Archive for the ‘Racconti’ Category

Speck e caprino: il settimo capitolo.

Wednesday, July 6th, 2011

È da oggi online il settimo capitolo del romanzo a puntate del prof. Preis intitolato “Speck e caprino”. Lo trovate inserito in fondo al file PDF (che potete stampare) del romanzo: download

Speck e caprino: il sesto capitolo.

Wednesday, April 13th, 2011

È da oggi online il sesto capitolo del romanzo a puntate del prof. Preis intitolato “Speck e caprino”. Lo trovate inserito in fondo al file PDF (che potete stampare) del romanzo: download.
Riportiamo qui, come anteprima, le prime righe:
Jack aveva provato mestieri molto più snervanti del garzone di sala operatoria . In ambienti più difficili di quello aveva pulito i vetrini del laboratorio di anatomia patologica intrisi di formalina. A San Siro si era occupato della tosatura dei cavalli da salto con tutti i rischi di zoccolate ed annessi .Aveva anche collezionato una sessantina di autopsie fatte al posto di un tirocinante che era debole di stomaco e che rischiava ogni volta di tirare su anche il panettone di due anni prima .
Poi aveva rinunciato , anche perchè o si decide di essere vegetariano o si smette di cucire carcasse di cadaveri.

Speck e caprino: il quarto capitolo.

Tuesday, December 7th, 2010

È da oggi online il quarto capitolo del romanzo a puntate del prof. Preis intitolato “Speck e caprino”. Lo trovate inserito in fondo al file PDF (che potete stampare) del romanzo: download.
Riportiamo qui, come assaggio, le prime righe:
Rottura del ghiaccio
L’ufficio di Digmann era molto spartano . Il divanetto era orientato in modo che anche da sdraiati si potesse seguire lo scorrere delle notizie sulla batteria di schermi posta lungo la parete corta . I pochi quadri alle pareti non li aveva messi lui . La sensazione di provvisorio emergeva anche dal mare di carte presente sulla scrivania . Il piano non era stato più riassettato dalla sperimentazione precedente . Diggy si era occupato in precedenza dell’ufficio sfondi e scenari per uno studio sui traumi della guerra eseguito mettendo alla prova 12 soldati . C’erano ancora i bollettini provenienti dai fronti e i dischetti con le registrazioni delle videofictions sui bombardamenti .Un angolo del tavolo era ancora occupato da alcuni soldatini con la divisa da marines americani. Diggy aveva il colletto della camicia liso ,il nodo della cravatta un buon paio di centimetri sotto il bottone del colletto e la barba era di due giorni. Ciò nonostante , in condizioni anche peggiori ci aveva messo 33 secondi a rendersi presentabile per il direttivo . Continuava ad alzare la testa per vedere se c’erano novità . Anche con gli occhi fissi al tomo riguardante Jack riusciva a seguire il riflesso del video nel vetro della finestra . .L’apparizione del Prof . Given stava diventando un interminabile tormentone . […] Continua la lettura.

Speck e caprino: il terzo capitolo.

Saturday, November 6th, 2010

Digmann aveva intuito che l’Esecutivo era rimasto scontento di come era stato preparato Jack al rapporto con i superiori. La figura di riferimento era infarcita di buonismo quanto un allenatore di football americano del collage . Il camice si avvicinava molto a quello del Dott. Gannon e tutto ciò era molto vintage . Aufrich sperava già di potere raccogliere dati interessanti sulle reazioni scatenate nel ragazzo . Doveva essere un personaggio capace di condizionarlo , emozionarlo , conquistarlo ma anche in grado di deluderlo . Prof. Given era un replicante a contatto : un tipo 2 .,quindi di buona fattura , ma sopratutto con possibilità di rielaborazione dei programmi comportamentali . Voleva dire come minimo 300.000 dollari , non pochi in epoca di crisi ,(il cambio era ancora in vecchie Lire) ma giustificati dal fatto che avrebbe dovuto durare almeno 10 anni . In caso di usura precoce si sarebbe trovato un modo per farlo scomparire dalla scena rapidamente . Gli strumenti per l’eliminazione rapida erano uno scandalo o un tumore maligno . Il vantaggio del primo strumento era che a distanza di pochi anni era possibile ripresentare la figura con altre mansioni .
Era l’epoca delle tangenti , delle bustarelle e delle raccomandazioni . Coincidenza vuole che ciò corrispondesse al periodo storico della fine della prima repubblica e , quale migliore occasione per provare le reazioni emotive del giovane , le illusioni , i sogni , le speranze a cavallo del nuovo mondo . Jack aveva un angelo custode : il Prof. E . Traifori . Questo già rappresentava un atout in più rispetto al gregge, ma niente rispetto alle vere raccomandazioni di cui si tappezzavano la regione perineale i suoi coetanei .Era docente di chirurgia , ma sarebbe durato poche frazioni della sperimentazione perchè in fase di assemblaggio non erano riusciti a caricare le procedure per portare a buon fine anche un solo banale intervento di appendicectomia . Jack lo avrebbe frequentato solo in ambulatorio o nei laboratori di ricerca . Nell’ultima visita fatta da Jack allo studio del Prof. Trafori , per ritirare la famosa lettera di presentazione , aveva già notato la presenza di assistenti sempre più somiglianti agli animali da laboratorio , come le signore anziane assomigliano col tempo sempre più al cane di compagnia . Trafori era un Professore di seconda fascia con grandi doti politiche .Nella seconda Repubblica avrebbe potuto assumere un ruolo attivo . Grazie a lui Jack aveva in pugno una presentazione . Non si trovava come la maggior parte degli studenti nell’imbarazzante situazione di seminchino con la mano destra protesa in avanti senza che nessuno te la scuota . Jack aveva già provato la sensazione di sparare a salve in un colloquio avuto in precedenza con il primario di un reparto di otorino al quale si era rivolto con la speranza di diventare otorino . Gli piaceva l’idea di togliere le tonsille . Il primario Otorino , Prof.Eightvans, oltre ad essere un vero barone , era un caro amico di famiglia . Era molto bendisposto nei confronti del ragazzo sopratutto quando nei pomeriggi bridgistici domenicali si ingozzava a quattro palmenti del pasticcio d’oca preparato dalla mamma di Jack . In quelle riunioni la mamma di Jack non perdeva occasione per aggiornarlo sui brillanti voti presi da Jack negli ultimi esami . La moglie ,anch’essa medico ,era andata in pellegrinaggio a piedi da Milano a Pavia per far sì che il figlio ottenesse 60/60 alla maturità, cosa che puntualmente avvenne . Il Professore , nelle pause tra le lasagne ed il polpettone si sprofondava in congratulazioni . Una volta , tra la quarta e la quinta scodella di tiramisù si fece sfuggire di andarlo a trovare in clinica e Jack non se lo fece ripetere . La risposta di Jack era stata puntuale , della serie ogni lasciata è persa , e dopo alcuni giorni si precipitò al capezzale del suo reparto. Nel suo habitat naturale il Professore era come un Re Sole, quello delle caramelline . Digmann avrebbe voluto portarci Hanselman giusto per ottenere un minimo di aggiornamento sulle figure in sanità . Circondato come un pavone da decine di assistenti , uno per ogni piuma, il Professor otorino fece aspettare Jack tutta la mattina , tanto perchè ci facesse l’abitudine . Poi al momento di stringergli la mano passò attraverso Jack senza sfiorarlo lasciandolo a controbilanciare il peso del braccio destro con la gamba sinistra tipo “Blues Brothers” . Tutti lo guardavano ridendo . Nessuno si spiegava cosa pretendesse di ottenere con quella mano protesa .L’imbarazzo durò lunghissimi secondi . Anche il dopo- mano risultò molto goffo a tutti . Sempre sotto tiro dell’assistente filtro bianco pronto a tutto per mettersi in mostra con il Professore ,Jack venne invitato a mettersi la mano in tasca .La fronte era impirlata di sudore . Si sentiva a suo agio come Stallone nella recita natalizia del Mercante di Venezia . Chiese spiegazioni al più giovane degli incamiciati e venne condito via con la palla che le mani del Professore sono sterili per definizione .In quanto tali non potevano essere toccate da nessuno . Come quelle della Regina d’Inghilterra . Pochi anni più tardi Jack capì che tutto ciò era privo di fondamento .Era stato trattato malissimo . Se avesse voluto entrare si sarebbe dovuto sottoporre almeno ad una settoplastica . Tutto ciò aveva portato Jack a rinunciare a diventare un O.R.L.
Per quanto riguarda la branca medica nella quale fare cimentare Jack , Era stata lasciata libera scelta a Digmann . Dopo ampia selezione Diggy era rimasto con in mano due opzioni : N.1)L’ortopedia e N2)la Chirurgia Plastica . Siccome Digmann amava seguire l’opera dei chirurghi assemblatori soprattutto quando questi rimettevano a posto i seni delle replicanti tipo 2 non gli sembrò verò potere spingere per la ” Chirurgica Plastica Ricostruttiva “.
Quella mattina Jack aveva fatto uso di tutti i prodotti dell’igiene possibili . Era troppo teso per notare che la sua faccia era guarita in modo strepitoso . Barry White stava facendo il bello ed il cattivo tempo alla radio . In un attimo il ragazzo si era addobbato a festa . Giacca di Tweed , pantaloni rigorosamente grigi e smacchiati di fresco. Camicia a righine e cravatta regimental col nodo rigorosamente storto . Aveva una raccomandazione verbale da parte di un docente e una raccomandazione protetta in una bustona da parte di un primario. Non aveva la minima idea di quale gli sarebbe servita . Negli anni plumbei degli studi universitari , per alleviare la pesantezza di un paio di esami la mamma di Jack aveva telefonato ad un amico intimo di un esaminatore che avrebbe interrogato Jack a giorni . La formula era sempre la stessa : Jack veniva descritto come un bravo ragazzo molto preparato con qualche piccolo problema di dizione dovuto all’infanzia passata nei Kinderhaim . In più era molto emotivo per gli esami . Jack si vergognava un poco di questa etichetta di bamba ma ci passava sopra al pensiero di evitarsi una figuraccia . Ciò nonostante Jack dovette ridare quei due esami due volte prendendo alla fine voti infimi farciti da un vocabolario di insulti violenti come il torrente di uno sciacquone in piena .Le raccomandazioni per Jack sembrava non funzionare bene , ma a Diggy questo piaceva , lo trovava formativo .Sempre con la busta della raccomandazione sotto il braccio Jack si era fatto bocciare in fisiologia ottenendo un ‘ ammonizione ufficiale per avere tentato di dare un esame fuori sede .Questa volta la mamma non c’entrava . Aveva fatto tutto da solo . Si era fatto convincere a dare un esame a Brescia da un amico tirocinante (già laureato) . Ci avrebbe pensato lui a mettere a posto le carte e a convincere un assistente ad interrogarlo nonostante Jack appartenesse ad un altra Università. Anche quella volta Jack venne coperto da insulti e mandato via in malo modo . Dovette tornare dal Docente iniziale e lo fece controvoglia anche perchè la prima volta durante l’esame gli era stato detto che parlava come Renato Pozzetto e la cosa lo aveva fatto sentire una vera merda . Quella mattina Jack decise di non prendere la radio estraibile , voleva essere superconcentrato e nel tragitto da casa sua all’ospedale ripeté più volte un discorso che sapeva non avrebbe mai tirato fuori , perchè in quei momenti la memoria gioca brutti scherzi . La grande incognita di questo incontro era effettivamente rappresentata dall’interlocutore . Il primario nelle convinzioni del padre di Jack , anche lui medico ma lontano ormai da troppo tempo dagli ospedali , avrebbe saputo esaltare le sue capacità artistiche , essendo quel tipo di chirurgia molto legata anche alle capacità creative del ragazzo . Avrebbe sviluppato la sua manualità e valorizzato l’estro . Insomma il maestro l’ avrebbe maturato fino a farne un grande chirurgo per poi ritirarsi e lasciargli in eredità un impero ospedaliero-universitario pieno di pazienti , soddisfazioni e , perchè no , anche soldi . Molto Hanselman ma poco arrosto Jack non era particolarmente portato per lo studio ma , da sempre amava le cose creative . Questo non vuol dire che fosse lui stesso un creativo.La mamma di Jack era anch’essa cresciuta a pane e medicina. Inoltre la sua esperienza andava al di la di una singola esistenza . Infatti pur avendo fatto il medico di base tutta una vita era la rincarnazione di un medico dell’800 . Ciò vuol dire che nella vita precedente era stata chirurgo generale in Inghilterra come confermava una sua paziente chiaroveggente e sensitiva. Questa maggiore esperienza portava la mamma di Jack ad essere più realista nei confronti del futuro ospedaliero del pargolo. Un giorno gli disse in piena franchezza : ” Caro Jack , scordati che il primario faccia la fatica di dirti cosa devi fare per non sentirti d’impaccio alla vita del reparto . Lo studente è come un foglio di acetato , può anche rimanere fermo ,tanto non impedisce la vista a nessuno” . Digmann aveva la certezza che Jack era confuso sia sul lavoro dell’ospedaliero che sul ruolo del primario . Era un bene perchè si poteva iniziare il lavoro da zero .
Aufrich era fiero del personaggio inventato in controtendenza ai suggerimenti di Hanseman , impensabile dai più ,inventore , dinamico al punto da dovere essere rincorso a fatica anche dai NOC .
Quella mattina ,come tentano tutti gli studenti , anche Jack cercò di entrare in Ospedale in macchina . Non fu un impresa difficile .
Jack fu oltremodo contento di non doversi fare due chilometri a piedi con la radio sotto il braccio .I viali erano interminabili . Un gruppo di operai stavano cementando alcuni tubi di una grande fontana bianca . Il padiglione era all’ultimo piano . Troppe scale per riuscire ad arrivare al cospetto del sommo senza il rigagnolo di sudore . L’ascensore era nato con l’Ospedale durante il ventennio . Jack nel salire pensò che tutti i pianerottoli degli ospedali si somigliano . Sono costanti negli angoli numerose cicche di sigarette e a circa 6 metri dal distributore di cioccolata sono sparsi bicchierini di plastica bianchi deformati dalle pestate . Le porte dell’ascensore erano molto artigianali , deformate dall’eccessivo numero di mani di pittura date una sull’altra senza scrostare le precedenti . Gli storici del 2500 avrebbero potuto studiare l’avvicendarsi del direttore dell’ufficio tecnico dell’ospedale togliendo la vernice color pisello da quella gialla , da quella arancione e così via .
Sulle pareti del montacarichi c’erano molte scritte inneggianti ai piaceri che possono darti le infermiere dei vari reparti mentre per quanto riguarda il personale maschile , a leggere le dediche , si poteva pensare che qualcuno avesse avuto un’infanzia difficile . Il rumore di catenacci dell’ascensore arrivato al piano , risvegliò Jack dai suoi sogni ad occhi aperti. Jack non ce la faceva a reggere la borsa e contemporaneamente separare le griglie che lo dividevano dalla grossa porta di ferro . Fece allora il gesto di appoggiare a terra la ventiquattrore ma il pavimento corrispondeva alla parte più trascurata di quell’oggetto Galileiano e ci rinunciò . Non era una borsa da medico . Quelle da medico sono stondate verso l’alto , si aprono solo parzialmente sempre dall’alto ed hanno una chiusura laterale . Sono di solito color cuoio e con il tempo diventano più belle . Quelle di Jack era da bocconiano molto squadrata , con la combinazione . Anche quella si stava scucendo sugli angoli lasciando vedere l’imbottitura di cartone . Jack guardando il grande cartellone che risaltava sulla porta a vetri del reparto con il nome in grande del Primario incominciò a provare emozione per quell’incontro.
PADIGLIONE BRIDGES
Reparto di Chirurgia Plastica – Centro Ustioni
Direttore : Prof.L.Given
La porta era aperta e Jack si posizionò di fronte alla segreteria con il classico aspetto di ragazzotto con la testa tra le nuvole , con il vestito della festa per niente in sintono con gli usi e costumi di tutti i giorni che lo vorrebbero in jeans e polo . Jack passava molto del suo tempo a vedere i telefilm prodotti da Hanselman . Non si perdeva una puntata di M.A.S.H. . Nel campo del civile ,Hanselman era responsabile di avere rovinato intere generazioni di studenti di medicina con la farsa del Dott. Kildaire . Il momento era solenne , ormai era solo questione di secondi e con l’apertura della porta a vetri del reparto venivano fatti partire i cronometri ella sperimentazione : una sorta di ciack . Si dava finalmente il via all’esperimento più atteso negli ultimi 20 anni dalla Casa Madre . In tutti gli uffici gli addetti ai lavori , ma anche chi aveva collaborato solo marginalmente al progetto si erano fermati per seguire dai monitor il conto alla rovescia . Solo nei magazzini alcuni operai continuavano a caricare e scaricare casse . C’era da spedire due container di allenatori con tanto di divise , palloni e schemi di gioco per la squadra di calcio del Parma da poco promossa in A .C’erano anche un paio di ginecologhi da spedire in Clinica Mangiagalli imballati assieme ad una camerata di replicanti pazienti femmine tipo 3 a gambe aperte . Sarebbero serviti per il tirocinio di Jack da li a poco . Il capomagazziniere si fermò un istante a notare la somiglianza dei due soggetti con il Primario da poco spedito per Jack al Reparto di Chirurgia Plastica .Di colpo il viso impallidì , smise di scrivere le bolle di accompagnamento e tirò una madonna . Attraverso la paglia della cassa si poteva notare che l’allenatore del Parma era vestito di verde con cappello e mascherina da sala operatoria. Incominciò a sudare copiosamente . Dai monitor appariva la figura di Jack che superava la porta a vetri e nella stanza del primario c’era seduto alla poltrona l’allenatore del Parma con tanto di tuta e fischietto .
Il capomagazziniere si lanciò come un furetto sul telefono e facendo affidamento sulla velocità delle procedure a priorità assoluta fece apparire su tutti i video lo stato di emergenza . Digmann avebbe voluto fare un buco per terra . Non era il modo migliore per iniziare . Si decise di intervenire su G8 facendo in modo che distraesse Jack per il tempo necessario a sostituire l’allenatore . Si sarebbe potuto riprodurre la lunga attesa come per il reparto di Otorino . Forse non tutto era perduto .
Jack si rivolse alla segretaria che faceva finta di rispondere al telefono :
Jack : “ Buongiorno , ho un appuntamento con il Prof. Given “
Segretaria : “ Lasci pure il quadro dietro la porta “ .
Jack pensò di non avere capito . Intanto la Segretaria continuava a fare finta di telefonare .
Fu una telefonata molto lunga . Quando proprio non si potè fare a meno di concluderla Jack si rivolse di nuovo alla Segretaria .
Jack: “ Forse c’è un equivoco . Sono uno studente di medicina , non un fattorino . Ho un appuntamento con il Primario “
Segretaria ; “ Non potevi dirlo prima .Il Prof. è in Sala operatoria . Forse esce tra due ore . Però aspettarlo fuori , ti chiamo io quando è il momento .” Fuori voleva dire davanti ad una strana stanza con una vasca da bagno in cui venivano portati corpi maleodoranti coperti a garze sporche , insanguinate in alcuni punti verdi di secrezioni , in altri ossidate color grigio scuro .
Prima di arrivare a questa esperienza chirurgica Jack era stato studente interno in Anatomia patologica , e frequentava la peggiore delle sale da autopsia del più scassato ospedale del capoluogo dove il caldo delle tubature del vicino seminterrato faceva fermentare i cadaveri fino quasi a farli scoppiare . Per dare maggiore credibilità al fetore delle carcasse , durante quella esperienza preparatoria Hanselman cucinava in grossi pentoloni delle carogne in brodo facendo in modo da indirizzare i vapori verso le bocchette dell’aria respirabile da Jack .Queste per dire che il lazzaretto che gli si presentava davanti non lo aveva colto impreparato .
Il tempo passava . Mentre le varie circonvoluzioni erano state messe in letargo come confermava l’occhio fisso di Jack al G8 non andava giù la antipatia della segretaria e tentava di fare partire una fase aggressiva .
G8 aveva riproposto a Jack il flmato di quando era stato comandato a seguire una giovane dottoressina nella alla distribuzione del metadone ai tossicodipendenti . Tale cerimonia si volgeva alle sei di mattina in una stanzina vicino al Pronto Soccorso e la responsabile del servizio assai esile se paragonata alle protagoniste dei film di Hamilton . Dare il metadone ai tossici pentiti era una procedura abbastanza tranquilla quando il vigile responsabile della chiave della cassaforte per il metadone , arrivava in tempo per aprire , un po’ meno bene se il vigile tardava e gli irrequieti incominciavano a spaccare tutto quello che c’era in ambulatorio sulla testa della Dottoressa. Quella famosa mattina del filmato il tossico più grosso si era avvicinato a Jack da dietro e mettendo una mano sulla spalla , gli aveva sussurrato con voce roca :”Dacce ah robba che dovemo na’ en fabbrega ” . Jack non amava i Laziali nonostante il gemellaggio . L’inter aveva da poco pareggiato in casa con la Lazio e la cosa irritava particolarmente G8 ,che mostrava segni di insofferenza . Allo strappo sulla Lacoste la reazione fu fatale per il tossico. Una gomitata in pieno viso , ripetuta sempre sullo stesso bersaglio fu sufficiente a rovinarlo tra il muro e l’armadietto . Jack era stato avvantaggiato dalla sorpresa e dalla velocità della reazione . Il rumore delle antine era stato amplificato dal crollo dei vetri e dalla polverizzazione di un grosso calendario Dompé che finì a terra aperto su un Bacco di Rubens colto nell’atto di bere un cucchiaio di Guaiacalcium . Per terra c’era un mosaico di vetri misto a sangue . Nello steso tempo anche la Dottoressa aveva ricevuto la sua parte da un tossico più piccolo ed in preda ad una crisi di nervi piangeva e sanguinava dal labbro seduta dietro alla sedia di formica bianca . Altri tossici mormoravano che non era il modo ma c’era troppo casino perchè prendessero il coraggio di intervenire nella gazzarra . Dopo pochi attimi lo stesso ceffo che aveva steso la Dottoressa si rifece minaccioso . Al grido : ” E’ il solito abuso del governo ladro!!” si mise a dare grasse sberlone alla Dottoressa che non reagiva più . Ad un tratto tutti si fermarono come se l’arbitro avesse fischiato la fine del primo tempo e si girarono dalla parte di Jack rimanendo impietriti .Jack era mutato. G8 si era stufato e dopo avere preso il sopravvento sul resto del cerebro aveva rovesciato quell’eschimo farcito prima sopra la scrivania e poi tra la cassettiera e il cestino della carta straccia , In questo modo i due tossici più risultavano piaggiati e gli altri stavano lontani . Jack intanto si era messo a roteare sopra la testa la sedia di formica beige minacciando di scaricarla su chi si sarebbe fatto avanti .
I tossici uscirono dall’ambulatorio in fila indiana convinti e sorridenti . Jack rimase dentro a controllare che il Laziale non si alzasse per dei lunghi minuti . L’attesa sembrò secolare . Finalmente arrivarono i paladini dell’ordine pubblico con ancora le briciole della brioches sui baffi . Come succede ogni volta che l’arbito gira la testa rispetto ai protagonisti di una bagarre , Jack ne approfitto per tirare un frontino al tossico più pirla che si era fatto minaccioso nelle fasi concitate dell’attesa , forte della presenza dei compagni di avventura , senza aspettare che venissero fatti dei commenti se ne andò a consegnare il camice . Prima che il randa si riavesse dalla sorpresa e dal dolore , Jack era già sulla Golf direzione casa . La Dottoressa aveva avuto la peggio . Per uno schiacciamento di una vertebra venne ricoverata in ospedale . Il giorno dopo , quando Jack l’andò a trovare piangeva ancora stramaledicendo il giorno che aveva deciso di aiutare i tossici contro l’emarginazione .Jack sapeva di non avere fatto di tutto per difendere la malcapitata ma era anche vero che tutto si era svolto molto velocemente e lo spavento era stato grande . Inoltre Jack non poteva ricordare a mente serena tutto il casino fatto da G8 essendo rimasto con cerebro fritto alle fasi interlocutorie . Jack abbandonò l’idea della frequenza in quell’ospedale , assieme alla distribuzione del metadone e della apertura dei cadaveri come fanno gli studenti garzoni dell’anatomo patologo .Con questi esperienze vaghe spiate Jack era sempre lì in piedi appoggiato allo stipite della porta in attesa dell’arrivo del Capo .

Speck e caprino: il secondo capitolo. Parte 3

Sunday, October 3rd, 2010

La sera prima - Parte 3

Quella mattina ,come tentano tutti gli studenti , anche Jack cercò di entrare in Ospedale in macchina . Non fu un impresa difficile .
Jack fu oltremodo contento di non doversi fare due chilometri a piedi con la radio sotto il braccio .I viali erano interminabili . Un gruppo di operai stavano cementando alcuni tubi di una grande fontana bianca . Il padiglione era all’ultimo piano . Troppe scale per riuscire ad arrivare al cospetto del sommo senza il rigagnolo di sudore . L’ascensore era nato con l’Ospedale durante il ventennio . Jack nel salire pensò che tutti i pianerottoli degli ospedali si somigliano . Sono costanti negli angoli numerose cicche di sigarette e a circa 6 metri dal distributore di cioccolata sono sparsi bicchierini di plastica bianchi deformati dalle pestate . Le porte dell’ascensore erano molto artigianali , deformate dall’eccessivo numero di mani di pittura date una sull’altra senza scrostare le precedenti . Gli storici del 2500 avrebbero potuto studiare l’avvicendarsi del direttore dell’ufficio tecnico dell’ospedale togliendo la vernice color pisello da quella gialla , da quella arancione e così via .
Sulle pareti del montacarichi c’erano molte scritte inneggianti ai piaceri che possono dare le infermiere dei vari reparti mentre per quanto riguarda il personale maschile , a leggere le dediche , si poteva pensare che qualcuno avesse avuto un’infanzia difficile . Il rumore di catenacci dell’ascensore arrivato al piano , risvegliò Jack dai suoi sogni ad occhi aperti. Jack non ce la faceva a reggere la borsa e contemporaneamente separare le griglie che lo dividevano dalla grossa porta di ferro . Fece allora il gesto di appoggiare a terra la ventiquattrore e si rese conto che il pavimento corrispondeva alla parte più trascurata di quell’oggetto Galileiano . Non era una borsa da medico . Quelle da medico sono stondate verso l’alto , si aprono solo parzialmente sempre dall’alto ed hanno una chiusura laterale . Sono di solito color cuoio e con il tempo diventano più belle . Quelle da bocconiano sono di finta pelle , sono molto squadrate e con il tempo si scuciono lasciando vedere l’imbottitura di cartone . Jack guardando il grande cartellone che risaltava sulla porta a vetri del reparto con il nome in grande del Primario incominciò a provare emozione per quell’incontro.
Jack si appostò i fornte alla segreteria con il classico aspetto di ragazzotto con la testa tra le nuvole , con il vestito della festa per niente in sintono con gli usi e costumi di tutti i giorni che lo vorrebbero in jeans e polo . Jack passava molto del suo tempo a vedere i telefilm prodotti da Hanselman . Non si perdeva una puntata di M.A.S.H. . Nel campo del civile ,Hanselman era responsabile di avere rovinato intere generazioni di studenti di medicina con la farsa del Dott. Kildaire . Il momento era solenne , ormai era solo questione di secondi e con l’apertura della porta a vetri del reparto venivano fatti partire i cronometri ella sperimentazione : una sorta di ciack . Si dava finalmente il via all’esperimento più atteso negli ultimi 20 anni dalla Casa Madre . In tutti gli uffici gli addetti ai lavori , ma anche chi aveva collaborato solo marginalmente al progetto si erano fermati per seguire dai monitor il conto alla rovescia . Solo nei magazzini alcuni operai continuavano a caricare e scaricare casse . C’era da spedire due container di allenatori con tanto di divise , palloni e schemi di gioco per la squadra di calcio del Parma .C’erano anche un paio di ginecologhi alla Clinica Mangiagalli imballati assieme ad una camerata di replicanti pazienti femmine tipo 3 a gambe aperte da allegare ai ginecologi . Il capomagazziniere si fermò un istante a notare la somiglianza dei due soggetti con il Primario da poco spedito per Jack al Reparto di Chirurgia Plastica .Di colpo sbiancò in viso e smise di scrivere le bolle di consegna . Notò con terrore che l’allenatore del Parma era vestito di verde con cappello e mascherina da sala operatoria. Incominciò a sudare copiosamente . Dai monitor appariva la figura di Jack che superava la porta a vetri e nella stanza del primario c’era seduto alla poltrona l’allenatore del Parma con tanto di tuta e fischieto .
Il capomagazziniere si lanciò come un furetto sul telefono e facendo affidamento sulla velocità delle procedure a priorità assoluta fece apparire su tutti i video lo stato di emergenza . Digmann avebbe voluto fare un buco per terra . Non era il modo migliore per iniziare . Si decise di intervenire su G8 facendo in modo che distraesse Jack per il tempo necessario a sostituire l’allenatore . Poi si sarebbe riprodotta la situazione di lunga attesa come quella volta del reparto di Otorino . Forse non tutto era perduto . A Jack sulla carta gli era stato detto tutto , vizi e virtù della vita di un reparto , ma soprattutto che il bello stava nelle difficoltà che avrebbe incontrato e che rappresentano il sale della vita e che avrebbe superato come in tante altre occasioni .Un grande insegnamento su tutti era quello di parlare il meno possibile , ma nonostante questo si rendeva conto che prima o poi gli sarebbe scappata qualche frase fuori luogo . Prima di arrivare a questa esperienza chirurgica Jack era stato studente interno nella peggiore delle sale da autopsia del più scassato ospedale del capoluogo dove il caldo delle tubature del vicino seminterrato faceva fermentare i cadaveri fino quasi a farli scoppiare .Un paio di tecnici dell’ufficio sfondi e scenari erano stati male nelle fasi di preparazione degli ambienti . Per dare maggiore credibilità al fetore delle carcasse gli era stato comandato da Hanselman di cuocere in grossi pentoloni delle carogne in brodo facendo in modo da indirizzare i vapori verso le bocchette dell’aria trattata .Il primo dopo cinque minuti aveva avuto uno stimolo vagale , l’altro una crisi convulsiva . In sei mesi Jack non aveva mai visto il Primario , cosa che si ripeté negli otto mesi passati poco dopo nel prontosoccorso notturno nel quale fece domanda di frequenza per potere passare a qualcosa di più vitale e meno puzzolente . Per l’ufficio analisi ed elaborazione dati risultava superfluo studiare una figura primariale nei preliminari per poi ripetersi per la fase sperimentale. G8 stava facendo ripercorrere a Jack l’esperienza di sala operatoria del Pronto soccorso. Jack ci passò un inverno di notti sveglio dalle 2 alla 4 di mattina , in cui era frequentissimo essere oggetto di umiliazioni e scherzi da caserma da parte degli assistenti ex sessantottini . Il tutto gli sembrava normale , compreso barattare quattro punti di sutura sulla testa di un ubriaco con l’assistenza alla distribuzione del metadone ai tossicodipendenti . Tale cerimonia si volgeva alle sei di mattina e la responsabile del servizio era una Dottoressa esile e dolce come le bambine sfumate di Hamilton . Era una procedura abbastanza tranquilla quando il vigile responsabile della chiave della cassaforte per il metadone , arrivava in tempo per aprire , un po’ meno bene se il vigile tardava e gli irrequieti incominciavano a spaccare tutto quello che c’era in ambulatorio sulla testa della Dottoressa. Il tossico più grosso gli si era avvicinato da dietro e mettendo una mano sulla spalla di Jack , gli aveva sussurrato con voce roca :”Dacce a robba che dovemo na’ en fabbreca ” . Jack non amava i Laziali . L’inter aveva da poco pareggiato in casa con la Lazio e la cosa irritava particolarmente G8 ,che mostrava segni di insofferenza . La reazione fu fatale per il tossico. Una gomitata in pieno viso , ripetuta sempre sullo stesso bersaglio fu sufficente a rovinarlo tra il muro e l’armadietto . Jack era stato avvantaggiato dalla sorpresa e dalla velocità della reazione . Il rumore delle antine era stato amplificato dal crollo dei vetri e dalla polverizzazione di un grosso calendario Dompé che finì a terra aperto su un Bacco di Rubens nell’atto di bere un cucchiaio di Guaiacalcium . Per terra c’era un mosaico di vetri misto a sangue . Purtroppo anche la Dottoressa aveva ricevuto la sua parte ed in preda ad una crisi di nervi piangeva e sanguinava dal labbro seduta dietro alla sedia di formica bianca . Altri tossici mormoravano che non era il modo ma c’era troppo casino perchè prendessero il coraggio di intervenire nella gazzarra . Dopo pochi attimi la stessa ragazza che aveva steso la Dottoressa si rifece minacciosa . Era ridotta ossa ed eschimo e probabilmente prendeva coraggio e vigore dalla tempesta chimica che si agitava nelle vene . Al grido ” E’ il solito abuso del governo ladro” si mise a dare grasse sberlone alla Dottoressa che non reagiva più . Ad un tratto tutti si fermarono come se l’arbitro avesse fischiato la fine del primo tempo e si girarono dalla parte di Jack rimanendo impietriti .Jack era mutato. G8 si era stufato e dopo avere preso il sopravvento su cerebro fritto aveva rovesciato la ragazza prima sopra la scrivania e poi tra la cassettiera e il cestino della carta straccia , In questo modo i due tossici più agitati fungevano da moquette . Jack intanto si era messo a roteare sopra la testa la sedia di formica beige minacciando di scaricarla su chi si sarebbe fatto avanti .
I tossici uscirono dall’ambulatorio in fila indiana convinti e sorridenti . Jack rimase dentro a controllare che il Laziale non si alzasse per dei lunghi minuti . L’attesa sembrò secolare . Finalmente arrivarono i paladini dell’ordine pubblico con ancora le briciole della briosche sui baffi . Come succede ogni volta che l’arbitro gira la testa rispetto ai protagonisti di una bagarre , Jack ne approfittò per tirare un frontino al tossico più pirla che si era fatto minaccioso nelle fasi concitate dell’attesa , forte della presenza dei compagni di avventura , senza aspettare che venissero fatti dei commenti se ne andò a consegnare il camice . Prima che il randa si riavesse dalla sorpresa e dal dolore Jack era già sulla Golf , direzione casa . La Dottoressa aveva avuto la peggio . Per uno schiacciamento di una vertebra venne ricoverata in ospedale . Il giorno dopo , quando Jack l’andò a trovare piangeva ancora stramaledicendo il giorno che aveva deciso di aiutare i tossici contro l’emarginazione .Jack sapeva di non avere fatto di tutto per difendere la malcapitata ma era anche vero che tutto si era svolto molto velocemente e lo spavento era stato grande . Inoltre Jack non poteva ricordare a mente serena tutto il casino fatto da G8 essendo rimasto con cerebro fritto alle fasi interlocutorie . Furono diverse le considerzioni che portarono Jack a restituire il camice di quel prontosoccorso . Dopo un anno di quella vita sentiva di dovere ambire a qualcosa di più tecnico e meno trinceistico . Poi nel suo subconscio non voleva avere più niente a che fare con quanto era successo quella mattina della distribuzione del metadone . Digmann , per essere ulterormente sicuro delle intenzioni di Jack aveva fatto anche in modo che entrasse per sbaglio nella sala operatoria del Pronto soccorso . Lì i quattro bravi di Don Abbondio vestiti da chirurghi avevano fatto pesanti commenti sul volume della pancia di Jack e sulla posizione ingombrante che la stessa assumeva quando Jack cercava di capire cosa succedeva sul tavolaccio. Jack quella volta si sentiva veramente umiliato . Avrebbe voluto piangere per sfogarsi , ma poi preferì passare a farsi un panino al Panino Giusto ed annegare nei piaceri di gola l’umiliazione cocente . Questi possono essere considerati i primi rudimenti appresi da Jack nel campo della ” tecnica di sopravvivenza chirurgica ” . Gli sarebbero tornati utili , quanto la presenza del Bignami al tema di maturità .

Speck e caprino: il secondo capitolo. Parte 2

Sunday, October 3rd, 2010

La sera prima - Parte 2

Il rugbista convinto considera le cicatrici guadagnate sul campo a suon di legnate come medaglie al valore da esibire il giorno dopo agli amici .Per Jack che giocava seconda linea , ma a volte anche pilone , la regione anatomica più sacrificata erano le orecchie . In quella partita , con Canotta fuori uso , toccò a Jack fare il pilone per gli ultimi interminabili minuti . Bastarono un paio di mischie chiuse per trasformare i padiglioni auricolari in rosse lumachine( Orecchie a cavolfiore ). La cosa non lo preoccupava più di tanto , infatti poteva coprire con i capelli . Altra musica erano gli zigomi che venivano continuamente dermoabrasi dai pantaloncini dei compagni. Nella posizione di mischia non c’era modo di ripararsi da quello strumento di tortura trasformato dal fango in carta vetrata. Ci volevano settimane per rimuovere il tatuaggio color terra . Finalmente i tre fischi avevano posto fine alle ostilità senza che si fossero verificati altri incidenti . Il 15 del C.U.S. aveva archiviato una importante vittoria . Il saluto finale era stato frettoloso . Jack era molto stanco . Il pensiero di tutti correva alla rotellina bicolor della doccia sgangherata . 6 bocchettoni per venti clienti disperati. Valeva la legge del più veloce . Il secondo si sarebbe dovuto accontentare dell’acqua a cubetti . Anche nel rugby vige la regola del non perdere il sapone . Il dolore del dopo partita non veniva fuori in doccia , Jack incominciò ad accusarlo in macchina mentre tornava a casa . Anche le pestate alle dita venivano fuori allo scongelavano ottenuto col tepore della ventola . Ciò provocava delle pulsazione dolorose che andavano e venivano senza seguire un andamento costante .Il problema di Jack non era quello di farsi male, bensì di non sentirne troppo perchè in fondo gli piaceva mostrare il viso segnato agli amici e descrivere l’episodio nel quale per un fallo di reazione gli avevano dato tre giornate di squalifica ma intanto il numero tredici respirava solo dalla bocca . Più grave era sopportare i crampi alle gambe , la sera , magari in buona compagnia , dopo avere consumato una frugale cena . Quella sera tutto era come da copione . La cena era a base di una teglia di melanzane alla parmigiana e come dessert c’era una torta da 8 accompagnata da una latta di birra alla spina . Il dopocena era tutto dedicato a Erica , la fidanzatina ufficiale corrispondente ad una delle 3 replicanti di sesso femminile livello 2 . Durò poco perchè i crampi lo colpirono nei preliminari e in fase di attacco fu difficile mantenere lo stato di concentrazione con il quadricipite contratto . Jack sapeva che nell’arco della serata non sarebbe rimasto un caso isolato. Era imbarazzante chiedere all’ amichetta mezza biotta di lasciare stare il parco dei Principi per concentrarsi nello stiramento tenendo la gamba a martello come fanno i calciatori a fine partita . Quindi tanti baci e a rivederci domani sera . Così conciato e stanco la mente capitolava alle fantasticherie di G8 . Tra queste c’era la certezza di essere protagonista di corsi e ricorsi storici ., C’era un chiodo che non riusciva a scacciare: stava per cambiare qualcosa nella sua vita .Mettere quel disgraziato pallone ovale dietro la calce della riga di meta era stata l’emozione più importante mai provata , ma era tempo di dedicarsi a qualcosa di più solido . Sentiva arrivare da lontano l’odore di polvere che anticipa l’arrivo della pioggia . Al terzo livello il biologo addetto al controllo dei valori ematologici aveva registrato un dato curioso. La colesterolemia delle ore 21.00 era rimasta a 300 . Nel dopopartita non c’era volta che rimanesse sotto i 500 e ciò corrispondeva alla cena standard di 7000 Kcal. . Quella sera Jack si era trattenuto in modo insospettabile e la colesterolemia non era convincente . Il tecnico era sbalordito . Continuava a guardare Jack nel monitor e a controllare i dati sul prestampati rossi degli esami . Forse che Jack stese covando qualche malattia ? Era il caso di chiamare con il cicalino Diggy ? Su tutte le telescriventi venne riportato il dato in rosso con due asterischi . Per fortuna Diggy aveva accesa la telescrivente nel magazzino replicanti . Da lì mandò un breve messaggio con le istruzioni per le verifiche . Nessuno si accorse che il messaggio partiva dal magazzino replicanti femmine Non dovette neanche lasciare la postazione conquistata con poca fatica tra le gambe di una T2 di nome Albertina .Albertina era la brunetta che grazie a Schiccher aveva notato qualche mese prima nel magazzino replicanti. Digmann era annoiato dal numero di scartoffie che era necessario compilare per sapere se oltre alle melanzane erano stati consumati i torroncini al caffè o se Jack si era alzato all’una di notte a montare il rosso dell’uovo con lo zucchero e l’ovomaltina . In fondo, erano informazioni da investigatore e non richiedevano monitoraggi complicati . Anche per questo Diggy non distolse l’attenzione dal green di Albertina che oltre ad essere particolarmente ben curato , grazie ad un sistema di membrane idrofiliche rispondeva a comando manuale come quello di Barlassina nelle mattine autunnali . Era chiaro che il G8 di jack sentiva l’inizio della sperimentazione ma per fortuna non aveva modo di trasmeterlo alle altre ciconvoluzioni . Non c’era verso di distoglierlo dall’idea che in qualche modo avrebbe sentito parlare ancora di rugby , ma forse sotto altre spoglie . Nonostante lo sport rappresentasse tanto , formalmente Jack era uno studente di medicina e, finita la partita il suo più grosso pensiero andava al giorno dopo .L’ora zero si avvicinava sia per Jack che per i ricercatori della FIDA . Era da sempre il pallino del Prof. Aufrick: pendere uno studente qualsiasi di medicina , costruirgli introno un ambiente consono a creare tutte le possibili esperienze vivibili nelle varie fasi della vita in modo da potere verificare l’affidabilità dei circuiti tester prodotti dalla Fida Researc prima che questi venissero definitivamente messi sul mercato . Servivano test sulla affidabilità nel tempo e da applicarsi anche in caso di condizioni locali avverse .
Il tutto sarebbe partito con l’appuntamento della mattina dopo . Gli era stato fissato un incontro con:“ Un vero primario di un reparto di chirurgia “ . Per gli addetti ai lavori questo voleva dire iniziare “il tirocinio.”
Il fatto che fosse uno studente di medicina era stato fondamentale nella selezione dell’Esecutivo. Digmann pensava addirittura che se Jack fosse stato uno studente della Bocconi o del Politecnico , le sue chances di essere scelto sarebbero scese del 30% . L’esecutivo non si era espresso , ma la cosa sicuramente andava bene anche per loro .
Jack alle 7:00 di mattina davanti allo specchio del bagno faceva fatica a girare il collo da una parte all’altra per vedere in che condizioni era il viso . Erika era stata spedita strategicamente a casa la sera prima anche per verificare le condizioni di una areola malmessa che nei preliminari postpartita aveva stinto sui denti di Jack . I genitori erano al mare , anche i filippini erano in libera uscita . Così rigido , era difficile vedersi in tutto il suo splendore di pugile suonato , ma non voleva arrivare al primo incontro con il nuovo ambiente con la faccia gonfia e livida. Jack prima di spiaggiarsi , da un grosso barattolo bianco tirò fuori due dita di crema di Mitostimolina e se la mise sugli zigomi .Si cosparse le orecchie di Gustum Gel e pennellò di mercuro cromo le varie abrasioni sulle spalle e fianchi . Le creme cicatrizzanti non erano mai servite a niente . Anche per questo , il contenuto dei tubetti era stato scambiato ad arte dagli addetti al servizio operatori a contatto .Nei tubetti era stato introdotto un nuovo fattore di crescita in grado di catalizzare i tempi di cicatrizzazione secondo uno schema più rapido . L’azione del fattore di crescita sommata ad una proteina di sintesi con funzione anti infiammatoria avrebbe restituito a Jack l’integrità cutanea nell’arco di 8-10 ore Digmann si era chiesto se Jack potesse rimanere stupito dalla rapida guarigione.
Diggy era combattuto tra la necessità di rimettere in sesto Jack e la paura che il giovane potesse sospettare qualcosa di poco chiaro . L’ufficio informazioni , sollecitato sull’argomento , diede risposta alle 3 di notte con un mesaggio tranquillizzante . Dalla cornetta del telefono la voce anonima ribadiva alle perplessità di Diggy : “…….. Jack in Farmacologia è una bestia , in Chemioterapia poi non era in grado di distinguere un antibiotico da un diuretico , darà sicuramente il merito della guarigione alla sua pellaccia invulnerabile “. Digmann si rimise in branda , anche se l’eccitazione per l’inizio della sperimentazione non lo avrebbe fatto dormire per molto . Nella stanza dei terminali la temperatura non era il massimo . Il calore che scaturiva dai terminali costantemente accesi non collaborava a creare un clima vivibile .A parte farmacologia , Jack non aveva una brutta media sul libretto . A parte un paio di esami andati mali perché stravolto dall’ennesima delusione amorosa , aveva la media del 28 . Era arrivato in pari con gli esami a preparare una tesi sperimentale .
Quella mattina , come nei telefilm ambientati nei college americani Jack si immaginava di andare al cospetto di un decano , in un ufficio tappezzato di finto legno , pieno di coppe con base di onice , a chiedere consigli per il futuro. Tutta colpa dello scenografo capo , il Signor Hanselman , che guradava troppa televisione .
Era un uomo sulla sessantina , con alle spalle un momento di regista di successo negli anni ‘70 . Da allora il suo stile non era mai cambiato . Siccome aveva un contratto con gli studi per la produzione dei programmi televisivi ed era un maestro della realtà virtuale , a nessuno venne in mente di dire che lo stereotipo del primario dei telefilms anni ‘70 sempre centrato su una persona eroica senza macchia e con un potente senso della professione e della missione non aveva niente a che fare con il personaggio utile a Jack.
Digmann aveva intuito che l’Esecutivo era rimasto scontento di come era stato preparato Jack al rapporto con i superiori ed era intervenuto per ricaricare i file .La figura originaria non si allontanava molto dal Dott. Gannon e tutto ciò era inaccettabile . Aufrich riponeva grandi speranze nelle reazioni che il primario avrebbe scatenato nel ragazzo . Doveva essere un personaggio capace di condizionarlo , emozionarlo , conquistarlo . Digmann aveva vinto . Prof. Given era un replicante a contatto : un tipo 2 . Quindi di buona fattura , ma sopratutto con possibilità di rielaborazione dei programmi comportamentali . Voleva dire come minimo 300.000 dollari , che in epoca di crisi poteva scatenare le ire dei NOC , ma alla fine la spuntò.
Era l’epoca delle tangenti , delle bustarelle e delle raccomandazioni . Il primo tempo sarebbe stato ambientato nella prima repubblica e , quale migliore occasione per provare le reazioni emotive del giovane , le illusioni , i sogni , le speranze a cavallo del nuovo mondo . Jack era stato munito di un angelo custode : Prof. E . Intraholes . Questo già rappresentava un atout in più rispetto al gregge, ma niente rispetto alle vere raccomandazioni di cui si tappezzavano la regione perineale dei suoi coetanei .Nell’ultima visita fatta da Jack allo studio del Prof. Intraholes, per ritirare la famosa lettera di presentazione , aveva già notato l’assenza delle fodere di radica così come dei trofei di onice .Tra polverose pile di articoli e i camici ingrigiti da anni, senza omino bianco ,troneggiava al tavolo del microscopio la figura del Professur .Gli assistenti di un laboratorio di ricerca assomigliano sempre più alle cavie , come del resto le signore anziane assomigliano col tempo sempre più al cane di compagnia . Era un Professore di seconda fascia ma per questo , non poco introdotto alla corte del magnifico direttore che tutto poteva nell’ambito della chirurgia e quindi anche in quella specialità che Jack si accingeva ad avvicinare . Nella fase di apprendimento , all’università avere un docente per amico corrisponde ad avere a disposizione una McLaren in formula 1 e due guastatori che si sfogano col martello , prima del gran premio , sui carburatori dei concorrenti rimasti in gara . Grazie a lui Jack aveva in pugno una presentazione e non si trovava come la maggior parte della gente nell’imbarazzante situazione di seminchino con la mano destra protesa in avanti senza che nessuno te la scuota . Jack aveva già provato la sensazione di sparare a salve in un colloquio avuto in precedenza con il primario di un reparto di otorino al quale si era rivolto con la speranza di diventare otorino . Gli piaceva l’idea di togliere le tonsille . Il primario Otorino , Prof.Eightvans, oltre ad essere un vero barone , era un caro amico di famiglia . Era molto bendisposto nei confronti del ragazzo sopratutto quando nei pomeriggi bridgistici domenicali si ingozzava a quattro palmenti del pasticcio d’oca preparato dalla mamma di Jack . In quelle riunioni la mamma di Jack non perdeva occasione per aggiornarlo sui brillanti voti presi da Jack negli ultimi esami . La moglie ,anch’essa medico ,era andata in pellegrinaggio a piedi da Milano a Pavia per far sì che il figlio ottenesse 60/60 alla maturità, cosa che puntualmente avvenne . Il Professore , nelle pause tra le lasagne ed il polpettone si sprofondava in congratulazioni . Una volta , tra la quarta e la quinta scodella di tiramisù si fece sfuggire di andarlo a trovare in clinica e Jack non se lo fece ripetere . La risposta di Jack era stata puntuale , della serie ogni lasciata è persa , e dopo alcuni giorni si precipitò al capezzale del suo reparto. Nel suo habitat naturale il Professore era come un Re Sole, quello delle caramelline . Digmann avrebbe voluto portarci Hanselman giusto per placare le polemiche che stavano tornando a disturbare il clima dei laboratori . Circondato come un pavone da decine di assistenti , uno per ogni piuma il Professur fece aspettare Jack tutta la mattina , tanto perchè ci facesse l’abitudine . Poi al momento di stringergli la mano passò attraverso Jack senza sfiorarlo lasciandolo a controbilanciare il peso del braccio destro con la gamba sinistra tipo “Blues Brothers” . Tutti lo guardavano con stupore . Nessuno si spiegava cosa pretendesse di ottenere con quella mano protesa .L’imbarazzo durò lunghissimi secondi . Anche il dopo- mano risultò molto goffo a tutti . Sempre sotto tiro del buttafuori in camice bianco pronto a tutto per mettersi in mostra con il Professore ,Jack venne invitato a mettersi la mano in tasca .La fronte era impirlata di sudore . Si sentiva a suo agio come Stallone a recitare il Mercante di Venezia . Chiese spiegazioni al più giovane degli incamiciati e venne condito via con la palla che le mani del Professore sono sterili per definizione .In quanto tali non potevano essere toccate da nessuno . Come quelle della Regina d’Inghilterra . Pochi anni più tardi Jack capì che un fatto del genere non trovava giustificazione neanche nelle esigenze di ripresa della serie televisiva ” L’ospedale della foresta nera ” .
Jack aveva rinunciato a diventare un otorino . Per quanto riguarda la branca medica nella quale fare cimentare Jack , Era stata lasciata libera scelta a Digmann . Dopo ampia selezione Diggy era rimasto con in mano due opzioni : L’ortopedia e la Chirurgia Plastica . Siccome Digmann amava seguire l’opera dei chirurghi assemblatori soprattutto quando questi rimettevano a posto i seni delle replicanti tipo 2 non gli sembrò verò potere optare per la ” Chirurgica Plastica Ricostruttiva “.
Quella mattina Jack aveva fatto uso di tutti i prodotti dell’igiene possibili . Era troppo teso per notare che la sua faccia era guarita in modo strepitoso . Barry White stava facendo il bello ed il cattivo tempo alla radio . In un attimo il ragazzo si era addobbato a festa . Giacca di Tweed , pantaloni rigorosamente grigi e smacchiati di fresco. Camicia a righine e cravatta regimental col nodo rigorosamente storto . Aveva una raccomandazione verbale da parte di un docente e una raccomandazione protetta in una bustona da parte di un primario. Non aveva la minima idea di quale gli sarebbe servita . Negli anni plumbei degli studi universitari , per alleviare la pesantezza di un paio di esami la mamma di Jack aveva telefonato ad un amico intimo del docente che avrebbe interrogato Jack a giorni . La formula era sempre la stessa : Jack veniva descritto come un bravo ragazzo molto preparato con qualche piccolo problema di dizione dovuto all’infanzia passata nei Kinderhaim . In più era molto emotivo per gli esami . Jack si vergognava un poco di questa etichetta di bamba ma ci passava sopra al pensiero di evitarsi una figuraccia . Ciò nonostante Jack dovette ridare quei due esami due volte prendendo alla fine voti infimi farciti da un vocabolario di insulti violenti come il torrente di uno sciacquone in piena . .Sempre con la busta della raccomandazione sotto il braccio Jack si era fatto bocciare in fisiologia ottenendo un ‘ ammonizione ufficiale per avere tentato di dare un esame fuori sede .Questa volta la mamma non c’entrava . Aveva fatto tutto da solo . Si era fatto convincere a dare un esame a Brescia da un amico tirocinante . Ci avrebbe pensato lui a mettere a posto le carte e a convincere un assistente ad interrogarlo nonostante Jack appartenesse ad un altra Università. Anche quella volta Jack venne coperto da insulti e mandato via in malo modo . Dovete tornare dal Docente iniziale e lo fece controvoglia anche perchè la prima volta durante l’interrogazione gli era stato detto che parlava come Renato Pozzeto e la cosa lo aveva fatto sentire una vera merda . Quella mattina Jack decise di non prendere la radio estraibile , voleva essere superconcentrato e nel tragitto da casa sua all’ospedale ripeté più volte un discorso che sapeva non avrebbe mai tirato fuori , perchè in quei momenti la memoria gioca brutti scherzi . La grande incognita di questo incontro era effettivamente rappresentata dall’interlocutore . Il primario nelle convinzioni del padre di Jack , anche lui medico ma lontano ormai da troppo tempo dagli ospedali , avrebbe tirato fuori le sue capacità artistiche , essendo quel tipo di chirurgia molto legata anche alle capacità creative del ragazzo , avrebbe sviluppato la sua manualità , avrebbe valorizzato l’estro . Insomma il maestro , che di secondo nome faceva Ippocrate , l’ avrebbe maturato fino a farne un grande chirurgo per poi ritirarsi e lasciargli in eredità un impero ospedaliero-universitario pieno di pazienti , soddisfazioni e , perchè no , anche soldi . Jack non era particolarmente portato per lo studio ma , da sempre amava le cose creative . Questo non vuol dire che fosse lui stesso un creativo.La mamma di Jack era anch’essa cresciuta a pane e medicina ma la sua esperienza andava al di la di una singola esistenza . Infatti pur avendo fatto il medico per tutta una vita era la rincarnazione di un medico dell’800 . Ciò vuol dire che nella vita precedente era stata chirurgo in Inghilterra come confermava una sua paziente chiaroveggente e sensitiva. Questa maggiore esperienza portava la mamma di Jack ad essere più realista nei confronti del futuro ospedaliero del pargolo. Un giorno gli disse in piena franchezza : ” Caro Jack , scordati che il primario faccia la fatica di dirti cosa devi fare per non sentirti d’impaccio alla vita del reparto . Lo studente è come un foglio di acetato , può anche rimanere fermo ,tanto non impedisce la vista a nessuno” . Digmann aveva la certezza che Jack era confuso sia sul lavoro dell’ospedaliero che sul ruolo del primario . Era un bene perchè si poteva iniziare il lavoro da zero .
Jack si era fatto un idea strana del Primario . Era convinto , come tutti coloro che non fanno parte dell’ambiente , che fosse un Dio con sembianze umane ispirato dal fuoco sacro con una scrivania coperta di provette colorate come nelle pubblicità dei dentifrici . Aufrich era fiero del personaggio inventato , impensabile dai più ,dinamico al punto da dovere essere rincorso a fatica anche dai NOC .

Speck e caprino: il secondo capitolo. Parte 1

Sunday, October 3rd, 2010

La sera prima - Parte 1
Digmann aveva in mano u paio di block notes . Si rasserenò a leggere che negli ultimi sei mesi Jack aveva fatto progressi non solo con la palla ovale ma anche nel conquistare il cuore del sesso opposto . Jack era diventato più riflessivo , meno timido e gli riusciva più facile evitare gaffe grazie ald un pseudocontrollo controllo assunto su G8 : forse era vero che lo sport svolgeva ruolo da maestro di vita .
Jack quella domenica mentre cercava di conquistare la palla in touch era sempre più convinto di averne le palle piene di avere il peggio nel contatto con giocatori molto più grossi di lui . Capitava spesso la castagna arrivasse addirittura dagli stessi compagni di squadra . Se non spingeva in mischia , c’erano Scorsetti e Belloni a fargli tornare la voglia di remare a suon di strizzate di palle . Il ruolo del seconda linea era di grande sacrificio . In mischia non c’era modo di salvare la cute scrotale visto che le terze linee si agganciavano da dietro con un braccio che passava in mezzo alle gambe e va a prendere la maglia sulla pancia .
Davanti c’era il pilone sinistro di nome : Canotta . Per l seconda linea , il pilone era come per il navigatore per il pilota . Si sostenevano a vicenda ed era ipossibile pensare a reggere la mischia se ognuno non faceva il suo dovere fino in fondo .
Canotta per Jack aveva un solo difetto : quando subiva una botta che gli procurava dolore o fastidio , per reazione distribuiva manrovesci a sinistra e a destra senza distinzione di maglia .Il software vecchio e ingombrante non permetteva di ottenere di meglio .
Non c’era modo di caricare il concetto di gioco di squadra così come quello di mischia chiusa e mischia aperta . .Uno dei primi compiti di responsabilità dato a Digmann aveva proprio Canotta per protagonista . Secondo i NOC( Nucleo di controllo ) , nelle fasi di preparazione non si era fatto sufficientemente attenzione nell’allestimento del pilone . Bisognava a questo punto verificare se si trattasse di negligenza o altro visto che in più di una simulazione guasti tecnici avevano rischiato di fare saltare tutto il lavoro .In una riunione di verifica sul soggetto , Diggy si fece in 4 per dimostrare che il cattivo funzionamento di Canotta dipendeva da una serie di coincidenze inevitabili . Quando venne chiamato nella sala riunioni dall’Esecutivo , a Digmann tremavano un poco le gambe . Si sentiva osservato soprattutto dagli anziani . Scagionare l’ufficio tecnico voleva dire toglire dai guai anche Aufrick che li dirigeva e Digmann si permise di anticipare tutti descrivendo la scarsa qualità dei campi durante gli allenamenti .
Ciò rendeva poco visibile il giocatore Canotta in campo durante la settimana ed era quindi inutile soffermarsi sulla eccessiva precisione dei particolari. Mentre Diggy parlava da un carousel per diapo partivano immagini dei dintroni del GIuriati alle 7 di sera .
Per costruire Canotta , al terzo livello avevano fatto miracoli . Infatti per questa categoria di replicanti gli assemblatori avevano pochi fondi a disposizione . L’ufficio acquisti aveva avuto dal “cercarobe” una carcassa di gladiatore romano , commissionato per il film “Spartaco contro i Piranha” . Per trascuratezza nel trasporto aveva perso parte del cuoio capelluto ed era stato sciacallato della spalla destra probabilmente per formire pezzi di ricambio ad un giocatore di golf . Le parti molli erano state espanse impiegando fattori di crescita a controllo logaritmico . In contemporanea era stato eseguito un allungamento degli arti e ruotati un paio di lembi di cuoio capelluto per ridargli un taglio di capelli accettabile . A Diggy piaceva assistere a queste fasi ricostruttive perchè gli ricordavano l’infanzia quando giocava con il soldatino G-I-Joe . Nel riferire all’Esecutivo aveva sottolineato più volte che la carrozzeria di Canotta era più che dignitosa . Ovviamente essendo un replicante da contatto indiretto , non aveva la grana fine di un replicante tipo 2 o 1 . Presentava quelle imperfezioni sulle quali si poteva tranquillamente sorvolare . Le difetti nell’ottenere risposte immediate dal replicante erano la conseguenza di un calo di tensione avuto nel magazzino asemblatori nella fase di carica della memoria . Purtroppo al momento di caricare i dati nel disco dedicato ai comportamenti le macchine avevano subito un calo di tensione. Lavorando in automatismo il programma si era autoalimentato bypassando verifiche e sicurezze .Praticamente Canotta era autonomo come un TOM TOM in grado di girare dal salotto alla cucina . Dall’alto dei suoi due metri , con quelle scarpone affondate nel fango della marcita non aveva niente che vedere con “Invictus” . Anche nella professione di copertura = meccanico della Renault , il difetto di caricamento non aveva fatto di lui un fulmine di guerra . Jack gli aveva affidato l’R4 sperando di ovviare il difetto di spegnimento , ma la macchina continuava ogni 50 Km a spegnersi perché passava acqua dal serbatoio al carburatore .Alla fine era stato Diggy , di nascosto a mettere un filtro per chiuderla lì e Canotta se ne era preso il merito .
Jack era stato nell’officina dove Canotta faceva finta di lavorare . Era a Quartooggiaro e ogni olta che Jack decideva di fare visita c’era tutto il tempo per preparare Canotta ad coglierlo come un vero meccanico .
Il pilone si faceva trovare nella fossa in cui svuotava i carter tutto intento ad evitare che la guarnizione non finisse seppellita da quella massa di olio denso e bolloso . Anche per l’abitudine a questa natura Canotta era tra tutti era quello che meno si preoccupava del fango alla caviglia . Il suo fascino da Rusty il selvaggio era stato notato da alcune mogli accompagnatrici della squadra che non disdegnavano una controllatina ai pneumatici sia anteriori che posteriori .Le mogli non facevano parte dello studio e quini appartenevano agli umani veri . Ciò avava creato dei problemi , infatti Canotta essendo stato pelevato dal cast del film su Spartaco era privo di attributi sessuali esterni perché nel film non c’erano scene di sesso . Solo durante l’ultimo cablaggio Killian aveva insistito perché venisse attrezzato , avendo giustamente annotato come ci fossero scene di doccia post-partita . Da quel momento Canotta era stato messo anche a disposizione delle signore con grande soddisfazione delle medesime : infaticabile .
Quella domenica Canotta aveva rischiato di rovinare tutto in più di un occasione . Il tecnico del suono e radiocomandati , vestito da ragazzo del secchio , aveva cercato di dare una regolata al videodisco di Canotta in più di una occasione , ma il rischio che si bagnassero i terminali era troppo alto e c’era la possibilità di vedere il ragazzone correre a quattro gambe o mettersi prono a grattasi la pelata . Non era un difetto correggibile in tempo reale .Bisognava trovare il modo di eliminare il replicante in modo elegante . Così senza perdere troppo tempo , al 50′ arrivò l’autorizzazione dal primo livello a creare un contatto tale da metterlo fuori uso per il resto della partita . L’arbitro ordinò una mischia chiusa . Già all’incastro delle teste si sentì un rumore di ossa . Dopo pochi spintoni i piloni caddero a terra trascinandosi sopra le seconde e le terze linee. Alla conquista della posizione verticale Canotta mostrava una clavicola molto più bassa dell’altra . Così conciato sembrava un Picasso ultima maniera . A Jack sembrò normale che venisse sostituito . Gli creava solo qualche perplessità il fatto che non facesse smorfie di dolore . Mancava forse un quarto d’ora alla fine della partita e nella pausa creata dall’incidente Jack si rivolse ai trequarti chiedendo di dare il massimo . La mischia si trovava in grosse difficoltà e l’avversario se ne stava accorgendo . C’era sempre il vantaggio di un meta e di due calci piazzati di differenza ma era già successo di perdere l’incontro nei minuti di ricupero. I trequarti erano più delicati rispetto agli avanti . Raramente si sporcavano di fango la maglia . Frequantavano scuole secondarie o addirittura l’Università come Jack e c’era perfino un tizio che lavorava come creativo in una agenzia pubblicitaria . Torell era uno dei ricicli meglio azzeccati con i mezzi messi a disposizione in fase di austerity. La sua scheda tecnica ricordava che era un riciclo già utilizzato ai tempi del Liceo nei panni di compagno di classe . Purtroppo essendo stato prodotto nei vecchi laboratori per lo studio dei biomateriali si trascinava la pesante eredità di quegli stock di tessuti anelastici che avevano mostrato una scarsissima resistenza all’invecchiamento .Per questo motivo era in forse il suo utilizzo in qualità di replicante nella fase finale dello studio nei panni di assistente generico con difficoltà a beccarla nella professione (SMP). Per questo motivo doveva essere tenuto ad una distanza minima di 40 cm dall’oggetto della ricerca . Non era un replicante da contatto diretto ,era un tipo 3 . Ciò nonostante era possibile impiegarlo con successo per le partite invernali e per le fasi concitate dello spogliatoio pre e post partita . Unica accortezza : fare in modo che ci fosse sempre un poco di vapore provocato dalle docce ad annebbiare la vista di Jack . Come per tutti gli altri replicanti anche Torell possedeva una storia sulla quale stabilire una lezione di morale . Il sunto era rappresentato da come un bravo ragazzo con il carattere debole progressivamente rovinato dalle cattive compagnie potesse finire in un baratro senza ritorno. . Torell lavorava come pubblicista in una agenzia abbastanza nota nel Cremasco .Con l’aumentare delle responsabilità , si era messo a bere di tutto. Dal Genepy era passato alla grappa e poi al Gin . Passando dalla sambuca al corretto, dal corretto al bianchetto il suo scatto non ne aveva guadagnato molto . Lui amava spesso raccontare con l’atteggiamento superiore dell’artista e nello stesso tempo paternale di chi guida una famigliare in uno spot teleisivo , che l’alcool gli dava quel trasporto che trasforma la pubblicità di Intima di Carinzia in quella di Chilly .
Gli fu attribuito il merito di dare il nome “Lycia” ad un sapone intimo di ultima generazione e fu accettato lo slogan :” ……la sua fragranza si mantiene ferma come le catene alla caviglia di una schiava ”.La differenza non stava solo nella presentazione del prodotto , ma nella destrumentalizzazione del mezzo di comunicazione . Jack ci rimase male quando scoprì che in quella agenzia pubblicitaria svolgeva funzioni di fattorino , gli crollò un mito . Non si era fatta sufficiente attenzione a come ambientare il replicante negli uffici e jack si era presentato senza anticipazione .
Il creativo anche per evitare altri incidenti non durò molto , ma siccome aveva tenuto a battesimo Jack nella sua prima vera partita era giusto che lo si facesse interagire per alcuni mesi .Accorciato nelle gambe , con lo stesso naso bulboso e capelli ricci sarebbe potuto anche servire per l’esperienza .” Become a yes man “, un contatto con i poteri forti della politica he risultava ancora incerto perché retto su un copione sembrava troppo fantascentifico .

Speck e caprino: il primo capitolo

Sunday, August 22nd, 2010

Ecco il primo capitolo di “Speck e caprino”. Si tratta di un romanzo di fantascienza dove una Azienda che lavora nel campo delle macchine e sensori che eseguono esami clinici decide di sperimentare delle microsonde , a sua insaputa , su un ragazzo che viene seguito a contatto e a distanza dai tecnici della ditta . Questi per potere verificare la sensibilità delle macchine e la buona trasmissione dei dati costruiscono di volta in volta degli ambienti e delle situazioni a volte normali a volte paradossali per provocare le reazioni del soggetto selezionato . Anche i rapporti interpersonali sono pilotati , e ciò avviene costruendo dei replicanti che sono a volte di buona fattura , a volte meno .

Introduzione
L’alba domenicale non aveva senso per Jack senza il rito della preparazione della sacca verde blu del C.U.S. . La cerimonia prevedeva di piegare i calzini e riporli alla destra dell’asciugamano , sopra andava la maglia e i pantaloncini straricuciti . Erano gesti ripetitivi che avrebbero dovuto smorzare la tensione accumulata durante una settimana di allenamenti estenuanti . La nebbia alle sette di mattina era la vera protagonista .Sembrava un gel per capelli , versione “….ai frutti di bosco “. Jack guardò fuori dalla finestra solo per abitudine . Non si vedeva che l’albero posto ad un metro . Inutile fare previsioni metereologiche : a Fede non erano ancora venute in mente le meteorite.
Jack era comunque sicuro che non avrebbe sofferto per una maglia di lana in più . Le pareti della camera di Jack erano tappezzate di adesivi e posters coloratissimi ma monotematici . Le ragazze della pagina centrale di Playboy aiutavano a contrastare il grigiume del mattino autunnale in un ambiente in cui il disordine regnava sovrano . Era la quinta giornata del campionato .L’imperativo era aggiungere altri due punti ad una classifica ancora tutta da definire . La squadra di Jack navigava nel gruppo delle prime da un paio di anni . Era composta da 20 belve contate , comprese le riserve , provviste di putrelle d’acciaio al posto delle ginocchia , mantici al posto dei polmoni , tenaglie al posto delle dita e Frosties al posto del cervello .La somma degli ingredienti ne faceva dei taglialegna pronti a tutto pur di superare la bianca calce della riga di meta. Purtroppo erano contati e bastava che uno si facesse male che si rischiava il numero legale in campo . Nel sacchetto strasfruttato delle scarpe ,sempre più malconce , Jack era fiero della sua tolla di olio di canfora . L’odore era inconfondibile .Sul fondo della borsa spuntavano da un dito di terra gli avanzi dei cerotti e delle stringhe usate nelle partite precedenti . La vestizione era stata sommaria . Senza essersi fatto la barba , con le scarpe in mano e la felpa ancora mezza arrotolata Jack fece le scale che davano sul salone .Il legno dei gradini era una specie di antifurto Beghelli . Scricchiolavano maledettamente . Nell’arco di cinque minuti tutta la famiglia era a conoscenza del fatto che era domenica di campionato . Una raccomandazione filtrava da sotto la porta della camera dei genitori . Era la mamma che gli ricordava di non mettersi nei casini .
Jack era molto legato alla mamma e quella frase detta mezza nel sonno veniva accettata quasi in controtendenza rispetto all’atteggiamento contestatore dei coetanei . In cortile c’era la vecchia R4 metallizzata ad aspettarlo con un difetto congenito nell’accensione . Dalla mente ancora confusa di Jack era già tanto che partisse l’input di tirare l’aria tenendo quella strana cloque il più vicino possibile alla posizione del folle . Fortuna di Jack , per arrivare allo Stadio, non ci voleva una guida indiana , bastava seguire in senso antiorario la circonvallazione .Quella mattina tutto era “merluzzo” e anche la mezz’ora di guida era salutare per essere lucido nelle operazioni di parcheggio . Era importante mettere la macchina più vicina possibile alla porta di ferro arruginita degli spogliatoi, in previsione delle difficoltà che avrebbe avuto a camminare nel dopo partita . Nello spogliatoio , il vasetto di vaselina per le sopracciglia aveva assunto ruolo da protagonista . Un po’ era finito anche nella parte concava del parapalle e lo rendeva molto scivoloso .Nello spogliatoio , assieme ai compagni ed allenatore c’era il mitico Gimbo che fungeva da calzolaio , portaacqua , sarto e massaggiatore .
Quella mattina aveva iniziato a romprere le balle a Jack con largo anticipo .
Gimbo : “E’ rimasta contenta la tua fidanzata del barattolo di vaselina che è sparito dallo spogliatoio settimana scorsa ?”. Rideva e si eccitava al punto da trasformare il massaggio ai polpacci in una vera e propria tortura . Jack in quella posizione , sdraiato prono sulla panca di legno del vecchio Giuriati , non aveva nessuna chance di sfuggire a quelle volgarità . Gimbo aveva il viso rosso e sudato . Le mani non erano particolarmente curate ma la canfora aveva contribuito a limare le callosità . Quel giorno il supplizio durò fino ai cinque minuti chiamati dall’allenatore . La canfora scaldava mentre la vaselllina proteggeva gli zigomi per i primi cinque minuti , poi non se ne avvertiva neanche la lontana presenza . Praticamente era inutile ungersi la faccia , ma aiutava a dare un espressione più cattiva quando si salutava la squadra avversaria .
Jack aveva finito il paludamento e , raggiunti i compagni si era messo a sgambettare a ginocchia alte , sulle piastrelle dello spogliatoio .Tutti in cerchio , braccia sulle spalle del compagno , la testa china a contare a bassa voce facendo in modo che la voce non coprisse il rumore dei tacchetti . Il momento era ad alto contenuto emotivo . I ragazzi sapevano che nella stanza vicina gli avversari erano in ascolto , anche perchè si erano messi a fare la stessa cosa . Lo facevano apposta, era un vecchio trucco .I tacchetti d’alluminio ( 3 centimetri) in questa manovra si affilano contro le piastrelle e diventavano pericolosamente aguzzi . Nel caso uno possedesse buone scarpe il tutto si risolveva in una maggiore “penetrazione” nel contatto con l’avversario . Se le scarpe erano di cartone chi veniva penetrato per primo era il piede medesimo . L’eccitazione saliva al cervello di Jack con la stessa velocità dell’ascensore di un albergone americano .Era già sudato prima ancora di uscire a fare riscaldamento .
Poco distante dal Giurati , non più di 5 isolati , i cancelli color Yogurt della Fidas Research si erano inaspettatamente aperti (domenica ) . La Fida Research era una azienda che operava da tempo nel campo degli strumenti elettromedicali , macchine per compiere esami di laboratorio , tecnologia per miniaturizzare sonde e trasmettitori di dati . Ne era uscito un furgone bianco , Ford Transit , camuffato da pulmino della lavanderia . Alla guida , in tuta blu c’era uno dei tenici analisti responsabili del contatto con il territorio . Era una specie di centrale operativa mobile in grado di fare da sponda per la trasmissione di qualsiasi dato alla casa madre . Ci avevano messo due anni ad organizzarlo e qualcuno ci viveva praticamente dentro per paura che potesse essere rubato .
Veniva utilizzato nelle sperimentazioni importanti e quella era sicuramente considerata tale se tutta l’organizzazione era già in piedi dalle 7.30 .Dopo avere parcheggiato sul retro del Giuriati , l’autista si era messo in stand by con una tazza di caffé fumante in mano che lo obbligava a pulire spesso gli occhiali dal vapore . Il clima era disteso , una musica di sottofondo da filodiffusione confermava che il mezzo era collegato con gli uffici Fidas di Via Celoria . Il motivo ricordava un vecchio brano di Battisti a cui avevano tolto le parole e rallentato i giri . Non era la prima partita di rugby che lo staff della Fidas seguiva in diretta attraverso i rilevatori video e sonori dal furgone . Fin dalla prima giornata di campionato oltre alle immagini erano state analizzate centinaia di situazioni attraverso i famosi tester emozionali . A Jack durante la seconda di campionato durante una mischia chiusa erano stati inrodotti sottocute tutti i dispositivi miniaturizzati possibili ed immaginabili . Dalla terza di campionato in poi i terminali erano stati testati e verificato la corretta trasmissione del segnale .

Tutto merluzzo a parte piccole interferenze registrabili solo quando passavano strane automobili attrezzate con telefoni mobili .Si trattava all’epoca di casi molto isolati .
Jack prima del fischio d’inizio si attestava su valori di 7 Snif di eccitazione : situazione rientrate nella norma .I livelli di edorfine calavano rapidamente da 9 nel primo tempo a 4.5 nel secondo .La curva glicemica era invece un vero disastro con tendenza al rosso dal settantesimo in poi . Anche quella mattina la lancetta aveva toccato per lunghi attimi la zona rossa . La cosa non preoccupava più nessuno . L’unico a incazzarsi era il ragazzo dell’assistenza che doveva ritarare lo strumento quasi tutte le settimane . John Killian era entrato in quel momento nella Hall di Via Celoria . Non era necessaria la sua presenza , ma il giorno dell’inizio della sperimentazione non sarebbe mancato nella stanza dei bottoni per tutto l’oro del mondo . Era molto soddisfatto del suo lavoro . Era lui il padre della miniaturizzazione dei testers. Presso la Fidas Research , c’era la volontà di riscattarsi dal cattivo periodo di mercato dei prodotti da banco e pochi anni prima era stato bandito un concorso per giovani ricercatori sperando nell’ispirazione di qualche illuminato .Killian aveva presentato un lavoro sulla applicazione di micropiastre riceventi capaci di captare , registrare e ritrasmettere i cambi di concentrazione di sostanze prodotte durante stimoli emozionali . Si trattava di un modo di misurare in modo incruento le reazioni dell’individuo in fase di riposo , di lavoro , di eccitazione , delusione e così via .
I vertici della multinazionale avevano subito capito l’importanza della cosa e si erano accaparrati non solo l’esclusiva dei brevetti , ma anche l’uomo .La novità stava nella possibilità di miniaturizzare il tutto al punto che il soggetto studiato poteva anche non accorgersi di essere stato messo sotto esame .
Killian , nonostante la giovane età aveva ottenuto un ruolo di dirigenza al 2° livello : “Nuove tecnologie e bioingegneria” e poteva contare su un budget più che decoroso . Aveva imparato ad amministrare i fondi tanto che era in grado di aggiornare di continuo i suoi minuscoli gioiellini senza chiedere grant extra . Ad esempio , sfruttando le caratteristiche del silicone , era riuscito a nascondere i suoi tester negli oggetti più strani . Nelle fasi di gioco Jack era analizzabile come un libro stampato grazie alle 4 microsonde annegate nel paradenti . Grazie a questo oggetto di per se privo di valore , Killian era in grado di verificare variazioni di potenziale elettrico , modificazioni del pH , concentrazione di istamina , serotonina , contenuto in glucosio della saliva ecc. ecc. . Interagiva perfettamente con quanto innestato sottocute durante la mischia chiusa . Ciò che impressionava era la affidabilità delle sue creature . Infatti il paradenti di Jack finiva quasi sempre dalla bocca alla pozzanghera come quella volta di Sondalo dove una megarissa aveva coinvolto anche il pubblico La rappresentanza milanese mezza vestita e mezza nuda era scappata via di corsa . Non c’era stato il tempo per ricuperare gli effetti personali. e Jack in quella occasione era stato subito spiaggiato con una legnata ricevuta da dietro. Fu ben felice di risvegliarsi al casello di Cormano sul sedile posteriore della Golf della fidanzatina . Non fece nemmeno la finta di proporsi per la guida . Intanto i sensori erano finiti assieme al paradenti sul fondo della pozzanghera : irrecuperabili .
Al Giuriati ,quella domenica Jack era determinato a non farsi coinvolgere in una rissa . In fila con i compagni per il saluto al centro campo ,con il paradenti mezzo fuori dalla bocca per respirare meglio , si accingeva a giocare una di quelle partite sulla difensiva , che non ti rendono al momento orgoglioso , ma che quando vengono riesumate dopo i 50 anni ti danno l’imptressione di potere parlare con competenza a Mauro Bergamasco .
Lo scatto bruciante Jack non lo aveva mai avuto ma ciò che sicuramente stava perdendo era il coraggio di placcare l’avversario a testa bassa , con cattiveria , senza pensare alle conseguenze. La sensazione di preferire posizioni più protette bruciava nel petto di Jack soprattutto quando in formazione attendeva che scendesse il pallone calciato a campanile con tutti gli avanti avversari che gli si precipitano addosso e sembrano volere fare di te una moquette Trepalme .In fase di recezione per lunghissime frazioni di secondo non si ha alcuna possibilità di proteggersi e quando invecchi lasci più volentieri che siano gli altri ad avanzare e saltare . Poi con gli anni le brutte figure si dimenticano , così come si rimuove l’impressione di essersi risparmiati in campo.Jack si fermava spesso a pensare da quanti anni lisciava la palla ovale .Erano circa dieci anni ed il fatto gli dava molto piacere .
Considerava il rugby nel conscio e subconscio come uno sport d’elite , visto che a praticarlo erano un ristretto numero di gentiluomini , basti pensare che i selezionatori aveva pescato adepti soprattutto dagli oratori di Quartoggiaro e dalla Barona . Il concetto del fair play inglese espresso dalle candide maglie della rosa , lo aveva sempre affascinato e tante volte aveva avuto l’impressione di non essere nato a Cardiff solo per un dirottamento della cicogna . poco ci marciava nel senso che non ne perdeva uno .
Il coordinatore capo della Fida Research era Greg Digmann . Anche Diggy era molto giovane per il delicato ruolo che gli era stato affidato , tanto che molti anziani dell’esecutivo non capivano da dove fosse arrivata la raccomandazione a fargli fare carriera visto che non c’era un chiaro padrino politico . Ma Diggy non si era mai curato delle male lingue e passo per passo era finito a ricoprire diverse cariche importanti . Tra queste era stato designato responsabile in prima persona per l’andamento del progetto sperimentale che coinvolgeva Jack . A lui spettavano tutte le decisioni importanti e lui aveva deciso che quella sarebbe stata l’ultima domenica prima dell’ora zero . Jack amava la fatica , ma soprattutto amava raccontarla sulla panchina degli spogliatoi circondato dal vapore della doccia a partita conclusa . La fine del primo tempo voleva dire tè molto zuccherato , talmente bollente da fargli sentire il faringe in caramello per interminabili secondi .Caramello = pausa = per 15 minuti non prendi botte .
Il secondo tempo iniziava sempre troppo presto e per Jack c’era già la prima mischia chiusa . Quattro strati di uomini da spostare prima di vedere di nuovo il cielo . Subito rischiarati , Jack era finito di nuovo a terra dolorante per un terribile frontino subito dall’ala avversaria .Ci mise non poco a riprendersi , forse 15 secondi , il tempo di ricevere una secchiata di acqua sporca in faccia . La rianimazione veniva eseguita utilizzando rigorosamente un unico secchio di acqua che dopo dieci minuti di gioco conteneva solo ” fango” . “L’ottava circonvoluzione” di Jack era zeppa di queste sensazioni che sembravano mischiarsi come ruscelli di lava in fase fisica incerta . Sicuramente la volta successiva si sarebbe alzato prima dell’avvento del secchio . Le emozioni collegate al rischio , alla paura del dolore , alla eccitazione del contatto violento erano conservate nelle circonvoluzioni più profonde e meno perlustrabili con i mezzi messi a disposizione dai bioingenieri . Alla FIDA erano in molti tra i neurofisiologi ad occuparsi di questa problematica . Sopratutto nei laboratori del primo livello erano stati fatti tentativi per mettere ordine nelle circonvoluzioni a rischio di ubbidienza . Si era cercato di addomesticarrle attraverso ripetute riconversioni, ma era stato un compito disperato . Paradossalmente l’ “Ottava circonvoluzione ” faceva del disordine una delle sue armi di difesa più efficaci . Era una circonvoluzione imprevedibile e questo gli permetteva di prendere il sopravvento senza preavviso sul resto del cerebro contattabile . Una contro trenta , ma al momento giusto dava l’impressione di prevedere che tipo di impulso gli sarebbe arrivato e dribblare il condizionamento . L’ottava assieme alla settima e alla seconda erano responsabili dell’esperienza . Nel momento in cui dalla ottava circonvoluzione veniva messo in pista un ricordo , Jack era in grado di rivivere il fatto come dal vivo( simile al deja vu’) . Ne subiva il fascino ed il condizionamento .Sognava ad occhi aperti . Tutti i sensi venivano coinvolti , tutti i comandi subivano la verifica dall’ottava e non ne passava uno senza il lasciapassare .Erano queste le fasi in cui nessun dispenser era in grado di fare produrre sostanze autologhe in grado di modificare il comportamento e l’umore . Dagli uffici dell’Esecutivo c’era chi aveva già mostrato preoccupazione per questo comportamento . Avrebbe potuto un giorno prendere il sopravvento sulle zone limitrofe, molto più passive , e condizionare il buon andamento della sperimentazione . I falchi erano stati ad un passo dall’ eburnizzarla con terapia stereotassica . Si trattava di applicare una tecnica abbastanza nuova di cristallizzazione di una porzione del cervello senza arrecare danno a parti vicine , con una precisione di 0.003 mm3. Diggy riuscì a convincere il Presidente a soprassedere e si decise per un niente di fatto . Diggy ci teneva moltissimo perchè , da dati ancora non del tutto confermati sembrava che la “8″ fosse anche la sede del patrimonio artistico di Jack . Era troppo azzardo rischiare di annullarla e perdere il potenziale creativo del campione . Jack infatti era stato segretamente selezionato tra 334 soggetti inizialmente scelti durante l’iscrizione all’esame di Clinica Chirurgica di fronte al Pad. Monteggia e poi scremati attraverso test fisici , comportamentali e sopratutto perchè ai test attitudinali aveva dimostrato di possedere un altissimo talento artistico . G8 venne accettato e tenuto sotto pseudocontrollo con il soprannome di “Giotto” visto che frequentemente portava Jack ad esprimersi graficamente.
Quel tormentone veniva tollerato affettuosamente nonostante a volte imponesse turni di lavoro forzati per riprogrammare scenari e replicanti da mettere a contatto con Jack .
Jack intanto era stato colpito duro dal pilone avversario mentre in touch cercava di proteggere la palla che a sua volta non ne voleva sapere di rimanergli tra le mani .
Il male misto al duro del fondo del Giuriati aveva creato uno squilibrio acido base a livello sinaptico tale da rallentare gli impulsi provenienti dalla sezione memoria - archivi . Questo portò il cervello di Jack a liberare il resto del cerebro dal condizionamento di Giotto e a rialzarsi prima che lo spettro del ragazzo con il secchio di acqua lercia fosse troppo vicino . Due secchiate erano troppo. La discesa di tre boccate di pasto baritato era servita a rianimarlo poco prima, ma non aveva lasciato un buon ricordo . Il rugby aveva fatto cambiare abitudini climatiche a Jack . Più brutalmente il ghiaccio nelle scarpe chiodate gli aveva fatto saltare molti dei termorecettori . Altri erano si erano grippati due mesi prima , una notte di dicembre nel parcheggio degli autobus di Cervinia .
Era l’unico posto in cui potersi appartare chiuso nei 2 metri quadrati della R4 con una generosa ragazza di Parma . I vetri si erano ovviamente appannati subito ma la temperatura a macchina spenta era scesa sotto i 5° . Freddo e novità erano state la causa di una imbarazzante rapidità d’esecuzione . Dal laboratorio la cosa era stata analizzata con serietà perché nei mesi successivi sembrava che Jack avesse un poco rinunciato a interagire con il seso femminile , archiviando soprattutto la pratica riguardante la signorina di Parma .
Il Presidente , Prof Hans Aufrich era saltato su tutte le furie quando gli venne mostrato il rapporto sul comportamento di Jack intitolato : ” Stati comportamentali sessuali ed analisi del rapporto eterosessuale” .Dava l’impressione che si trattasse l’argomento come si studia l’usura di una protesi mammaria , senza un minimo di passione .
Per motivi economici la sezione responsabile, aveva subito una riduzione drastica del personale . Ciò spiegava la modestia con la quale era stato preparato il dossier e soprattutto la poca fantasia e sensibilità con la quale si proponevano soluzioni al problema .La goccia che fece traboccare il vaso furono le soluzioni proposte per superare il problema e riportare Jack nel mondo dei vitelloni .
Veniva proposto in prima fase l’acquisto di una cassa di riviste hard con Ilona Staller che in fumetto si rivolge direttamente a Jack con un sistema di ologrammi . In seconda fase si sarebbero organizzati contatti di tipo fisico con replicanti di sesso femminile costruite dalal FIDA in Naturlatex , di aspetto compatibile con le coetanee di Jack , ma senza grande ricerca per i contenuti intellettuali . Per il Presidente tutto ciò era banale : prima il libretto d’istruzioni con le illustrazioni , poi la scatola di montaggio . Ci voleva qualcosa di più coinvolgente anche a rischio di creare un replicante caro da dedicare solo a questo esperimento saltando la fase da pagine patinate .
Digman era salito di grado pochi mesi prima che la selezione della Casa madre fosse caduta su Jack. Aveva avuto modo di studiare tutto il suo Dossier grazie al fatto di avere libero accesso allo studio di Aufrich . Pur essendo ancora un cadetto , godeva della stima del capo che lo lasciava assistere alle riunioni e non gli faceva mistero delle sue perplessità ed ansie . Il giovane ricercatore aveva preso particolarmente a cuore il prototipo vivente e si stava facendo una cultura sui capitoli: “Stato comportamentale ed apprendimento ” e su ” “Inserimento nel sociale e nel mondo del lavoro” . I testi erano tomi da 2-3000 pagine , che prevedevano verifiche su batterie interminabili di test. A queste si sovrapponevano analisi che mettevano a confronto esperienze precedenti e si confrontavano con quanto pubblicato da altre multinazionali .I rallentamenti erano dovuti alla lettura di finti lavori manganizzati ai buoni , scritti ad arte per partecipare ad solito concorso pubblico .
In questi fiumi di parole e di grafici a forma di traliccio , anche Digmann arrivò a comprendere l’importanza di dedicare delle replicanti di buona fattura , magari in Naturalatex , allo studio. Spazio nelle officine e fondi per costruire un Tipo1 erano limitati . Per accontentare il Presidente si sarebbe fatto uno sforzo collettivo per allestire almeno 3 soggetti tipo 2 , ma ci voleva tempo , almeno 2 anni.
Caratteristiche corporee dei replicanti
Tipo 4 : replicante accettabile a non meno di 10 metri di distanza . Ottimo per rappresentare un passeggero di un volo aereo , uno spettatore di cinema e teatro , un casellante autostradale ,uno sciatore visto dalla funivia ed un turista in spiaggia libera . Viene riciclato solo negli indumenti . Nel tempo può essere reintrodotto ed ambientato per diverse fasi dello studio mantenendo gli stessi lineamenti e cambiando indumenti .
Tipo 3 : replicante utilizzato per contatto verbale e fisico limitato alla stretta di mano e pacca sulla spalla . Temperatura corporea riscaldata solo a livello della testa e degli arti superiori . Utilizzabile come giocatore di tennis , compagno di Università , docente universitario , commesso del Panino Giusto . Si tratta di un replicante smontabile e riciclabile .
Tipo 2: replicante spogliabile anche nudo. Ha tegumenti elastici sollevabili in pliche ,è omeoterma , è invecchiabile ,modificabile nei volumi , operabile , caricabile con programmi comportamentali anche complessi . In qualità di di paziente : si infetta , guarisce , si traumatizza facilmente ,e può riportare esiti di ustione , di incidente automobilistico sportivo .
E’ smontabile e riciclabile
Tipo 1 : come il 2 , verificato attraverso test da sforzo per durare senza manutenzione 30 anni ( tempo valutato per portar a termine lo studio ) caricato con programmi di eidomatica e robotica al fine di potere rispondere in tempo reale alle sollecitazioni da laboratorio . Non riciclabile .