo sponsor dell’ora esatta di Canale 5 è un Centro di Chirurgia estetica in cui entri anonima ed esci top model . Tengo a precisare che non critico la chiassosità del messaggio pubblicitario ,anzi sono d’accordo nell’ appoggiare la libertà di pubblicità per un paese libero in cui io come il Signor Coca Cola si possa avere pari opportunità per farci conoscere .

Lo stesso Prof. U.Veronesi che stimo moltissimo si fa pubblicità mentre consiglia di comprare l’Enciclopedia Medica inserto della Gazzetta dello Sport . Vederlo abbinato alla Gazzetta permette da un lato di vendere molte più copie dell’inserto , dall’altro vieen mantenuta viva l’immagine di questo grande chirurgo nella testa della gente . Ben venga .

Il Prof. Veronesi è sicuramente il medico più conosciuto all’estero , una mente , un grande organizzatore ,per noi chirurghi ha avuto soprattutto il merito di inventare la quadrantectomia .

Il suo personaggio, per chi non ricorda queste cose, è giusto che venga enfatizzato anche utilizzando la Gazzetta rosa .

Da ciò ne trae beneficio la struttura in cui lavora , le fondazioni che fanno capo alla patologia di cui si occupa (tumori )e tutte le persone che gravitano attorno alla sua attività che sicuramente si è mantenuta ad alti livelli indipendentemente dalla pubblicità.

Sarebbe diverso se utilizzasse il volto di un grande medico per vendere pillole miracolose che fanno dimagrire di giorno e fanno crescere i capelli di notte . Io non approvo chi racconta bugie ciclopiche e commette illeciti riconducibili al grande capitolo della “concorrenza sleale” .

 

10 esempi di messaggio promozionale “sofisticato “ da riconoscere per evitare sorprese:

 1) Nuova tecnica per perdere 10 anni dal viso in pochi minuti .

In medicina viene scoperta una cosa nuova ogni 10 anni . E’ difficile che di punto in bianco compaia un esperto in “ Aaging “ che possiede uno strumento che manda in pensione secoli di tentativi farmacologici e chirugici .

2)Nuove protesi mammarie eterne .

Si tratta di protesi Highlanders .Indeteriorabili nei secoli . Di solito chi propone questo tipo di protesi tratta con commiserazione i colleghi che utilizzano impianti protesici che debbono essere rimossi ogni 12-14 anni . Sarebbe bello avere pneumatici fatti dello stesso materiale .

3)Punture miracolose che evitano ginnastica , dieta e liposuzione . Con 12 sedute si perde fino a 10 cm di circonferenza .

Di solito alla 12ma seduta o lo specialista scompare o il centimetro viene modificato nella distanza tra le tacchette dei millimetri .

4)Siti internet che richiamano ai canoni della bellezza facendo vedere fotomodelle meravigliose .

Si gioca sul malinteso che chi vede quelle curve sinuose pensa che quello sia il risultato ottenuto dal chirurgo . In realtà la modella è ben pagata per dare questa impressione ma nella sua vita non ha mai incontrato il chirurgo .

5) Curriculum in cui si fa riferimento a specialità in chirurgia estetica .

Nei siti spesso vengono riportate tra le esperienze del medico strane specializzazioni ottenute all’estero . Queste fanno molta presa sugli esterofili . Nella maggioranza dei casi chi riporta questi titoli non è riuscito ad ottenere la specializzazione in Chirurgia Plastica in Italia . Tanto di cappello a chi si è specializzato in Europa o addirittura in America , ma voglio ricordare che non esiste la specializzazione in chirurgia estetica .

 6)Ambulatori in cui le pareti delle sale d’attesa sono tappezzate da certificati di partecipazioni a congressi .

Ammetto di avere fatto lo stesso all’inizio della mia carriera . Mi sembrava un punto di merito andare a tutti i possibili corsi d’aggiornamento . Oggi i medici sono obbligati a partecipare ad un numero di Corsi-Congressi che gli facciano accumulare punti E.C.M. . Lo richiede il Ministero della Salute . Inoltre non c’è nessun merito a partecipare ad un Congresso. Basta pagare .

 7)Cataloghi di interventi chirurgici con pre e post improbabili .

Quando nella prima visita vengono mostrati solo casi molto belli e non si parla di possibili complicanze o insuccessi , il messaggio è da considerarsi poco veritiero . Va bene fare vedere di cosa si è capaci , ma nessuno è infallibile .Molte immagini risultano facilmente correggibili con programmi di grafica , nello stesso modo in cui vengono corretti i corpi dei calendari .

 8)Simulazioni utilizzate per convincere il paziente a sottoporti ad intervento .

In AmErica hanno capito che questo strumento è di grande effetto sul paziente . Sono stati prodotti hardware e software molto sofisticati e tecnologici . Io uso il computer per fare vedere cosa vorrei ottenere attraverso una rinoplastica ma specifico sempre che quello non sarà il risultato definitivo ma quello che ho io nella testa.

 9) Blog generici in cui appare con frequenza periodica una lettera dedicata allo stesso chirurgo .

Sono fin tropo evidenti le lettere scritte dalla fidanzata del chirurgo che si spaccia per paziente entusiasta. Servono soprattutto per fare avanzare il nome del chirurgo su motori di ricerca . Per fortuna a questo amo abboccano in pochi .

 10)Comparse su riviste o programmi televisivi a commento di fatti di cronaca o di notizie in qualità di superesperti della materia .

Quando disgraziatamente i mass media riportano un incidente in chirurgia estetica , le televisioni intervistano un chirurgo che ovviamente dal pubblico viene considerato il massimo esperto della materia . Nella maggioranza dei casi il soggetto non è al corrente di cosa sia realmente accaduto e il messaggio dovrà risultare quello di fare le cose sempre con estrema sicurezza e prudenza ( come succede nella struttura i cui lavora lui ) .  

10 Responses to “Pubblicità in Sanità: un vademecum per difendersi”

  1. Paola Z. Says:

    Molto, molto opportuno questo vademecum caro Professore, ma forse Lei , quando dice che “a questo amo abboccano in pochi” sottovaluta il potere di persuasione che può avere il web su un pubblico già disabituato dalla TV a qualsiasi tipo di lettura critica delle notizie: me ne sono resa conto in questi mesi seguendo un forum dedicato alla chirurgia estetica. Cominciamo dai siti dei chirurghi: sembrano fatti apposta per disorientare, con improbabili foto di “prima” e “dopo”, elenco di esotici masters al posto della giusta specializzazione, nei casi limite la promessa della prima visita gratuita o addirittura, scritto in rosso in bella evidenza a centro schermo “Visita 75 euro”. Immancabile la foto sorridente del chirurgo, spesso risalente all’anno di laurea (Lei ha esagerato in senso contrario: con rigore spartano ha messo nel sito una Sua immagine in completo assetto da sala operatoria, compresa la mascherina con occhialini: un vero “alieno” agli occhi di “noi umani”!). Dagli scambi di post nel forum si percepisce bene che tutto ciò ottiene l’effetto voluto. Poi c’è il gioco dei messaggi di persuasione occulta che non si limita certo alla “lettera della fidanzata” (perchè altrimenti dovremmo pensare che certi chirurghi avrebbero bisogno di un Leporello per tenere il catalogo!) ma all’incirca segue lo schema “un post critico - 5 post entusiasti per controbattere”, cui si affianca l’altro gioco che definirei “la calunnia è un venticello…”: ad es. “Un dottore di Milano mi ha rovinata… no, non dirò il nome, dico solo che comincia per S e opera alla clinica Z” etc… Per finire con un ideale trait d’union fra internet e TV : “Ti opera il dr. X, quello che è sempre in TV? Chissà come è bravo!”
    Spero che lo leggano in tanti il Suo vademecum!
    Paola Z.

  2. cristina Says:

    MI associo a Paola per ringraziarlo di questo preziozo vademecum.
    E’ un attimo farsi abbindolare da false promesse e miracolosi risultati.
    Perchè stare a dieta e fare tanta fatica se semplicemento ingoiando due pilloline si possono perdere tutti chili di troppo in poche settimane?
    Perchè affaticarsi e sudare in palestra quando basta salire su una pedana per 10 minuti l giorno e perdere chili e cellulite?
    Eppure quando vengono mostrate queste cose in TV sembra che funzionino, che siano davvero miracolose! Poi uno deve riconnettere il cervello e ragionare che se davvero così fosse saremmo tutti magri, tonici e belli!
    Frequento lo stesso forum di Paola e davvero sono rimasta meravigliata da questo alternarsi di commenti negativi e coomenti positivi.
    Quando qualcuno poi come è successo a noi esprime sinceri commenti positivi sul propio chilurgo, viene accusata di essere di parte e di essere o il chilurgo stesso o un parente stretto.
    Bisogna essere svegli ed intelligenti per sapere e capire quali informazioni siano vere e quali “pubblicità noscosta”.
    Leggo con orrore di ragazze alta più di 170 cm che pesano 45/49 kg e che chiedono al forum pareri sul loro pesa e che aspirano a grandi seni, eppure questo trovano anche chi le opera.

  3. Paola Z. Says:

    Mi scuso per l’invadenza, ma intervengo di nuovo perchè ho appena visto un sito che mi pare da segnalare quale monumentale esempio di come NON deve essere il sito di un chirurgo, e questo nonostante si tratti di un nome celebre che avrebbe operato anche colui che è di nuovo il più importante degli italiani ahimè (ooops, scusate, mi è scappato, opinione personale, la corte non ne tenga conto). Basta guardare la gallery delle foto: “prima” la paziente è ritratta senza trucco, in luce spettrale, in posizione che metta in risalto il difetto (ad es. doppio mento) e probabilmente è colta nel momento in cui ha saputo che il marito la tradisce. Nel “dopo” la stessa paziente è perfettamente truccata e pettinata, in postura adatta a dissimulare i difetti, circonfusa di luce rosea e forse fotografata quando ha appena ricevuto un invito a cena da George Clooney. Che valore scientifico può avere una documentazione del genere? E sorvolo poi sulle torrenziali dichiarazioni di stima di pazienti entusiasti, dettagliatamente riportate. Non dubito che professionalmente questo medico sia abilissimo, ma allora perchè ricorrere a questi sistemi da imbonitore televisivo?
    Paola Z.

  4. Bifida Says:

    Scusi, come mai non risponde ai commenti del sito di Cambio VIta? Ci sono diversi commenti e nessuna sua risposta? E anche qui il suo sito non pare aggiornato.
    Saluti

  5. Franz W. Baruffaldi Preis Says:

    HA RAGIONE . HO AVUTO UNA SETTIMANA DIFFICILE E NON HO ANCORA CAPITO COME FAR AD APRIRE IL SITO .
    APPENA HO UN MINUTO RISPONDO .

  6. Paola Z. Says:

    Bifida potresti essere così gentile da spiegarci come si accede al sito di “Cambio vita”? Io ho fatto vari tentativi senza riuscirci: clicco sul logo, e mi compare l’avvertimento “Errore nella visualizzazione della pagina”. Penso che la cosa interessi a molti, se anche il Prof ha difficoltà ad aprire il sito.
    Grazie!
    Paola Z.

  7. Elena Says:

    Buon giorno, complimenti per il blog: semplice chiaro e deciso! peccato averlo scoperto solo ora!!

  8. annina Says:

    Ciao Elena! Benvenuta anche a te!

    E’ da un po’ che non mi collego per impegni di lavoro ed bello leggere di tante new entry!

    anna

  9. Elena Says:

    Ciao Anna!
    Grazie per il benvenuta….e a presto!!! Elena

  10. anna Says:

    A proposito di esterofili……..leggete qui…..

    BISTURI PIU’ SAFARI……
    Allarme Fism, boom di nomadi della salute spesso ignari dei rischi

    (Adnkronos Salute) - L’ultima frontiera del low cost in sanità? Il pacchetto ‘bisturi più safari’: scegli il Sud Africa come meta per farti operare e puoi abbinare al trattamento sanitario un percorso per ammirare la natura incontaminata del Continente nero. Turismo sanitario tout court. A lanciare l’allarme contro le derive del ‘low cost a tutti i costi’ e del nomadismo sanitario, in particolare per chirurgia plastica e cure ondontoiatriche, è il presidente della Federazione delle società medico scientifiche italiane (Fism), Pasquale Spinelli. “Vai in Sud Africa e, insieme all’appuntamento con il chirurgo, ti organizzano il safari. Non oso immaginare quale sarà il prossimo pacchetto in uscita, magari nei Paesi meta di turismo sessuale”, commenta oggi a Milano, durante un incontro fra ‘addetti ai lavori’, promosso per discutere di low cost in sanità. “Il fenomeno, nato nell’ambito dei trasporti aerei, si sta ora trasferendo al campo della salute. E i pazienti sembrano apprezzare: un sondaggio, per esempio, rileva che il 70% degli intervistati è favorevole a politiche low cost in sanità. Il problema è: sanno di cosa si tratta?”. Il sito internet segnalato da Spinelli appartiene a una compagnia sudafricana indipendente di turismo medico (’Surgeon and Safari’) che, secondo la presentazione, si occuperebbe di tutto: dalla creazione di un filo diretto con i medici alle prenotazioni, dall’accompagnamento fino ai safari. I trattamenti che propone spaziano dalla chirurgia plastica e ricostruttiva a quella dentale, oftalmica e ortopedica. Tutte prestazioni toccate dal caroprezzo. Non è una novità. Prima del pacchetto ‘bisturi e safari’, era già in voga il viaggio organizzato per le cure odontoiatriche. Destinazione: Ungheria e Paesi dell’Est europeo. E ancora, la Tunisia è meta gettonata per gli interventi estetici low cost, il Brasile rinomato per i ferri chirurgici a prezzi stracciati, l’India per le refertazioni a costo zero e in tempo reale grazie alle ultime frontiere dell’Information technology. “Ai primi posti nella classifica dei trattamenti per cui il fenomeno del nomadismo sanitario appare più diffuso figura l’odontoiatria, l’ortopedia protesica, la chirurgia plastica ed estetica, l’oftalmologia, la medicina della riproduzione”, osserva Spinelli. “Il rischio - precisa - è che a farne le spese sia la sicurezza delle procedure. Chi certifica l’affidabilità delle alternative low cost? Le società medico-scientifiche guardano al fenomeno con preoccupata attenzione”, sottolinea. Unica certezza, sottolinea Spinelli, è che non si può più ignorare la realtà della concorrenza extraeuropea, così come la necessità di normative uniche e quella di garantire una gestione ‘illuminata’ degli ospedali nel nostro Paese. Parola d’ordine: appropriatezza della spesa. Ma anche attenzione alle novità. “A Torino - ricorda l’esperto - alcuni professionisti si sono organizzati in un ambulatorio specialistico low cost: promettono visite al prezzo massimo di 50-60 euro. Aspettiamo di vedere come andrà questo esperimento. Quello che non vogliamo è che si facciano discorsi unicamente orientati sui costi, a scapito della qualità”. Ancora più delicata, aggiunge Spinelli, è la questione dei presidi biomedicali, “un settore che richiede la massima attenzione”. A mettere in guardia sull’ultima frode è Pier Mannuccio Mannucci, ematologo dell’Università degli studi di Milano: “Su internet - avverte - vengono proposti dei test genetici che sarebbero in grado di predire la predisposizione di un individuo a un gruppo di malattie che rappresentano il 70% delle cause di morte in Occidente. Secondo quanto pubblicizzato, sarebbero in grado di individuare dal rischio di trombosi fino ai tumori. Niente di più falso. Ho verificato e i test non hanno questa capacità predittiva”. Proprio per mettersi al riparo dalle spese improprie e da eventuali bluff, in Italia, suggerisce l’esperto, “si dovrebbe cominciare a pensare a un’agenzia nazionale che si occupi di processi di registrazione e delle autorizzazioni da rilasciare alle aziende che producono dispositivi medicali”.

    Caro Prof, al prossimo intervento, mi raccomando!!!!!!SAFARI IN AMBULANZA PER ME! INIZI A PRENOTARE…..

    Che dire?

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