Pesci, Clinica S. Rita e altri fantasmi
Ho una grande passione per i documentari sulla biologia marina. L’altro giorno in televisione mi è capitato di vederne uno abbastanza inedito sui grossi pesci e sulla tecnica che seguono per garantirsi l’alimentazione giornaliera. Il pesce vela stordisce le sardine e le condiziona cambiando colore e mostrando strisce blu fosforescenti. La sardina sembra che sia sensibile al colore blu e rimanendo disorientata viene catturata più facilmente. La balenottera apre la bocca emergendo e si riempie la bocca di un quantitativo industriale di pesciolini alla volta .
Le balene mangiano plancton.
Anche le mante giganti non essendo predatori si alimentano senza spargere sangue.
La cosa curiosa è che si interessano agli usi e costumi dei pesci chirurghi.
Quando inizia la stagione dell’amore, i pesci chirurghi si riuniscono in grandi branchi e dopo lunghi corteggiamenti rilasciano in acqua uova e spermatozoi.
Non fanno a tempo a farsi la doccia che arrivano le mante.
Eleganti svolazzano a destra e a manca pronte per le foto dei sub. Lo fanno a bocca aperta e in pochi minuti divorano quasi tutta la futura progenie dei poveri chirurghi .
Appare naturale chiedersi perché le mante non hanno interessi per altre razze quali i “Pesci proprietari di cliniche “ , o i “Pesci Amministratori sanitari “i quali vanno avanti a moltiplicarsi senza problemi?
La natura come sempre è maestra di vita e mai come in questo momento ci manda messaggi chiari sulla criticità della situazione. Non voglio creare inutili allarmismi ma se andiamo avanti così non sapremo più cosa dare da mangiare alle mante.
Il bene prezioso costituito dalla razza chirurga comincia a soffrire di : “ ansia da prestazione “e diventa difficile trovare elementi a cui passare il testimone . La vicenda della Clinica S. Rita è stata vissuta con angoscia da tutti noi .Se le ipotesi di reato verranno confermate , la giustizia condannerà i soggetti colpevoli . Trovo intempestivo che i mass media siano arrivati alla sentenza con così largo anticipo . Dai giornali, ma soprattutto dalle trasmissioni, ne sono usciti condannati a morte una intera Regione , un sistema sanitario organizzato sulla libertà di scegliere tra pubblico e privato, una intera categoria di camici ex bianchi ed ora insanguinati e infangati.
Sono state pubblicate spezzoni di intercettazioni ricomposti in modo da enfatizzare orrori che in realtà rappresentano dati tecnici con i quali ci si cimenta tutti i giorni in tutti gli ospedali del mondo. La maggioranza degli ortopedici cui ho chiesto spiegazioni sull’accaduto mi hanno detto che l’uso del tendine incriminato al posto di quello ordinato non porta a complicanze per il paziente perché viene riadattato della forma utile al corretto uso ortopedico.
Nessuno lo ha scritto ma soprattutto nessuno durante la trasmissione a chiesto se l’intervento ha avuto buon esito o meno prima di definire i colleghi : “ Carnefici “. L’eco di questo fatto ha creato nei pazienti un clima di sfiducia. Lo si percepisce frequentando i blocchi operatori dove lavorano gli ortopedici .Quale è il vantaggio? Una paziente di rimbalzo mi è venuta a chiedere se si può avere la sicurezza che la sua protesi non apparteneva in precedenza ad un altro paziente. Ho dovuto farle ripercorrere il complicato percorso burocratico che prevede bolle dell’ufficio acquisiti , etichette , certificazioni , registri operatori ecc.ecc. . Ci ho messo un’ora , ma adesso finalmente è serena.
In un momento così drammatico , ho sentito una giornalista lamentarsi in televisione delle difficoltà che si incontra nel ricuperare le radiografie dalle strutture cliniche, complici i medici che se le tengono nascoste . La gente penserà che vengono consumati festini a base di T.A.C. , Rx del torace , conditi con i nastri degli elettrocardiogramma. Mi sono chiesto perché focalizzare l’attenzione su un fatto così marginale? Perché non ha avuto spazio la notizia che ogni struttura clinica ha un ufficio dedicato alla richiesta di fotocopie di esami e cartelle cliniche ? Perché creare questa nuova figura di pesce occultatore ?
A chi generalizza e classifica la categoria dei pesci chirurghi nel capitolo dei “Piranha “ chiedo di fare uno sforzo per riconoscere il buono che hanno ricevuto nella loro vita da questi si professionisti . AAA Cercasi giornalisti in grado di scrivere articoli sulla buona sanità .
IL FATTO DEL GIORNO
A seguito delle note vicende occorse in sanità privata lombarda , si sta verificando una caduta drastica nelle nascite ed i pesci che erano già stati iniziati a questo mestiere sono stati nella maggioranza dei casi deviati verso professioni molto meno a rischio e di maggiore impatto sociale.
Mi capita spesso di entrare in contatto con un giovane pesce all’inizio della sua avventura nella vita oceanica. In questi giorni mi sono chiesto se sia giusto spingerlo a fare il chirurgo?
Gli si fa passare 6 anni di vita su libri da imparare a memoria.Ottenuta la laurea ci mette due giorni a capire che se non continua a sacrificarsi non saprà mai dove appendersela.
Mentre gli altri coetanei cominciano a lavorare, se è così fortunato da entrare in una scuola di specializzazione , continua a dipendere dai genitori perché è difficile studiare, frequentare e lavorare nello stesso tempo. In questa fase spesso gli tocca subire le ire dei pesci anziani frustrati che gli fanno fare i lavori più umili .
Finita la specialità non ci sono posti disponibili nelle strutture ufficiali. Allora aspetta che gli si apra uno spiraglio facendo guardie nelle cliniche private e visite nelle palestre.
Poi finalmente lo accettano in una di quelle cliniche dell’Orrore dove giornalmente si riporta che vengono consumati crimini nei confronti dell’umanità. Il giovane pesce chirurgo cade nella rete e si fa prendere dal meccanismo frenetico per cui chi è bravo ha tante richieste di intervento, una lunga lista d’attesa, opera tanto e mantiene alti livelli di produttività.
Dimeticavo un particolare che sfugge ai mass media : nelle strutture private convenzionate chi lavora tanto non ha l’esperienza per comprendere il rischio ed entra in un meccanismo in cui anche a lui capiterà di usare un filo 5-0 al posto di un 4-0 o di adattare un drenaggio del 7 al posto di un 10 . Concesso che riesca ad integrarsi in un sistema , arriverà sicuramente da lì a poco una riforma sanitaria o una inchiesta capace di blindargli anche l’armadietto dove lasciava la vecchia divisa da sala operatoria .
Perso l’orientamento capita anche che il pesce chirurgo arrivi a classificare i pesci chirurghi nel capitolo dei “ Piranha”.


June 22nd, 2008 at 21:19
Grazie Pirata Preis per questi chiarimenti atti a non farci “abboccare” nella rete dei giornalisti che, si sa, soprattutto in Italia, fanno il buono e il cattivo mare, pardon, tempo…
Non ho seguito benissimo la vicenda Santa Rita ma credo che assistiamo ad una solita storia di disfattismo trita e ritrita. “Un soute di frutti di mare” e alla fine si scoprirà che erano tipici spaghetti all’italiana…. (e me lo auguro vivamente visto che l’accusa è pesante).
Le domande che mi pongo sono le seguenti:
-Nel caso di colpevolezza, è possibile mai che i colleghi degli imputati fossero all’oscuro di tutto!? Esistono le certificazioni ISO, TUV…dove viene assicurata la massima attendibilità e sicurezza se vengono seguite le procedure. Giusto? La eventuale colpa va “spalmata”non solo sui singoli. In quanti non hanno rispettato le procedure? Perche’ non assumersi , eventualmente le proprie responsabilità?prima di arrivare alla sala operatoria, sono in tanti a visitare il paziente o sbaglio?
-Non bisogna scagliarsi addosso ai medici del S.Rita tutt’oggi NON COLPEVOLI, ma non bisogna nemmeno dare “addosso” a chi sta indagando.
Torniamo a monte: dov’era l’ente preposto ad effettuare i controlli? probabilmente accanto a Sturlese Tosi a pesare le tette alleggerite da Preis….(ho sempre il dente avvelenato, io)
Abbiamo i medici tra i più bravi al mondo, sicuramente i migliori d’Europa. Perchè non spendiamo più energie nella ricerca piuttosto che in questa pattumiera?(che, ORRORE, già ne abbiamo sin troppa in giro).Non voglio entrare in merito alle misure di drenaggi e di fili adattati …….e nemmeno di protesi altrimenti mi toccherà assillare il povero Dr. Lucarelli e capire cosa mi ha messo nelle vertebre del collo dopo l’incidente in moto :-(…..
C’era una volta una fata buona chiamata GRATITUDINE…….
Un saluto cordiale a tutti. Grazie ancora, Prof, e complimenti per l’originalità
Anna
June 22nd, 2008 at 21:59
Cara Anna ,
tutti noi possiamo sbagliare una diagnosi o un intervento . Io per primo riconosco i miei errori . Me ne dispiaccio e tento ogni volta di farne tesoro per evitare di ricommetterli .
Togliere un seno od un polmone sapendo che l’amputazione non è necessaria rappresenta invece un crimine nei confronti dell’umanità , Questa azione dovrebbe essere punita con la legge del taglione . Se veramente un chirurgo ha tolto un seno ad una ragazza sapendo che il seno era sano e che la rimozione rappresentava solo un utile economico da aggiungere al suo conto in banca dovrebbe subire la stessa amputazione .
Fino a prova contraria però mi rifiuto di pensare che un medico possa avere commesso un crimine simile .
June 22nd, 2008 at 22:27
…..concordo caro Prof. Ma qui non condanno il medico bensi’ un uomo, forse, malato di mente che per sua (e nostra ) sfortuna di mestiere fa il medico.
Mi chiedo se i medici si debbano sottoporre una tantum , come per i piloti , stewardess….ad esami psicofisici per verificare l’idoneità psichica. Anche io mi rifiuto categoricamente di credere che un medico possa aver commesso quanto riportato dai giornali.
L’errore umano qui non c’entra….
anna
June 23rd, 2008 at 20:09
Caro Professore, ecco, in questa impennata di sdegno sì che La riconosco! Prima, fra balenottere e piranha, mi sentivo un po’ persa (ma la doccia dei pesci è una trovata divertentissima!).
Indubbiamente la smania sensazionalistica dei media tende sempre a “sbattere il mostro in prima pagina”; non credo sia una piaga solo italiana: per restare nell’attualità, leggo che le campagne scandalistiche di certa stampa possono influenzare seriamente le elezioni presidenziali USA. A volte, quando cadono sotto tiro persone per cui concetti come “dovere” e “onorabilità” non sono del tutto obsoleti, le conseguenze possono essere tragiche: è recentissimo, in due diverse città italiane, il caso di due medici, indagati per reati assai meno gravi di quelli contestati al S.Rita, che hanno scelto di aprire la finestra e buttarsi giù. Ed è verissimo che l’eventuale smentita non è mai data in toni altrettanto clamorosi: il Pini, fornitore del tendine incriminato, ha subito precisato quali fossero i termini corretti della questione, ma io ho letto il comunicato su un solo quotidiano, e riportato in un piccolo trafiletto.
Però, però… Mai a mio ricordo si erano formulate accuse così gravi contro medici ospedalieri: si puo’ davvero sperare che si tratti solo di “disfattismo all’italiana”? Le conversazioni telefoniche possono essere male interpretate, ma qui mi pare ci siano testimonianze di ex-pazienti o loro parenti, statistiche sulla mortalità in quei reparti, medici che vanno dal magistrato come testimoni ed escono accusati di complicità… Tutta una montatura? La presunzione di innocenza deve valere finchè una sentenza non sia stata pronunciata, ma è ben comprensibile che l’opinione pubblica sia scossa! Lei racconta di aver dovuto rassicurare una paziente sulla provenienza della protesi: voglio soffermarmi sull’episodio per chiederLe: quanti Suoi colleghi avrebbero invece mandato la paziente a quel paese, con modi più o meno urbani? La schiacciante maggioranza, probabilmente! E qui sta il nocciolo del problema: Lei, caro Professore, appartiene a una razza rara e preziosa che il WWF dovrebbe tutelare più del panda gigante o della tigre himalayana: quella dei “bravissimi-onesti-umani”; come esponente di questa razza privilegiata Lei forse considera naturale che i Suoi simili agiscano in base ai Suoi stessi criteri di comportamento e di giudizio, e giustamente ci invita a considerare il buono che abbiamo ricevuto dalla classe medica e a non generalizzare. Io e la mia famiglia, nella nostra esperienza con medici ospedalieri,forse siamo stati sfortunati, ma dobbiamo purtroppo dire che il…”meno buono” supera nettamente il buono, proprio perchè competenza, serietà e umanità non sono merce corrente, e quasi mai convivono nello stesso individuo. Temo che questi valori siano sempre più latitanti man mano che dal personale medico e paramedico ci spostiamo ai “pesci proprietari di cliniche” e ai “pesci amministratori sanitari”, per non parlare dei “pesci legislatori”.
Tutti ci rifiutiamo di credere che un medico, anzi che un qualsiasi essere umano abbia commesso quei crimini, e ci auguriamo che quei media che fossero riconosciuti come volgari calunniatori siano colpiti dalle più gravi sanzioni. Mi pare indubbio però che nel grande oceano del nostro sistema sanitario ci siano molte cose da correggere a tutti i livelli, perchè “l’ansia da prestazione” risparmi non solo i pesci chirurghi, ma anche il “plancton pazienti”.
Paola
June 24th, 2008 at 14:34
SONO CONTENTO DI AVERE SENTITO FELTRI SU TELEMONTECARLO QUESTA MATTINA DIRE LE STESSE COSE CHE IO MI SONO PERMESSO DI SCRIVERE TRE GIORNI FA PRIMA CHE FOSSE CADUTA L’ACCUSA DI OMICIDIO VOLONTARIO NEI CONFRONTI DEL CHIRUGO TORACICO DELLA SANTA RITA . ANCHE I GIORNALISTI SI STANNO RENDENDO CONTO CHE IL GIOCO AL MASSACRO DELLA CATEGORIA NON PORTA A GRANDI RISULTATI . SOPRATTUTTO UNA VOLTA IMBALSAMATI GLI ULTIMI PESCETTI SI RENDEREBBE NECESSARIO CAMBIARE CATEGORIA
June 25th, 2008 at 01:44
“Non dimostrato il nesso di causalità tra le operazioni eseguite dal primario e la morte di cinque pazienti……”
August 4th, 2008 at 03:18
Sono una volontaria ospedaliera e quindi ne ho viste un po’ di tutti i colori.
Non condanno e non assolvo mai nessuno per partito preso.
Uno dei medici piu’ gentili e capaci del reparto dove prestavo il mio servizio, un giorno venne prelevato dai Crabinieri con il camice ancora infilato.
Risultò coinvolto in vari reati verso alcune compagnie assicurative. Chiedeva soldi ai pazienti per gonfiare i referti in caso di incidente, oppure li chiedeva alle compagnie per minimizzare i danni.
Non gli fecero nulla, tornò al lavoro dopo pochi gorni ed è ancora lì.
Anche il suo collega, chirurgo del pronto soccorso, beccato con la cocaina nel taschino del camice, è ancora lì, a strepitare contro i malcapitati che gli passano fra le mani.
Il chirurgo che ha operato me di appenicite, invece, è in odore di santità: come Padre Pio è risultato presente sia in ospedale che in una clinica privata, avendo firmato il registro operatorio alla stessa ora.
Io però il profumo di violette non l’ho sentito e così per l’infezione post chirurgica che mi ha tenuto a casa due mesi, ho dovuo rivolgermi al medico che effettivamente mi ha operata, almeno spero, passava di lì con una cuffietta verde.
Storie di sanità
Ieri invece ho fatto una visita alla ASL, con un medico gentile, disponibile, esauriente. Non avrei avuto migliore consulto in nessuna clinica.
A questo signore dai capelli bianchi e il modo gentile sono grata davvero.
Come in una famosa canzone degli Abba, credo agli angeli…in qualcosa di buono in ognuno.
So, perchè li ho visti, che anche i medici prima o poi devono misurarsi con la sofferenza personale e non vorrei mai essere nei panni di quelli che hanno usato male la loro professione. Chissà che paura avranno.
E se poi Dio ci fosse davvero?
Gabriella