PARTECIPA ALLE DISCUSSIONI IN CORSO

  • Benedetto: un paziente davvero in gamba (anzi, in braccio) (39)
    • anna: Cara Famiglia Caputo, intanto vorrei manifestare la mia solidarietà con un abbraccio. Perdere una persona cara e’ un evento che non si augura a...
    • F.W.B.P.: Cara Famiglia Caputo , non voglio che voi possiate anche lontanamente pensare di avere lasciato qualcosa di intentato per il vostro caro . Anche se...
  • Introduzione al blog (72)
    • Annina: Ciao Benedetto e buongiorno a tutti ……sep pur a “malincuore ” sono strafelice dei sucessi dell’Inter (sempre meglio...
    • BENEDETTO F.: Caro mio PROFF.,sono contento poterLa sentire,Le comunico e mi scuso i avere scherzato un po’ suulla squadra del cuore,e’ stato un...
    • F.W.B.P.: Cara Ialina , tutto è possibile . In passato sono stati commessi diversi errori sia nella costruzione delle protesi che nell’utiliz zo dei...
  • Tremate, ecco il controllo dei NOC!

    October 2nd, 2008 Commenta questo articolo!

    Riapro il Blog dopo alcune intemperanze tra i corrispondenti sperando in una minore belligeranza ed in un futuro costruttivo.

    45 esimo parallelo .

    La ripresa del lavoro quest’anno è stata salutata dal solito controllo dei NOC in Galeazzi. Questa volta la discussione delle cartelle avrebbe dovuto essere una passeggiata.
    Ho passato un anno a :

    1) Selezionare donne con volumi mammari da rimuovere superiori a 500 g

    2) Scartare pazienti ex obesi con cappotti cutanei 6 misure superiori al vestito che non sono più considerati meritevoli di riprendere sembianze umane

    3) Accettare ricostruzioni di addomi con grembiuli record causa di piaghe tra i risvolti

    4) Studiare con la TAC tutti i pazienti da sottoporre a rinoplatica in modo che si potesse confermare l’assenza di coinvolgimento estetico

    5) Fotografare tutti i possibili scherzi di natura che come diceva Tagliacozzi (1597) operiamo non per deliziale l’occhio ma per sollevare lo spirito degli afflitti

    Con questi presupposti farsi interrogare dai NOC quando si sa di fare la figura del primo della classe, è quasi bello.
    Due giorni prima della convocazione ricevo una telefonata dal Direttore Sanitario che mi anticipa che il clima è molto teso e che i NOC stanno contestando tutto . Tutti i rimborsi sui soliti codici 863, 864 per le lesioni cutanee da rimuovere chirurgicamente vengono equiparati in parte al valore dei Chicken Dorè da 6. Nessuno arriva a valere come un BigMac menù.

    Faccio un paio di telefonate ai colleghi delle altre strutture lombarde ma questi cadono dalle nuvole. Sembra quasi che sia solo il Galeazzi ad essere preso di mira, ma mi convinco che sarà solo una questione di tempo. Concordo con il Direttore Sanitario di evitare, in un futuro, di rimuovere i tumori della pelle. Quel pomeriggio passato negli uffici dell’assessorato alla Sanità non è servito a niente.

    E’ dai tempi dell’assessore Borsani che, uscendo dagli uffici di Via Pola provo la sensazione di essere considerato una specie di piazzista di aspirapolveri al quale non si nega la prova sul tappeto del pianerottolo solo perché è conciato ed è vicino all’uscita.
    La vigilia dell’incontro passa abbastanza serenamente. Cos’altro possono togliermi?

    Finalmente arriva il giorno del confronto. Appuntamento fissato per le 9.45. Pur di togliermi questo peso rununcio anche alla sala operatoria. Mi armo di fotocopie di cartelle cliniche e di documenti raggruppati durante lunghe notti al computer , di foto stampate in studio di ecografie e pesantissime TAC. L’unica considerazione positiva va alla tecnologia che ci ha permesso di abbandonare le diapositive altrimenti mi sarei presentato con una carovana di dromedari.

    Mi danno udienza a mezzogiorno. A due ore di ritardo ci si abitua soprattutto se si viaggia spesso in aereo. Entro, loro sono in sette e sul tavolone ci sono delle pile di cartelle suddivise per argomenti. Il primo pensiero è : “ Non possono essere tutte mie , ci deve essere un errore . Mi avranno mischiato con le cartelle di qualche ortopedico“.

    Il capo dei NOC mi spiega che la Regione ha firmato un contratto con le strutture private convenzionate che riduce le indicazioni ad eseguire gli interventi di chirurgia plastica in convenzione.
    Io sono quasi felice che me lo ricordi perché fa parte del vissuto del 2008 : matita e block notes e giù a calcolare come un seno possa essere considerato non un simbolo della femminilità ma un peso in grammi. Mostro con orgoglio l’equazione che abbiamo applicato con successo : 35 x (distanza giugulo-capezzolo) + 60 x (distanza capezzolo –solco) - 1240.

    Ma la cosa non finisce lì. Le regole scritte in un contratto firmato con la struttura prevedevano che i pazienti sottoposti a cure fossero anche normopeso o lievemente soprappeso. In poche parole se una donna è grassa non ha diritto a farsi operare di mastoplastica riduttiva con il sistema sanitario nazionale.
    Faccio presente che c’è tutta una letteratura a riguardo che spiega come l’obeso trae vantaggi dalla mastoplastica riduttiva, mentre anche se dimagrisce, le mammelle non si modificano di volume e peso. Non c’è niente da fare. Mostro una foto di una paziente obbligata a dormire semiseduta perchè altrimenti il seno la soffoca e mi viene risposto che c’è molte gene che dorme semiseduta.

    Si passa agli addomi. Lì, io penso : “basterà vedere le immagini”. Niente da fare. Il grembiule addominale secondo contratto deve superare la linea pubica. Dov’è la linea pubica ? Non lo sanno neanche loro.
    Passa per la sinfisi pubica? Passa per l’attaccatura dei peli del pube? Non si sa ma intanto anche queste cartelle vengono contestate. Alcune immagini presentano secondo loro una attaccatura dei peli del pube più bassa rispetto al grembiule . Cerco di spiegare che quando si fotografa il paziente in sala operatoria il pube viene in gran parte depilato e che normalmente i peli arrivano più in alto. Su questo argomento sembra che si arrivi ad un accordo.

    Dopo lunghe ore di discussione si arriva a fare accettare la maggioranza delle procedure eseguite. Rimangono fuori 12 casi.
    E’ stata una giornata difficile. Soprattutto perché alla fine la struttura ha deciso che la chirurgia plastica di questo piccolo paese nella periferia di Milano dovrà in un futuro fare lo stretto necessario. Se il limite di velocità è fissato a 70Km/h verrà applicato una specie di limitatore come all’uscita dei box di F1 che non fa superare i 50.
    Qualche innestino su ustione, qualche trauma giusto perché non se ne può fare a meno altrimenti si perde la convenzione ma evitare che nel 2009 ci siano altre contestazioni.

    Pochi giorni dopo a Napoli si è tenuto il Congresso Nazionale di Chirurgia Plastica. Ho avuto modo di parlare con chirurghi plastici di tutta Italia. Ho fatto presente che la Regione Lombardia ha posto dei limiti alle procedure eseguibili in convenzione e che questi limiti si ispirano alle linee guida di questa società. Ho spiegato che non possiamo più occuparci dei pazienti obesi. Mi hanno guardato preoccupati.

    Sembrava avessi uno strano colore. Qualcuno mi ha trovato anche dimagrito. Gli stessi colleghi chiamati a fare parte della famosa commissione regionale sulla chirurgia plastica negavano di avere mai parlato di peso del paziente.

    Controlli? Mai successo. Dopo avere ascoltato rappresentanti di quasi tutte le regioni ho realizzato che il nostro paese sebbene abbia rinunciato al Ministero della Salute è ancora in grado di occuparsi del bene dei pazienti.

    In fondo viene esclusa un’area geografica di dimensioni irrilevanti a nord-ovest di Milano: 45°32’ N , 9°10’W. Non penso che la cosa desti particolari preoccupazioni.

    Grazie ad un angioletto goloso con lo zainetto rosso

    September 3rd, 2008 Commenta questo articolo!

    A CURA DI ANNA SPINELLI

    Storia di Giacomo e Maurizia, due pazienti in gamba, anzi ingambissima

    Cari lettori, la storia di questo mese è un fatto di cronaca, per fortuna finita bene, che ha visto come protagonisti due giovanissimi fidanzatini di Cefalù: Giacomo e Maurizia. Prima dell’intervista ambedue hanno tenuto a precisare che questa che racconteranno sarà solo la prima parte della storia e leggendo capirete il perchè.
    Ecco quanto accaduto.

    Giacomo:- Il 21 settembre 2007 io e Maurizia ci stavamo recando a bordo della nostra moto Honda Hornet in una località marina che si chiama Campofelice vicino a Cefalù dove viviamo ambedue con le nostre rispettive famiglie. Desideravamo trascorrere una bella serata in compagnia di amici cari.
    Tutto ciò alle ore 22.30, noi in moto davanti ai nostri amici in macchina.

    Maurizia:- Non siamo mai stati ragazzi “smanettoni” in moto, andavamo piano; da brava motociclista trasportata, io avevo la faccia appoggiata alla spalla di Giacomo e guardavo immobile il paesaggio. Non mi sono accorta di nulla.-
    Giacomo:-non so come ma ad un certo punto mi sono visto i fari di una macchina puntati addosso ad altissima velocità. Era un proiettile impazzito. Ci avrebbe ammazzati. Un botto infernale. Dell’impatto ricordo quasi tutto. Non ci crederai,- aggiunge- ma dopo aver sentito la voce di Maurizia che ha risposto in maniera decisa al mio richiamo, mi sentivo felice. Felice che entrambi eravamo ancora vivi.
    Qualche minuto dopo l’impatto sentii le voci dei nostri amici che prestavano soccorso all’autista della macchina ,ancora ignari che prima che andasse a sbattere avesse investito frontalmente noi. A fatica catturammo la loro attenzione. Sentivo male, formicolii . Eravamo in un luogo difficile da raggiungere,tra spini e cespugli. Arrivarono le ambulanze del 118 ero lucido. In ospedale mi sottoposero a tutti gli esami e successivamente a coma farmacologico e mi portarono dritto in sala di rianimazione. E fu un “bene” perché subii interventi multipli: dovettero ricucirmi alla svelta perché perdevo troppo sangue. Rimasi in stato di incoscienza per ben 3 giorni.-

    Maurizia:- La sensazione che sperimentammo durante l’impatto fu quella di essere stati presi in braccio da qualcuno invisibile e posati sul pavimento. –
    (sia Maurizia che Giacomo pur non avendo comunicato tra loro nei giorni seguenti avevano raccontato la stessa sensazione di “caduta ovattata” a medici e parenti).

    Maurizia:- Avevamo fratture multiple: femore, ginocchio, tibia….ci avevano applicato un fissatore esterno: da quel momento ci rendemmo conto che era iniziata per noi una brutta avventura dalla quale dovevamo venirne fuori al più presto sostenendoci a vicenda. I primi due mesi furono sicuramente i più difficili perchè trascorsi completamente in ospedale.
    Le nostre giornate erano scandite da visite, medicazioni, colazione , pranzo , cena, camomille e visite parenti. Un vero incubo. Avevamo vent’anni e volevamo indietro la nostra vita. Perché un uomo ubriaco alla guida doveva ridurci così?-

    Giacomo: In ospedale ci comunicarono che doveva venire a visitarci un Professore , Baruffaldi Preis, Primario di Chirurgia Plastica a Milano per valutare i danni subiti e a “rattopparci” in qualche modo la pelle ….
    Ero felice di udire ciò perché eravamo davvero combinati male.

    Una domenica di ottobre, giorno come tanti altri scanditi da antidolorifici,ci comunicarono che in giornata sarebbe passato questo Professore Preis . Sia io che Maurizia eravamo davvero ansiosi di incontrarlo. Arrivò la nostra equipe medica con l’aggiunta di due “figure professionali” di incognita entità e ci visitarono ben bene. Uno in particolare era alquanto singolare: simpatico e aveva uno zainetto rosso sulle spalle, un po’ naif. Mi feci coraggio e quasi con disappunto chiesi che fine avesse fatto il professore che aspettavamo con ansia …… ebbene, con tanto stupore scoprimmo che Prof. Preis era proprio Mr. Zainetto rosso! Mi sarei aspettato sicuramente un omone, un po’ azzeccagarbugli e invece ci si parò davanti a noi un simpaticissimo esemplare umano !.
    Mi lanciai oltre. Se era di Milano, pensai, doveva per forza essere Milanista come me! ero felicissimo. Esternai la soddisfazione ma fui informato gelidamente che il Prof. Preis è Interista e che dopo la mia sfortunata e azzardata dichiarazione stava seriamente prendendo in considerazione l’idea se operarmi o meno.. In quel frangente mi resi conto che rischiai seriamente …… la pelle!
    Ma ci fu un angelo custode che seppe addolcire l’ambiente e l’animo di Zainetto rosso: I dolci siciliani!
    In pochi minuti si organizzarono e prepararono la sala operatoria. Io e Maurizia fummo operati. Lembi di pelle staccati e ricuciti con una tale abilità! E il golosissimo, prof Preis si rifocillava con cannoli e cassatine tra un intervento e l’altro. Ci siamo sentiti in buone mani.
    Zainetto rosso se ne tornò a Milano la sera stessa. Noi migliorammo e trascorremmo come desiderato le vacanze di Natale a casa sino a Febbraio 2008 giorno in cui a Maurizia fu applicata una placca all’altezza del ginocchio. Certo, non stiamo ancora bene ma speriamo nel futuro.
    Giacomo: Qualche settimana fa abbiamo incontrato nuovamente il prof. Preis accompagnato da sua moglie proprio qui a Cefalù. Uno spasso. Persino a tavola riesce a gestire con abilità i commensali come un buon chirurgo sa fare con la propria equipe….solo primo piatto e dolci a volontà per tutti! Il secondo , no, perchè ingrassa! Io e Maurizia ridevamo come matti.-

    La vitalità e semplicità d’animo di questi due ragazzi hanno catturato il mio cuore e mentre auguravo loro ogni sorta di bene e fortuna, Maurizia mi ha interrotto con :
    -Augurateci che vada bene il prossimo intervento con il Prof Preis in programma tra settembre e ottobre; poi vogliamo recuperare la nostra “articolarità” essere autonomi a livello funzionale senza chiedere aiuto a nessuno .-

    Sono sicura che molti dei nostri lettori augureranno loro molto di più: Una vita spensierata , la fine degli studi in Economia e Commercio di Giacomo e di Biologia per Maurizia, una brillante carriera e, perché non osare di più: una moto nuova verso nuove avventure!
    Ci salutiamo calorosamente con chiassose risate e battute tra ragazzacci.

    Ma Cosa conteneva lo zainetto rosso? Ce lo spiega lui, il Pirata Preis:- In quello zainetto rosso c’era un dermotomo ,del peso di 12 Kg compresi accessori , ad aria compressa, necessario a prelevare la cute da innestare sulle zone massacrate che mi ero portato da Milano perché non ce ne era uno a Cefalù ( ai tempi , adesso ci dovrebbe essere ).
    Perché zainetto e non valigia ?
    Perché quando sono andato all’aeroporto , ovviamente ci sono andato in moto e non potevo mettermi una valigia sulle spalle.
    Comunque di molta soddisfazione entrare con 12 Kg di ferri chirurgici in aereo con ovviamente tutti i permessi ma facendo impazzire tutti i metal detector-

    A presto Maurizia e Giacomo. Dopo l’intervento ci risentiremo con le vostre belle novità!

    Arcangelo B.: storia di un paziente in gamba: “Voglio accompagnare mia figlia all’altare”

    July 20th, 2008 Commenta questo articolo!

    A CURA DI ANNA SPINELLI

    La storia del Signor Arcangelo B. mi ha davvero tolto il respiro e non nascondo di essermi a tratti commossa. Spero di riuscire a trasmettere, almeno in parte la grinta, la forza e la tenacia  di questo simpatico signore del Sud che si è guadagnato uno spazio speciale nel Blog del Carrozziere del Vivente.

    “Il mio calvario iniziò quattro anni fa, io ora, ho 63 anni. In un giorno infausto mi ritrovai a “tu per  tu” con un nodulo che scoprimmo , successivamente , essere  maligno, in prossimità del collo e della tiroide. Immediatamente fui ricoverato per accertamenti e operato di conseguenza  in un ospedale vicino a Pisticci, mia terra natale dove vivo tutt’ora con  Anna, mia moglie. Mi sottoposi a radioterapia  all’Ospedale di San Giovanni Rotondo ma la tregua non durò a lungo. Altri noduli, infatti, si riformarono nell’area della cervicale ; fui nuovamente sottoposto ad intervento chirurgico subendo uno svuotamento dei noduli cervicali nel lato destro. Nonostante tutto, promisi a me stesso di farmi forza e di non cedere allo sconforto.
    Nell’anno 2007 convinto di partire alla volta della Spagna per incontrare mia figlia, mi ritrovai, invece nuovamente ricoverato in un altro ospedale in pessime condizioni  generali. Mi venne diagnosticato un tumore al polmone. Tra l’incredulità  e lo sconcerto, decisi con mia moglie di andare in una struttura del Nord Italia . Essendo , io, un volontario dell’AVIS da oltre trent’anni, mi informai quale potesse essere la struttura migliore per il mio caso. Si partii alla volta dell’Ospedale San Raffaele di Milano.
    In questa occasione fui seguito dal Dr. Russo il quale mi consigliò  chemioterapia e un “vaccino biologico”. Quando sembrava che si fosse sistemato tutto, mi si formarono altri noduli sulla testa. La diagnosi fu tremenda: melanoma del cuoio capelluto. Mi feci forza  e fui sottoposto nuovamente ad intervento chirurgico con esito positivo.  Il dr. Russo, proprio durante il ricovero all’Ospedale San Raffaele , mi  parlò di un consulto col Professore Baruffaldi Preis affiche’ potesse verificare  personalmente la possibilità di un intervento di Ricostruzione del cuoio capelluto. A me sembrava più fantascienza che scienza. Comunque accettai di buon grado l’interesse di questo bravo Medico.

    A questo punto del racconto il Signor Arcangelo, cambia tono ed e’ tra l’emozionato e il divertito. Ecco l’incontro con il Dr. Baruffaldi Preis:
    -Sia io che mia moglie Anna , fummo colpiti subito dalla personalità di questo dottore: il suo sorriso era speciale, la sua gentilezza era speciale. Ci conquistò subito.-  Aggiunge- Si ricordi, signorina ,  che il farmaco è utile al 40% , il resto lo fa il medico! Ebbene,questo dottore così simpatico decise di operarmi  all’Istituto Galeazzi  il giorno 29 Giugno 2008. Ieri, 16 Luglio la medicazione con visita di controllo. Lo sa, non mi pesa percorrere i 1000 km. che separano Pisticci da Milano in treno. Quello che ho sopportato è stato più difficile. E sono contento, la visita è andata molto bene. La ferita a detta dello specialista è  “bella e asciutta”-
    Alla mia richiesta se avesse avuto paura nei momenti più difficili  ha risposto con determinazione: -  Non ho mai avuto paura. Avere paura significa avere minori chance di superare brillantemente il problema. Infondo, ero in mani sicure. Ho persino un bel ricordo della sala operatoria: mentre mi stavano narcotizzando, il Professor Preis mi venne incontro salutandomi e stringendomi la mano. Dovrebbero esserci piu’ medici come lui. La sanità funzionerebbe meglio.-
    Ci salutiamo scambiando quattro battute e alla mia ultima domanda circa i suoi futuri progetti risponde: -
    Beh, voglio portare mia figlia all’altare, lo sa, il 2 agosto si sposa! Poi vorrei continuare a fare opere di volontariato e spero tanto di stare bene in salute grazie anche a quel gran simpaticone del Prof. Preis e soprattutto mi auguro di non essere mai più svegliato alle ore 6.15 del mattino dal suddetto professore per la medicazione quotidiana! Madonna che tipo!Ora sto finalmente bene. Certo un po’ stanco per tutti gli interventi chirurgici che ho subito, un po’ debilitato , è normale. Anzi le dico un piccolo segreto. Stamattina, ho spiato la ferita: ed è proprio bella e asciutta!-Ridiamo complici  per questo piccolo “segreto”.

    Tanti auguri di cuore  Signor Arcangelo! A lei e alla sua famiglia e….buona marcia nuziale dalla redazione Preisurgery!!!!

    Pesci, Clinica S. Rita e altri fantasmi

    June 22nd, 2008 Commenta questo articolo!

    Ho una grande passione per i documentari sulla biologia marina. L’altro giorno in televisione mi è capitato di vederne uno abbastanza inedito sui grossi pesci e sulla tecnica che seguono per garantirsi l’alimentazione giornaliera. Il pesce vela stordisce le sardine e le condiziona cambiando colore e mostrando strisce blu fosforescenti. La sardina sembra che sia sensibile al colore blu e rimanendo disorientata viene catturata più facilmente. La balenottera apre la bocca emergendo e si riempie la bocca di un quantitativo industriale di pesciolini alla volta .
    Le balene mangiano plancton.
    Anche le mante giganti non essendo predatori si alimentano senza spargere sangue.
    La cosa curiosa è che si interessano agli usi e costumi dei pesci chirurghi.
    Quando inizia la stagione dell’amore, i pesci chirurghi si riuniscono in grandi branchi e dopo lunghi corteggiamenti rilasciano in acqua uova e spermatozoi.
    Non fanno a tempo a farsi la doccia che arrivano le mante.
    Eleganti svolazzano a destra e a manca pronte per le foto dei sub. Lo fanno a bocca aperta e in pochi minuti divorano quasi tutta la futura progenie dei poveri chirurghi .
    Appare naturale chiedersi perché le mante non hanno interessi per altre razze quali i “Pesci proprietari di cliniche “ , o i “Pesci Amministratori sanitari “i quali vanno avanti a moltiplicarsi senza problemi?
    La natura come sempre è maestra di vita e mai come in questo momento ci manda messaggi chiari sulla criticità della situazione. Non voglio creare inutili allarmismi ma se andiamo avanti così non sapremo più cosa dare da mangiare alle mante.

    Il bene prezioso costituito dalla razza chirurga comincia a soffrire di : “ ansia da prestazione “e diventa difficile trovare elementi a cui passare il testimone . La vicenda della Clinica S. Rita è stata vissuta con angoscia da tutti noi .Se le ipotesi di reato verranno confermate , la giustizia condannerà i soggetti colpevoli . Trovo intempestivo che i mass media siano arrivati alla sentenza con così largo anticipo . Dai giornali, ma soprattutto dalle trasmissioni, ne sono usciti condannati a morte una intera Regione , un sistema sanitario organizzato sulla libertà di scegliere tra pubblico e privato, una intera categoria di camici ex bianchi ed ora insanguinati e infangati.

    Sono state pubblicate spezzoni di intercettazioni ricomposti in modo da enfatizzare orrori che in realtà rappresentano dati tecnici con i quali ci si cimenta tutti i giorni in tutti gli ospedali del mondo. La maggioranza degli ortopedici cui ho chiesto spiegazioni sull’accaduto mi hanno detto che l’uso del tendine incriminato al posto di quello ordinato non porta a complicanze per il paziente perché viene riadattato della forma utile al corretto uso ortopedico.

    Nessuno lo ha scritto ma soprattutto nessuno durante la trasmissione a chiesto se l’intervento ha avuto buon esito o meno prima di definire i colleghi : “ Carnefici “. L’eco di questo fatto ha creato nei pazienti un clima di sfiducia. Lo si percepisce frequentando i blocchi operatori dove lavorano gli ortopedici .Quale è il vantaggio? Una paziente di rimbalzo mi è venuta a chiedere se si può avere la sicurezza che la sua protesi non apparteneva in precedenza ad un altro paziente. Ho dovuto farle ripercorrere il complicato percorso burocratico che prevede bolle dell’ufficio acquisiti , etichette , certificazioni , registri operatori ecc.ecc. . Ci ho messo un’ora , ma adesso finalmente è serena.

    In un momento così drammatico , ho sentito una giornalista lamentarsi in televisione delle difficoltà che si incontra nel ricuperare le radiografie dalle strutture cliniche, complici i medici che se le tengono nascoste . La gente penserà che vengono consumati festini a base di T.A.C. , Rx del torace , conditi con i nastri degli elettrocardiogramma. Mi sono chiesto perché focalizzare l’attenzione su un fatto così marginale? Perché non ha avuto spazio la notizia che ogni struttura clinica ha un ufficio dedicato alla richiesta di fotocopie di esami e cartelle cliniche ? Perché creare questa nuova figura di pesce occultatore ?
    A chi generalizza e classifica la categoria dei pesci chirurghi nel capitolo dei “Piranha “ chiedo di fare uno sforzo per riconoscere il buono che hanno ricevuto nella loro vita da questi si professionisti . AAA Cercasi giornalisti in grado di scrivere articoli sulla buona sanità .

    IL FATTO DEL GIORNO
    A seguito delle note vicende occorse in sanità privata lombarda , si sta verificando una caduta drastica nelle nascite ed i pesci che erano già stati iniziati a questo mestiere sono stati nella maggioranza dei casi deviati verso professioni molto meno a rischio e di maggiore impatto sociale.

    Mi capita spesso di entrare in contatto con un giovane pesce all’inizio della sua avventura nella vita oceanica. In questi giorni mi sono chiesto se sia giusto spingerlo a fare il chirurgo?
    Gli si fa passare 6 anni di vita su libri da imparare a memoria.Ottenuta la laurea ci mette due giorni a capire che se non continua a sacrificarsi non saprà mai dove appendersela.
    Mentre gli altri coetanei cominciano a lavorare, se è così fortunato da entrare in una scuola di specializzazione , continua a dipendere dai genitori perché è difficile studiare, frequentare e lavorare nello stesso tempo. In questa fase spesso gli tocca subire le ire dei pesci anziani frustrati che gli fanno fare i lavori più umili .
    Finita la specialità non ci sono posti disponibili nelle strutture ufficiali. Allora aspetta che gli si apra uno spiraglio facendo guardie nelle cliniche private e visite nelle palestre.
    Poi finalmente lo accettano in una di quelle cliniche dell’Orrore dove giornalmente si riporta che vengono consumati crimini nei confronti dell’umanità. Il giovane pesce chirurgo cade nella rete e si fa prendere dal meccanismo frenetico per cui chi è bravo ha tante richieste di intervento, una lunga lista d’attesa, opera tanto e mantiene alti livelli di produttività.

    Dimeticavo un particolare che sfugge ai mass media : nelle strutture private convenzionate chi lavora tanto non ha l’esperienza per comprendere il rischio ed entra in un meccanismo in cui anche a lui capiterà di usare un filo 5-0 al posto di un 4-0 o di adattare un drenaggio del 7 al posto di un 10 . Concesso che riesca ad integrarsi in un sistema , arriverà sicuramente da lì a poco una riforma sanitaria o una inchiesta capace di blindargli anche l’armadietto dove lasciava la vecchia divisa da sala operatoria .
    Perso l’orientamento capita anche che il pesce chirurgo arrivi a classificare i pesci chirurghi nel capitolo dei “ Piranha”.

    Pubblicità in Sanità: un vademecum per difendersi

    April 5th, 2008 Commenta questo articolo!

    Vorrei creare un piccolo “Vademecum “ su come interpretare i messaggi pubblicitari in Sanità.

    Non voglio parlarvi di regole e non voglio stabilire cosa sia etico e cosa non lo sia . Vi ricordo solo come fino a pochi anni fa per scrivere banalmente il proprio nome + specializzazione + indirizzo sulle “Pagine Gialle “ ci volesse il permesso dell’Ordine dei Medici che doveva verificare le dimensioni del carattere .Oggi si leggono intere pagine del Corriere della Sera dedicate a macchine con effetto lifting e lo sponsor dell’ora esatta di Canale 5 è un Centro di Chirurgia estetica in cui entri anonima ed esci top model . Tengo a precisare che non critico la chiassosità del messaggio pubblicitario ,anzi sono d’accordo nell’ appoggiare la libertà di pubblicità per un paese libero in cui io come il Signor Coca Cola si possa avere pari opportunità per farci conoscere .

    Lo stesso Prof. U.Veronesi che stimo moltissimo si fa pubblicità mentre consiglia di comprare l’Enciclopedia Medica inserto della Gazzetta dello Sport . Vederlo abbinato alla Gazzetta permette da un lato di vendere molte più copie dell’inserto , dall’altro vieen mantenuta viva l’immagine di questo grande chirurgo nella testa della gente . Ben venga .

    Il Prof. Veronesi è sicuramente il medico più conosciuto all’estero , una mente , un grande organizzatore ,per noi chirurghi ha avuto soprattutto il merito di inventare la quadrantectomia .

    Il suo personaggio, per chi non ricorda queste cose, è giusto che venga enfatizzato anche utilizzando la Gazzetta rosa .

    Da ciò ne trae beneficio la struttura in cui lavora , le fondazioni che fanno capo alla patologia di cui si occupa (tumori )e tutte le persone che gravitano attorno alla sua attività che sicuramente si è mantenuta ad alti livelli indipendentemente dalla pubblicità.

    Sarebbe diverso se utilizzasse il volto di un grande medico per vendere pillole miracolose che fanno dimagrire di giorno e fanno crescere i capelli di notte . Io non approvo chi racconta bugie ciclopiche e commette illeciti riconducibili al grande capitolo della “concorrenza sleale” .

     

    10 esempi di messaggio promozionale “sofisticato “ da riconoscere per evitare sorprese:

     1) Nuova tecnica per perdere 10 anni dal viso in pochi minuti .

    In medicina viene scoperta una cosa nuova ogni 10 anni . E’ difficile che di punto in bianco compaia un esperto in “ Aaging “ che possiede uno strumento che manda in pensione secoli di tentativi farmacologici e chirugici .

    2)Nuove protesi mammarie eterne .

    Si tratta di protesi Highlanders .Indeteriorabili nei secoli . Di solito chi propone questo tipo di protesi tratta con commiserazione i colleghi che utilizzano impianti protesici che debbono essere rimossi ogni 12-14 anni . Sarebbe bello avere pneumatici fatti dello stesso materiale .

    3)Punture miracolose che evitano ginnastica , dieta e liposuzione . Con 12 sedute si perde fino a 10 cm di circonferenza .

    Di solito alla 12ma seduta o lo specialista scompare o il centimetro viene modificato nella distanza tra le tacchette dei millimetri .

    4)Siti internet che richiamano ai canoni della bellezza facendo vedere fotomodelle meravigliose .

    Si gioca sul malinteso che chi vede quelle curve sinuose pensa che quello sia il risultato ottenuto dal chirurgo . In realtà la modella è ben pagata per dare questa impressione ma nella sua vita non ha mai incontrato il chirurgo .

    5) Curriculum in cui si fa riferimento a specialità in chirurgia estetica .

    Nei siti spesso vengono riportate tra le esperienze del medico strane specializzazioni ottenute all’estero . Queste fanno molta presa sugli esterofili . Nella maggioranza dei casi chi riporta questi titoli non è riuscito ad ottenere la specializzazione in Chirurgia Plastica in Italia . Tanto di cappello a chi si è specializzato in Europa o addirittura in America , ma voglio ricordare che non esiste la specializzazione in chirurgia estetica .

     6)Ambulatori in cui le pareti delle sale d’attesa sono tappezzate da certificati di partecipazioni a congressi .

    Ammetto di avere fatto lo stesso all’inizio della mia carriera . Mi sembrava un punto di merito andare a tutti i possibili corsi d’aggiornamento . Oggi i medici sono obbligati a partecipare ad un numero di Corsi-Congressi che gli facciano accumulare punti E.C.M. . Lo richiede il Ministero della Salute . Inoltre non c’è nessun merito a partecipare ad un Congresso. Basta pagare .

     7)Cataloghi di interventi chirurgici con pre e post improbabili .

    Quando nella prima visita vengono mostrati solo casi molto belli e non si parla di possibili complicanze o insuccessi , il messaggio è da considerarsi poco veritiero . Va bene fare vedere di cosa si è capaci , ma nessuno è infallibile .Molte immagini risultano facilmente correggibili con programmi di grafica , nello stesso modo in cui vengono corretti i corpi dei calendari .

     8)Simulazioni utilizzate per convincere il paziente a sottoporti ad intervento .

    In AmErica hanno capito che questo strumento è di grande effetto sul paziente . Sono stati prodotti hardware e software molto sofisticati e tecnologici . Io uso il computer per fare vedere cosa vorrei ottenere attraverso una rinoplastica ma specifico sempre che quello non sarà il risultato definitivo ma quello che ho io nella testa.

     9) Blog generici in cui appare con frequenza periodica una lettera dedicata allo stesso chirurgo .

    Sono fin tropo evidenti le lettere scritte dalla fidanzata del chirurgo che si spaccia per paziente entusiasta. Servono soprattutto per fare avanzare il nome del chirurgo su motori di ricerca . Per fortuna a questo amo abboccano in pochi .

     10)Comparse su riviste o programmi televisivi a commento di fatti di cronaca o di notizie in qualità di superesperti della materia .

    Quando disgraziatamente i mass media riportano un incidente in chirurgia estetica , le televisioni intervistano un chirurgo che ovviamente dal pubblico viene considerato il massimo esperto della materia . Nella maggioranza dei casi il soggetto non è al corrente di cosa sia realmente accaduto e il messaggio dovrà risultare quello di fare le cose sempre con estrema sicurezza e prudenza ( come succede nella struttura i cui lavora lui ) .  

    Flavio L.: la storia del primo paziente “in gamba”

    March 18th, 2008 Commenta questo articolo!

    A CURA DI ANNA SPINELLI

    Vengo accolta dal Signor Flavio L., in una bella agenzia viaggi che sa di mare, storie e profumi speziati tipici dell’estremo oriente e da un bel sorriso che accompagnerà la nostra chiacchierata. Essendo la prima intervista della “Redazione Preis”, mi mette subito a mio agio con un bel bicchiere di succo d’ananas ghiacciato e fetta di torta e parliamo della passione comune per la motocicletta e di escursioni in montagna……

    Ma ora la parola passa al protagonista. Ecco la Storia di un “Paziente in gamba”!

    Nel gennaio del 2000, rientrando a casa dal lavoro, fui investito da un pirata della strada in prossimità di un semaforo. Purtroppo non ricordo nulla di quei momenti perché ero in stato di incoscienza totale.

    Mi risvegliai al Niguarda e con incredulità appresi dal medico che dopo gli esami del caso già effettuati,con ogni probabilità si doveva procedere con l’amputazione del piede. La mia reazione fu molto insistente nei confronti del medico affinché rivedesse la sua terribile diagnosi. .Non ci potevo credere:accadeva proprio a me. In una sera come tante altre, al solito semaforo, come tante sere, sulla mia amata motocicletta, compagna di tante avventure.

    L’ortopedico in questione mi garantì che avrebbe fatto il possibile per impedire la tanto temuta amputazione.Mi trasportarono in sala operatoria con tanta speranza e fiducia nel cuore.

    Il piede mi venne completamente riattaccato ad eccezion fatta di due ossa che vennero recuperate sull’asfalto in “ritardo”, da mio figlio, il giorno seguente. I mesi che seguirono furono scanditi dalle sedute in camera iperbarica in un’altra struttura, medicazioni e visite dei parenti in ospedale.

    A tre mesi dall’accaduto, seppur a situazione ritenuta “stabile” presentavo una ferita aperta e un “buco”nel piede non indifferente. La natura doveva fare il suo corso mi venne detto.Fui dimesso.

    In questo lungo periodo mi sono attenuto scrupolosamente a tutto ciò che mi veniva prescritto da medici. Io mi sottoponevo a una riabilitazione quotidiana studiata da me medesimo:ero soddisfatto dai risultati.

    In accordo con un altro medico del nosocomio, in occasione di una medicazione, mi venne proposto un altro ricovero , l’innesto di un lembo di pelle in coltura e una visita con un certo Dr.Preis che si occupa dei “grandi ustionati” al Niguarda.

    Non diedi molta importanza a quest’ultimo consiglio. Ma la fortuna venne in mio soccorso ancora una volta.

    Durante l’ennesima medicazione e relativa chiacchierata con l’infermiera, entrò in sala medicazione un Medico deciso e sorridente che volse lo sguardo, di sfuggita, al mio piede.Capisco che si tratta del Dr. Preis consigliatomi dal mio medico qualche settimana prima grazie al suo badge appeso sul taschino del camice . Insisto per una visita.Egli è di corsa e super impegnato. Ma la spunto io,ancora una volta. Il dottore sorridente decise studiare il mio caso in tempi brevissimi.

    Propone il CROSS-LEGS (*copertura della superfice anteriore della gamba e piede con un lembo proveniente dalla superfice posteriore dell’altra gamba).

    Fine Aprile 2000, il mio piede viene “ripulito e preparato a questo strano intervento che mi costrinse a gambe incrociate. In termine tecnico ero “legato”.

    Il Dottor Preis, in quei giorni rassegnò con mio dispiacere e non solo mio, le dimissioni, dal suddetto ospedale e di conseguenza, sapevo che le mie povere gambe non l’avrebbero più rivisto…certo, mi affidò ai suoi bravissimi colleghi ma, devo ammettere che in sue mani mi sentivo più tranquillo.Soprattutto nel momento dell’imminente “slegatura”.Ma sottovalutai l’intraprendenza e l’umanità di questo medico. Mi veniva a trovare in reparto da normale cittadino in visita e mi medicava tutte le sere. Un po’ bizzarro, è vero, ma che sospiro di sollievo!

    Il 2 maggio 2000,dimissionario anche io dal Niguarda,alle ore 8 del mattino facevo mio ingresso trionfale nel reparto di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva dell’Ospedale Galeazzi; PRIMARIO: FRANZ W. BARUFFALDI PREIS.

    Nei giorni a seguire le gambe vennero “liberate”, il piede rimodellato, la mia tenacia fece tutto il resto.

    Mi sento miracolato,non posso negarlo. Ora rivivo la mia vita con uno spirito di rivalsa indescrivibili, sono ancora più ottimista. Lavoro,indossa scarpe normali e stringate, guido la macchina, la mia nuova Honda Transalp, vado in barca a vela alla ricerca di nuovi orizzonti e nuove avventure.

    Conan il barbaro e i baroni della sanità

    February 14th, 2008 Commenta questo articolo!

    La pellicola “Conan il barbaro” non è mai stata presa sul serio dalla critica cinematografica che conta . Il protagonista , Arnold Schwarzeneger mostrava una massa muscolare inversamente proporzionale alla abilità di recitare .Ciò nonostante è stata prodotta anche una seconda parte “ ….il distruttore .” in cui recitava Grace Jones .

    E’ stato proposto una serie interminabile di volte in televisione, ultimamente soprattutto a notte tarda .

    Poco tempo fa , facendo zapping mi sono trovato a film iniziato più o meno alla scena del tempio .E’ stata una folgorazione ! Mi si è rivelata una nuova chiave di lettura .

    Il film inizia con Conan bambino , 6-7 anni , coinvolto nella distruzione del villaggio da parte di un gruppo di guerrieri feroci , contraddistinti dal simbolo di due serpenti attorcigliati ,alla ricerca dell’acciaio per forgiare spade e corazze. Il padre , esperto armaiolo , viene subito ucciso , le case incendiate , le donne stuprate , la madre viene decapitata a distanza di pochi metri di pellicola , con Conan che la tiene per mano . Il bambino viene messo in catene e condotto nel deserto .

    Per 10 anni vive in schiavitù con altri prigionieri in condizioni disumane. Passa le sue giornate a spingere una pesantissima ruota di pietra per alimentare una specie di macina . Sviluppa un fisico forte e muscoloso .

    Unico sopravissuto a tutto ciò arriva il giorno in cui viene staccato dalla macina per essere impiegato nei combattimenti senza esclusione di colpi dove la gente scommette su chi porta a casa la pelle .

    Supera anni di duelli contro combattenti poco felici di essere fatti a pezzi e si guadagna la libertà . Decide a questo punto di andare alla ricerca della allegra compagnia di guerrieri che per 20 anni gli hanno reso la vita impossibile. Dopo lungo viaggiare Conan raggiunge una terra dove il popolo vive adorando il simbolo dei dei due serpenti attorcigliati .

    Raggiunge un santuario a forma di piramide, dimora del serpente , e si mischia a migliaia di persone che pregano in ginocchio in attesa che appaia il grande sacerdote . Il regista inquadra a lungo questa massa in adorazione del simbolo dei due serpenti incrociati . Conan fa fuori un apostolo per fregargli la tunica e sale la lunga scala che porta alla sommità della piramide .

    Alla apparizione del sacerdote capo della setta , scopre che è proprio colui che gli ha decapitato la madre . Si arma di coltello per ucciderlo , arriva quasi al cospetto del sacerdote ma viene smascherato dalle guardie e neutralizzato .

    Il sacerdote a questo punto con espressione particolarmente stupita chiede a Conan per quale motivo volesse ucciderlo. Conan disperato si fa riconoscere e ricorda al cattivone tutto ciò che gli aveva combinato .

    Lo stupore del sacerdote aumenta :“ Perché vuoi uccidermi ? Tu dovresti essermi riconoscente . Tutto quello che ti ho fatto passare ha sviluppato in te il desiderio di ribellarti , di distinguerti dalla massa . Io ho fatto in modo che tu sia diverso dalla massa che sta ai piedi della piramide, in ginocchio , in adorazione . “

    Il sacerdote sempre più con gli occhi iniettati di sangue gli risponde :” Mi deludi , ti ho dato gli stimoli per sviluppare una tua identità .Dovresti ringraziarmi !!!” A quel punto, non meritandosi il rispetto del santone , Conan viene legato all’albero della morte . Il resto è storia . Se non ve la ricordate , su richiesta posso raccontarvela .

     

    Proviamo a traslare la favola di Conan nell’ambito medico: nella formazione di un chirurgo in mancanza di sfide difficili , che sviluppino un sentimento di rivalsa è più facile che vengano fuori figure mediocri piuttosto che grandi protagonisti .

     

    Il santone = vecchio chirurgo barone . Sono qui per recitare il mea culpa . Io come Conan sono arrivato ad odiare il santone che godeva nel rendermi la vita impossibile .

    Mi mancava la chiave di lettura . Non capivo che la vita di corsia che ho vissuto negli anni ’80 e ’90 , difficile come quella di una caserma di marines , era la base per l’addestramento alle grandi imprese a volte impossibili .

    A quell’epoca il giovane assistente che sognava il bisturi era in realtà candidato a passare mesi a pipettare urine per gli esami chimici . Si poteva parlare al Direttore solo per interposta persona . Solo dopo alcuni anni era possibile guardare il barone negli occhi . Ai tempi non c’erano alternative . Solo chi resisteva si avvicinava al verde della sala operatoria .

    Adesso gli studenti che frequentano un reparto per fare la tesi , già al sesto anno hanno libero accesso al tavolo operatorio . Non c’è da fare a pugni , e questo li rende meno attenti a conquistarsi la posizione .

    Con la caduta dei baroni , è venuta meno la miccia che accendeva l’orgoglio personale e la voglia di farcela a tutti i costi .Il cattedratico con il camice lungo fino a terra ed il codazzo di assistenti alla Dott. Terzilli era capace di farti piangere ma, se resistevi alle umiliazioni, ti faceva nascere la voglia di dimostrare che si erano sbagliati a considerarti un incapace. A me è successo così.

    L’esperienza chirurgica è iniziata per caso ed è stata caratterizzata da una serie di difficoltà , umiliazioni , ed ostacoli simili a quelli passati da Conan . Io sono arrivato ad odiare certi personaggi che mi hanno reso la vita difficile ma Conan mi ha dimostrato che sbagliavo . Capisco che il mio esempio potrebbe essere interpretato come un fenomeno isolato . Non è così . Interrogate la maggioranza dei primari di chirurgia plastica della Lombardia che sono più o meno miei coetanei. Hanno tutti vissuto una vita da sentinella in guardiola per lunghi anni .

    Chissà oggi come reagirebbe un giovane assistente alla richiesta di portare fuori per una intera estate il cane a fare i suoi bisogni mentre il direttore è al mare ? Oppure , come si sentirebbe il neospecializzando a stare sotto casa del cattedratico in attesa che cadano le palline da ping pong per ricuperarle ? Poco importa se questi corrispondano a fantasie o fatti realmente accaduti .

    Quello che sicuramente tutti noi abbiamo provato sono le umiliazioni di sala operatoria o di corsia , cicatrici indelebili . A volte ritornano come fatti irreali ed il tempo tende a renderle meno violente .

    Doppio messaggio :1) rivalutazione della vecchia repubblica 2) attenzione ai nuovi vertici della sanità : questa situazione di indifferenza scambiata per buonismo rischia di creare una generazione di chirurghi poco appassionati .

    Bilancio 2007: perchè faccio il chirurgo

    January 28th, 2008 Commenta questo articolo!

    Fine dell’anno 2007: è ora di fare un bilancio.

    ARTIAMO CON LE COSE NEGATIVE :
    A gennaio ho firmato una partnership con una famosa ditta che produce ferri chirurgici in Germania . Diversi prototipi di ferri che ho progettato sono stati approvati e la ditta ha promesso di mettere in produzione . Ho continuato a collaborare con la ditta sperimentando nuove soluzioni e perfezionando le vecchie fino a novembre .Si tratta di un sistema innovativo di strumenti in grado di rendere più facili gli interventi su naso .A dicembre , al momento di tirare le somme , anche quelle economiche , la ditta si è volatizzata .Il presente della Signora Kristine responsabile del progetto è misterioso quanto quello di Ronaldo .
    Contemporaneamente mi sono occupato di insegnamento . Una importante Università del nord mi ha commissionato dei corsi di dissezione anatomica sul naso allo scopo di perfezionare le basi tecniche dei partecipanti . Dovendo far fare pratica agli iscritti il corso prevedeva dissezione anatomica su cadavere . Siccome ciò è vietato in Italia mentre è permesso in Francia il corso si è tenuto a Nizza . In questo caso l’Università è stata generosa nel senso che mi ha offerto un lauto compenso : 3500€. Ovviamente non potendo darmi i soldini in mano mi ha proposto di acquistare uno strumento chirurgico o un apparecchio elettromedicale del valore corrispondente mandando poi la fattura alla Facoltà.
    Pochi giorni fa la ditta che mi a fornito l’apparecchio mi ha chiesto di pagare di persona visto che l’Università nonostante i diversi solleciti non ha mai saldato il conto.
    Nel mese di marzo ho passato 6 ore con i N.A.S. a cercare di fargli capire che sono un medico coscienzioso e penso solo al bene del mio paziente.

    PASSIAMO ALLE COSE POSITIVE
    Ad aprile sono andato in missione in Egitto . E’ stata una bella esperienza . Lavorare in condizioni difficili come in quel Paese mi ha fatto apprezzare i piccoli ostacoli che devo superare giornalmente negli ospedali Milanesi .Soprattutto è stato bello avere la sensazione che il linguaggio chirurgico è universale e ti fa superare confini etnici e religiosi .Ovviamente si tratta di volontariato .
    L’Università di Milano mi ha confermato nei ruoli dell’insegnamento che avevo l’anno scorso . Ho svolto un corso elettivo di chirurgia plastica per l’Università vita Salute dell’Ospedale San Raffaele e questo mi da molta soddisfazione perché gli studenti di medicina del San Raffaele non sapevano che la chirurgia plastica ricostruttiva è una materia così interessante .
    Sono diventato consulente per questo Ospedale ed in un anno abbiamo riparato di tutto con buon successo nonostante i casi fossero a volte molto impegnativi .
    Sono andato ad operare due ragazzi vittime di un pirata della strada presso l’Ospedale di Cefalù.
    Le loro gambette stanno finalmente e bene ed hanno potuto festeggiare in famiglia il Natale .
    Presso il mio Ospedale tra gambe ricostruite , volti riparati , braccia riportate al corretto utilizzo , addomi richiusi ecc.ecc. 500 sono i soggetti che ci hanno fatto sentire la loro riconoscenza .

    PASSIAMO ALLA SOMMA
    Mi sembra molto semplice : meglio che mi occupo di chirurgia e tralasci per il 2008 le varie attività che ci girano attorno .

    Sanità lombarda…all’avanguardia?

    January 12th, 2008 Commenta questo articolo!

    In Lombardia, considerata una delle Regioni più all’avanguardia in tema di sanità, i reparti di chirurgia plastica sono sempre meno e la maggioranza di questi si impegna su un solo fronte (mammella piuttosto che chirurgia della mano ) .

    Sono rimasti pochissimi reparti ospedalieri pubblici che trattano globalmente la chirurgia plastica, qualcuno di più nell’ambito delle cliniche private convenzionate. Una controprova di quanto dico è che ad esempio in Milano le sedi della Scuola di Specializzazione in chirurgia plastica non è in un ospedale ma in una clinica privata.

    Eppure quando capita ci occupiamo di pazienti scomodi quali gli ustionati nei confronti dei quali la maggioranza delle strutture da molto tempo ha chiuso l’accettazione perché difficili da trattare, con mille problematiche da risolvere e poco redditizi dal punto di vista del rimborso regionale.

    E voi, che esperienza avete avuto con la sanità lombarda?

    Asterix e gli Elvezi

    January 9th, 2008 Commenta questo articolo!

    In questo periodo , probabilmente complice il periodo Natalizio, con la maggioranza dei miei colleghi blasonati in vacanza e quindi resisi irreperibili , mi è successo un fatto singolare che mi ha riportato alla mente un racconto scritto da Goscinny nel 1971 : “Asterix e gli Elvezi”.
    Questo simpatico libretto ,che veniva venduto a L.1000 ,rappresenta l’ABC di come sopravvivere ai medici soprattutto quando si uniscono per un consulto .
    Il Questore Claudio Malosinus si reca in visita da Graccius Garovirus , Governatore romano tesoriere della provincia di Rennes accusato di intascarsi gran parte dei denari raccolti con le tesse .L’idea è quella di verificare i conti della provincia che ai revisori di Roma non tornano .
    Il questore , la sera stessa , viene avvelenato con una minestrina per evitare approfondimenti sui bilanci e la notte vengono chiamati i medici della guarnigione, a consulto, con lo scopo di infliggergli il colpo finale . Cinque luminari passano ore a proporre le cure più disparate ed opposte . C’è chi ricorda essere stato primario di un famoso ospedale per rendere più convincente la cura a base di salasso e ventose , chi ricorda di avere una percentuale di mortalità inferiore rispetto alle campagne di conquista di Cesare . Il questore giunto quasi al de profundis chiede di essere lasciato in pace e manda tutti a fare delle oblazioni ad Apollo , il Dio della salute .Riottenuta la pace , di nascosto , sempre il Questore manda il centurione fidato al villaggio di Paesaggix dove vive un druido di nome Panoramix , unico in grado di ridargli la vita . Panoramix pur essendo un gallo e non un romano si precipita con due compagni di viaggio di nome Asterix e Obelix al capezzale del malato .Fa brillante diagnosi di avvelenamento e manda i nostri eroi a cercare un ingrediente indispensabile per preparare l’antidoto : la stella alpina delle montagne svizzere . Il resto è storia .
    Quale è la morale di questo “Cult “? .
    Se si chiede a 5 medici diversi di fare diagnosi e proporre una terapia si avranno 5 soluzioni diverse . Fin qui niente di grave visto che ogni medico propone una terapia che ripercorre la propria esperienza e quindi può essere diversa dagli altri quattro . Nell’incertezza si può sempre chiedere un appuntamento con Doctor Hous . Nella maggioranza dei casi seguendo una delle cinque strategie terapeutiche si guarisce . Molto più difficile è sopravvivere se si applicano le cinque terapie in contemporanea . Questa situazione è grave indipendentemente dalla classe di appartenenza del paziente . Anzi direi che più una persona è ricca e potente più è a rischio di avere i cinque medici al capezzale .
    E’ quello che mi è successo a Natale .
    Il pirata per Natale si è mascherato da druido .
    E il paziente ?
    Non si sa se dopo essere stato curato dal druido si sia rivolto ad un sesto cerusico per avere ulteriori rassicurazioni .
    Sicuramente è da considerarsi fuori pericolo fino alla prossima minestrina .