Vero o falso?
Thursday, May 8th, 2008Vi racconto una storiella, stranamente a lieto fine, allo scopo di farvi sorridere ma soprattutto di stimolare in voi la curiosità nello scoprire se si tratta di un fatto vero o falso.
Partiamo dal presupposto che nella pratica quotidiana la realtà batte la fantasia 4-1.
Quando vengono riportate notizie sui giornali riguardanti gli incidenti in Sanità la chirurgia plastica e le richieste di risarcimento sono i protagonisti indiscussi.
Le sentenze sono quasi sempre contro i medici e le cifre che il malcapitato chirurgo deve versare al paziente insoddisfatto sono a 4 zeri.
I titoli più recenti riguardano un seno mal riuscito in una attrice poco conosciuta o labbra gonfiate in modo asimmetrico in una signora che per questo motivo ha perso il marito.
E’ difficile leggere di un paziente che fa causa ad un chirurgo e la perde. Non fa notizia.
La storia
Qualche anno fa fanno visita una mamma manager assieme alla figlia proiettata verso una brillante carriera da velina.
Viene richiesta una correzione di una gobbetta al naso associata a liberazione delle fosse nasali ostruite per un trauma subito alcuni anni prima. C’è un problema funzionale che ha già individuato un otorino e c’è di mezzo la solita assicurazione alla quale la mamma manager chiederà il rimborso spese.
La giovane ha difficoltà nell’esprimere le proprie volontà travolta dalla esuberanza della mamma che esibisce book, casting, classifiche di concorsi di bellezza, ombre e luci di una futura star del piccolo e grande schermo. Non siamo ancora ai calendari.
Arrivano alla mia osservazione dopo essere passati attraverso altri specialisti otorini ma dovendosi preparare per le selezioni di Miss Italia viene richiesto un profilo particolare capace di rendere il volto abile ed arruolato per la coroncina .
L’intervento viene programmato seguendo le regole classiche. Vengono spiegati i limiti e le possibilità della chirurgia. La paziente viene ricoverata, operata e dimessa .
L’intervento porta ad un miglioramento della respirazione, riduce le dimensioni del naso e tutto sembra proseguire bene nei controlli fino alla partenza per le finali di Salso Maggiore.
Finalmente arriva il giorno delle finali. C’è la tensione delle grandi sfide. La mamma manager segue la figlia in tutti i preparativi. Arriva a telefonare a tutti noi affinché si mandi un sms al numero di testiera della figlia per aumentare con il voto da casa le chances di vittoria .
La ragazza supera diverse selezioni ma tragicamente si ferma davanti allo scoglio delle migliori 40 finaliste.
Da lì inizia la tragedia. Tornata a casa, il naso non va più bene e soprattutto questo diventa la causa dell’insuccesso, dell’inizio di problemi funzionali, dello stato depressivo in cui entra la ragazza. Inizia la descrizione di una serie di complicanze legate all’intervento simili a quelle che si tirano fuori quando a seguito di un tamponamento anche lieve si parla di colpo di frusta , vertigini e cefalea. I rapporti tra le parti si deteriorano. La mamma con figlia incominciano a farsi visitare da diversi specialisti sperando di trovare un cecchino che metta nero su bianco tutte le responsabilità del chirurgo operatore.
Dopo 4-5 tentativi si trova sempre chi esprime un giudizio colpevolista. Anche perché la perizia costa 200-300 euro e si deve dare un minimo di soddisfazione alla cliente. Da questo giudizio scritto e firmato parte il progetto della mamma manager rivolto ad ottenere la testa del chirurgo su un vassoio d’argento. Sicura della vittoria fa sottoporre la figliola ad un secondo costoso intervento chirurgico all’estero, tanto pagherà il primo operatore.
Viene scelto un chirurgo francese che in epoca di mondiali di calcio dopo la testata di Zidane non può mostrare solidarietà nei confronti del collega italiano .
Parte la richiesta di risarcimento per danni gravi e la pratica viene affidata ad una coppia di professionisti (avvocato e medico legale) nati per demolire chiunque faccia uso di un ferro chirurgico .
La causa non fa esclusione di colpi. Vengono richieste perizie psichiatriche. Durante le operazioni peritali la mamma manager, a modi spot pubblicitario, interviene urlando e inveendo contro l’operatore che gli ha massacrato la figlia rallentandone la carriera televisiva, cercando di condizionare i periti .
L’avvocato di parte dubitando della genuinità delle immagini preoperatorie arriva a chiedere perizie informatiche.
In più di una occasione viene ribadito il concetto che si vuole arrivare all’interdizione del chirurgo. Raggiunta la prima perizia, il consulente del tribunale viene ricusato perché non sufficientemente penalizzante nei confronti del chirurgo . Vengono richiesti ulteriori verifiche e così via fino al 24 aprile 2008: tre anni di via crucis .
Il 24-aprile 2008 un giorno prima della liberazione viene emessa la sentenza .
Chirurgo assolto , non c’è colpa , e paziente obbligata a pagare tutte le spese legali.
Questa storia può essere vera o falsa ma deve fare riflettere coloro che cercano di approfittarne di un intervento chirurgico.
In Italia la legge è ancora una cosa seria .
Vero o falso ?
Vi dico solo che quando ho telefonato a casa per annunciare che avevo vinto, prima che specificassi che cosa, mi sono sentito rispondere che era ora visto che da circa 3 mesi non portavo a casa un set a tennis.

