Archive for the ‘Burocrazia’ Category

Vero o falso?

Thursday, May 8th, 2008

Vi racconto una storiella, stranamente  a lieto fine, allo scopo di farvi sorridere ma soprattutto di stimolare in voi la curiosità nello scoprire se si tratta di un fatto vero o falso.
Partiamo dal presupposto che nella pratica quotidiana la realtà batte la fantasia 4-1.

Quando  vengono riportate notizie sui giornali riguardanti gli incidenti in Sanità la chirurgia plastica e le richieste di risarcimento sono i protagonisti indiscussi.
Le sentenze sono quasi sempre contro i medici e le cifre che il malcapitato  chirurgo deve versare  al paziente insoddisfatto  sono a 4 zeri.
I titoli più recenti riguardano un seno mal riuscito in una attrice poco conosciuta o labbra gonfiate in modo asimmetrico in una signora  che per questo motivo ha perso il marito.
E’ difficile leggere di un paziente che fa causa ad un chirurgo e la perde. Non fa notizia.

La storia
Qualche anno fa fanno visita una mamma manager assieme alla figlia proiettata verso una brillante carriera da velina.
Viene richiesta una correzione di una gobbetta al naso associata a liberazione delle fosse nasali ostruite per un trauma subito alcuni anni prima. C’è un problema funzionale che ha già individuato un otorino e c’è di mezzo la solita assicurazione alla quale la mamma manager chiederà il rimborso spese.
La giovane ha difficoltà nell’esprimere le proprie volontà travolta dalla esuberanza della mamma che esibisce book, casting, classifiche di concorsi di bellezza, ombre e luci di una futura star del piccolo e grande schermo. Non siamo ancora ai calendari.
Arrivano alla mia osservazione dopo essere passati attraverso altri specialisti otorini ma dovendosi preparare per le selezioni di Miss Italia viene richiesto un profilo particolare capace di rendere il volto abile ed arruolato per la coroncina .
L’intervento viene programmato seguendo le regole classiche. Vengono spiegati i limiti e le possibilità della chirurgia. La paziente viene ricoverata, operata  e dimessa .
L’intervento porta ad un miglioramento  della respirazione, riduce le dimensioni del naso e tutto sembra proseguire bene nei controlli fino alla partenza per le finali di Salso Maggiore.
Finalmente arriva il giorno delle finali. C’è la tensione delle grandi sfide. La mamma manager segue la figlia in tutti i preparativi. Arriva a telefonare a tutti noi affinché si mandi un sms al numero di testiera della figlia per aumentare con il voto da casa le chances di vittoria .
La ragazza supera diverse selezioni ma tragicamente si ferma davanti allo scoglio delle migliori 40 finaliste.
Da lì inizia la tragedia. Tornata a casa, il naso non va più bene e soprattutto questo diventa la causa dell’insuccesso, dell’inizio di problemi funzionali, dello stato depressivo in cui entra la ragazza. Inizia la descrizione di una serie di complicanze legate all’intervento simili  a quelle che si tirano fuori  quando a seguito di un tamponamento anche lieve  si parla di  colpo di frusta , vertigini  e cefalea. I rapporti tra le parti si deteriorano. La mamma con figlia incominciano a farsi visitare da diversi specialisti sperando di trovare un cecchino che metta nero su bianco tutte le responsabilità del chirurgo operatore.
Dopo 4-5 tentativi si trova sempre chi esprime un giudizio colpevolista. Anche perché la perizia costa 200-300 euro e si deve dare un minimo di soddisfazione alla cliente. Da questo giudizio scritto e firmato parte il progetto della mamma manager rivolto ad ottenere la testa del chirurgo su un vassoio d’argento. Sicura della vittoria fa sottoporre la figliola ad un secondo costoso intervento chirurgico all’estero, tanto pagherà il primo operatore.
Viene scelto un chirurgo francese che in epoca di mondiali  di calcio dopo la testata di Zidane  non può mostrare solidarietà nei confronti del collega italiano .
Parte la richiesta  di risarcimento per danni  gravi e la pratica viene affidata ad una coppia di professionisti (avvocato e medico legale) nati per demolire chiunque faccia uso di un ferro chirurgico .
La causa non fa  esclusione di colpi.  Vengono richieste perizie psichiatriche. Durante le operazioni peritali la mamma manager, a modi spot pubblicitario, interviene urlando e inveendo  contro l’operatore che gli ha massacrato la figlia rallentandone la carriera televisiva,  cercando di condizionare i periti .
L’avvocato di parte dubitando della genuinità delle immagini preoperatorie  arriva a chiedere perizie informatiche.
In più di una occasione viene ribadito il concetto che si vuole arrivare all’interdizione del chirurgo. Raggiunta la prima perizia, il consulente del tribunale viene ricusato perché non sufficientemente penalizzante nei confronti del chirurgo . Vengono richiesti ulteriori verifiche e così via fino al 24 aprile 2008: tre anni di via crucis .
Il 24-aprile 2008 un giorno prima della liberazione viene emessa la sentenza .
Chirurgo assolto , non c’è colpa , e paziente obbligata a pagare tutte le spese legali.

Questa storia può essere vera o falsa ma deve fare riflettere coloro che cercano di approfittarne di un intervento chirurgico.
In Italia la legge è ancora una cosa seria .
Vero o falso ?

Vi dico solo che quando ho telefonato a casa per annunciare che avevo vinto, prima che specificassi che cosa, mi sono sentito rispondere che era ora visto che da circa 3 mesi non portavo a casa un set a tennis.

Conan il barbaro e i baroni della sanità

Thursday, February 14th, 2008

La pellicola “Conan il barbaro” non è mai stata presa sul serio dalla critica cinematografica che conta . Il protagonista , Arnold Schwarzeneger mostrava una massa muscolare inversamente proporzionale alla abilità di recitare .Ciò nonostante è stata prodotta anche una seconda parte “ ….il distruttore .” in cui recitava Grace Jones .

E’ stato proposto una serie interminabile di volte in televisione, ultimamente soprattutto a notte tarda .

Poco tempo fa , facendo zapping mi sono trovato a film iniziato più o meno alla scena del tempio .E’ stata una folgorazione ! Mi si è rivelata una nuova chiave di lettura .

Il film inizia con Conan bambino , 6-7 anni , coinvolto nella distruzione del villaggio da parte di un gruppo di guerrieri feroci , contraddistinti dal simbolo di due serpenti attorcigliati ,alla ricerca dell’acciaio per forgiare spade e corazze. Il padre , esperto armaiolo , viene subito ucciso , le case incendiate , le donne stuprate , la madre viene decapitata a distanza di pochi metri di pellicola , con Conan che la tiene per mano . Il bambino viene messo in catene e condotto nel deserto .

Per 10 anni vive in schiavitù con altri prigionieri in condizioni disumane. Passa le sue giornate a spingere una pesantissima ruota di pietra per alimentare una specie di macina . Sviluppa un fisico forte e muscoloso .

Unico sopravissuto a tutto ciò arriva il giorno in cui viene staccato dalla macina per essere impiegato nei combattimenti senza esclusione di colpi dove la gente scommette su chi porta a casa la pelle .

Supera anni di duelli contro combattenti poco felici di essere fatti a pezzi e si guadagna la libertà . Decide a questo punto di andare alla ricerca della allegra compagnia di guerrieri che per 20 anni gli hanno reso la vita impossibile. Dopo lungo viaggiare Conan raggiunge una terra dove il popolo vive adorando il simbolo dei dei due serpenti attorcigliati .

Raggiunge un santuario a forma di piramide, dimora del serpente , e si mischia a migliaia di persone che pregano in ginocchio in attesa che appaia il grande sacerdote . Il regista inquadra a lungo questa massa in adorazione del simbolo dei due serpenti incrociati . Conan fa fuori un apostolo per fregargli la tunica e sale la lunga scala che porta alla sommità della piramide .

Alla apparizione del sacerdote capo della setta , scopre che è proprio colui che gli ha decapitato la madre . Si arma di coltello per ucciderlo , arriva quasi al cospetto del sacerdote ma viene smascherato dalle guardie e neutralizzato .

Il sacerdote a questo punto con espressione particolarmente stupita chiede a Conan per quale motivo volesse ucciderlo. Conan disperato si fa riconoscere e ricorda al cattivone tutto ciò che gli aveva combinato .

Lo stupore del sacerdote aumenta :“ Perché vuoi uccidermi ? Tu dovresti essermi riconoscente . Tutto quello che ti ho fatto passare ha sviluppato in te il desiderio di ribellarti , di distinguerti dalla massa . Io ho fatto in modo che tu sia diverso dalla massa che sta ai piedi della piramide, in ginocchio , in adorazione . “

Il sacerdote sempre più con gli occhi iniettati di sangue gli risponde :” Mi deludi , ti ho dato gli stimoli per sviluppare una tua identità .Dovresti ringraziarmi !!!” A quel punto, non meritandosi il rispetto del santone , Conan viene legato all’albero della morte . Il resto è storia . Se non ve la ricordate , su richiesta posso raccontarvela .

 

Proviamo a traslare la favola di Conan nell’ambito medico: nella formazione di un chirurgo in mancanza di sfide difficili , che sviluppino un sentimento di rivalsa è più facile che vengano fuori figure mediocri piuttosto che grandi protagonisti .

 

Il santone = vecchio chirurgo barone . Sono qui per recitare il mea culpa . Io come Conan sono arrivato ad odiare il santone che godeva nel rendermi la vita impossibile .

Mi mancava la chiave di lettura . Non capivo che la vita di corsia che ho vissuto negli anni ’80 e ’90 , difficile come quella di una caserma di marines , era la base per l’addestramento alle grandi imprese a volte impossibili .

A quell’epoca il giovane assistente che sognava il bisturi era in realtà candidato a passare mesi a pipettare urine per gli esami chimici . Si poteva parlare al Direttore solo per interposta persona . Solo dopo alcuni anni era possibile guardare il barone negli occhi . Ai tempi non c’erano alternative . Solo chi resisteva si avvicinava al verde della sala operatoria .

Adesso gli studenti che frequentano un reparto per fare la tesi , già al sesto anno hanno libero accesso al tavolo operatorio . Non c’è da fare a pugni , e questo li rende meno attenti a conquistarsi la posizione .

Con la caduta dei baroni , è venuta meno la miccia che accendeva l’orgoglio personale e la voglia di farcela a tutti i costi .Il cattedratico con il camice lungo fino a terra ed il codazzo di assistenti alla Dott. Terzilli era capace di farti piangere ma, se resistevi alle umiliazioni, ti faceva nascere la voglia di dimostrare che si erano sbagliati a considerarti un incapace. A me è successo così.

L’esperienza chirurgica è iniziata per caso ed è stata caratterizzata da una serie di difficoltà , umiliazioni , ed ostacoli simili a quelli passati da Conan . Io sono arrivato ad odiare certi personaggi che mi hanno reso la vita difficile ma Conan mi ha dimostrato che sbagliavo . Capisco che il mio esempio potrebbe essere interpretato come un fenomeno isolato . Non è così . Interrogate la maggioranza dei primari di chirurgia plastica della Lombardia che sono più o meno miei coetanei. Hanno tutti vissuto una vita da sentinella in guardiola per lunghi anni .

Chissà oggi come reagirebbe un giovane assistente alla richiesta di portare fuori per una intera estate il cane a fare i suoi bisogni mentre il direttore è al mare ? Oppure , come si sentirebbe il neospecializzando a stare sotto casa del cattedratico in attesa che cadano le palline da ping pong per ricuperarle ? Poco importa se questi corrispondano a fantasie o fatti realmente accaduti .

Quello che sicuramente tutti noi abbiamo provato sono le umiliazioni di sala operatoria o di corsia , cicatrici indelebili . A volte ritornano come fatti irreali ed il tempo tende a renderle meno violente .

Doppio messaggio :1) rivalutazione della vecchia repubblica 2) attenzione ai nuovi vertici della sanità : questa situazione di indifferenza scambiata per buonismo rischia di creare una generazione di chirurghi poco appassionati .

Bilancio 2007: perchè faccio il chirurgo

Monday, January 28th, 2008

Fine dell’anno 2007: è ora di fare un bilancio.

ARTIAMO CON LE COSE NEGATIVE :
A gennaio ho firmato una partnership con una famosa ditta che produce ferri chirurgici in Germania . Diversi prototipi di ferri che ho progettato sono stati approvati e la ditta ha promesso di mettere in produzione . Ho continuato a collaborare con la ditta sperimentando nuove soluzioni e perfezionando le vecchie fino a novembre .Si tratta di un sistema innovativo di strumenti in grado di rendere più facili gli interventi su naso .A dicembre , al momento di tirare le somme , anche quelle economiche , la ditta si è volatizzata .Il presente della Signora Kristine responsabile del progetto è misterioso quanto quello di Ronaldo .
Contemporaneamente mi sono occupato di insegnamento . Una importante Università del nord mi ha commissionato dei corsi di dissezione anatomica sul naso allo scopo di perfezionare le basi tecniche dei partecipanti . Dovendo far fare pratica agli iscritti il corso prevedeva dissezione anatomica su cadavere . Siccome ciò è vietato in Italia mentre è permesso in Francia il corso si è tenuto a Nizza . In questo caso l’Università è stata generosa nel senso che mi ha offerto un lauto compenso : 3500€. Ovviamente non potendo darmi i soldini in mano mi ha proposto di acquistare uno strumento chirurgico o un apparecchio elettromedicale del valore corrispondente mandando poi la fattura alla Facoltà.
Pochi giorni fa la ditta che mi a fornito l’apparecchio mi ha chiesto di pagare di persona visto che l’Università nonostante i diversi solleciti non ha mai saldato il conto.
Nel mese di marzo ho passato 6 ore con i N.A.S. a cercare di fargli capire che sono un medico coscienzioso e penso solo al bene del mio paziente.

PASSIAMO ALLE COSE POSITIVE
Ad aprile sono andato in missione in Egitto . E’ stata una bella esperienza . Lavorare in condizioni difficili come in quel Paese mi ha fatto apprezzare i piccoli ostacoli che devo superare giornalmente negli ospedali Milanesi .Soprattutto è stato bello avere la sensazione che il linguaggio chirurgico è universale e ti fa superare confini etnici e religiosi .Ovviamente si tratta di volontariato .
L’Università di Milano mi ha confermato nei ruoli dell’insegnamento che avevo l’anno scorso . Ho svolto un corso elettivo di chirurgia plastica per l’Università vita Salute dell’Ospedale San Raffaele e questo mi da molta soddisfazione perché gli studenti di medicina del San Raffaele non sapevano che la chirurgia plastica ricostruttiva è una materia così interessante .
Sono diventato consulente per questo Ospedale ed in un anno abbiamo riparato di tutto con buon successo nonostante i casi fossero a volte molto impegnativi .
Sono andato ad operare due ragazzi vittime di un pirata della strada presso l’Ospedale di Cefalù.
Le loro gambette stanno finalmente e bene ed hanno potuto festeggiare in famiglia il Natale .
Presso il mio Ospedale tra gambe ricostruite , volti riparati , braccia riportate al corretto utilizzo , addomi richiusi ecc.ecc. 500 sono i soggetti che ci hanno fatto sentire la loro riconoscenza .

PASSIAMO ALLA SOMMA
Mi sembra molto semplice : meglio che mi occupo di chirurgia e tralasci per il 2008 le varie attività che ci girano attorno .

Chirurgia ricostruttiva: paradossi dei rimborsi regionali

Monday, December 10th, 2007

Per sette anni ho svolto la mia attività di chirurgo plastico in una struttura privata convenzionata.

Questo vuol dire che lavoro quale dipendente di una clinica privata che ha stipulato con la Regione una convenzione. La struttura si prende carico dei tipo di paziente che la Regione autorizza a curare.

Si tratta di pazienti da ricostruire. Ad ogni patologia e ad ogni intervento corrisponde un codice. Ad ogni codice corrisponde una cifra che la Regione a fine anno riconosce alla struttura per l’attività svolta. Il privato cittadino può scegliere tra l’ospedale pubblico e la clinica privata . In entrambe i casi, con la sola impegnativa del medico di base, viene visitato e se viene formulata indicazione per un intervento chirurgico viene messo in nota ed operato a spese dello Stato. LA CLASSIFICAZIONE DELLE MALATTIE E DELLE CURE RIENTRA IN UN SISTEMA RIASSUNTO NEL TERMINE D.R.G..

Gli interventi accettati dal Sistema Sanitario Nazionale debbono rivolgersi al ripristino della funzione e non alla correzione di inestetismi a meno che questi non facciano parte di malformazioni congenite o siano la conseguenza di traumi o rimozione i tumori. In parole semplici con il S.S.N. si possono fare interventi di chirurgia ricostruttiva e non interventi di chirurgia estetica. Da un punto di vista economico, l’entità del rimborso Regionale per questo tipo di interventi non supera 1/3 di quando viene chiesto per la stessa procedura eseguita privatamente sia in Italia che nel resto del mondo.

Applicando questa formula ben integrata nel Sistema Sanitario della Regione Lombardia ho eseguito in 7 anni circa 4000 interventi. La maggioranza dei pazienti sono risultati lombardi ma spesso mi sono trovato ad operare su soggetti extraregione che sono i benvenuti dall’amministrazione perché non rientrano nei limiti imposti al numero di prestazioni rimborsate annualmente.

Paradosso : Questo vuole dire che ogni reparto ha un “budget”. Se il 30 dicembre di ogni anno è stato sforata la cifra imposta dalla Regione ed arriva un paziente da ricostruire, la procedura viene rimborsata solo se il soggetto è residente in una regione diversa dalla Lombardia. Per evitare questo rischio i reparti che hanno raggiunto il budget chiudono per vacanza a Natale e mandano il personale in ferie… Cosa ne penserà l’Onorevole Maroni?

Sempre a proposito di mammella

Sunday, November 25th, 2007

Quando questa per il peso si allunga e si approfondisce il solco sottomammario crea seri disagi alla paziente. Può succedere dopo dimagramenti gravi. Può succedere dopo diverse gravidanze . Quando la distanza tra l’areola e il giugulo diventa 30-40 cm si vive questo dimorfismo con grave disagio . In tutto il mondo questa patologia prende il nome di ptosi di III grado . La sua correzione che prende il nome di mastopessi è coperta dalle assicurazioni , case mutua ecc.ecc. .

La Società Italiana di Chirurgia Plastica nelle sue linee guida la mette tra le patologie da considerare di interesse funzionale e non estetico quindi eseguibili in convenzione .

Tra le cartelle che mi sono state contestate e quindi non rimborsate per le spese affrontate ci sono tutte le mastopessi che ho eseguito nel 2006 .Erano praticamente tutte donne che avevano subito dimagramenti importanti se non interventi di chirurgia bariatrica per correggere stati di obesità . Nella discussione , nonostante si fossero prodotte le immagini dei pazienti e fosse chiaro che non si trattava di un intervento di rimozione di volume ma di ridattamento del sacchetto cutaneo , non c’è stato niente da fare .
La ptosi mammaria di III grado rappresenta una delle patologie che non mi sento più di eseguire in convenzione .
Paradosso : l’obesità è considerata una patologia grave di interesse nazionale. Propio ieri alla televisione – tramissione 33 su RAI 2 veniva riportata % di pazienti obesi nel nostro paese =8%.Se non trattata produce un aggravio della spesa pubblica per tutte le complicanze di carattere generale a cui va incontro il grande obeso(cardiopatie , problemi articolari ecc.ecc) . Tutta le procedure di chirurgia bariatrica che permettono di combattere l’obesità sono coperte dal sistema sanitario nazionale .Quando una donna dimagrisce 40-50 kg il mantello cutaneo solo in parte si retrae per elasticità . Rimane di solito un grembiule cutaneo a livello del giro vita . Rimane cute in eccesso all’interno delle cosce . Rimangono le braccia cadenti . Rimane il seno svuotato e cadente .
Qualcuno ha deciso che l’addome può esser corretto con una sigla che suona :”…..riduzione di ampiezza “. Seno , cosce , braccia non possono essere correte con il S.S.N.. E’ come se qualcuno avesse decretato la pancia non fa parte dell’estetica del corpo mentre tutto il resto sì.
Forse chi ha fatto le regole aveva una moglie perfetta eccezione fatta che per il grembiule addominale .

Per chi ha problemi di seno arriva la soglia dei 500 gr

Monday, November 19th, 2007

Fino a qualche tempo fa era il chirurgo plastico a decidere se un intervento chirurgico andava fatto o meno . Ciò che contava era il bene del paziente, ossia la correzione era sufficiente che portasse un beneficio sostanzialmente funzionale al soggetto e si poteva fare. Poco contava che oltre ad avere un beneficio funzionale il soggetto usufruisse anche di un beneficio estetico .

Ora le cose sono cambiate . C’è la caccia all’intervento di chirurgia estetica fatto in convenzione.
Chi lo ha fatto , lo fa o lo farà commette un crimine e dallo Stato di conseguenza viene trattato come un criminale .
C’è la guerra alla correzione estetica condotta con mezzi anche coercitivi. Non esagero , c‘è chi è stato prelevato dalla propria abitazione e messo in manette di fronte ai famigliari per poi passare 15 giorni in isolamento . C’è chi è inquisito . C’è chi ha subito tali pressioni psicologiche da abbandonare la sua attività nell’ambito del Sistema Sanitario Nazionale per dedicarsi alla sola attività privata .
Facciamo alcuni esempi per cercare di entrare nel vivo del problema : fino a poco tempo fa la correzione della gigantomastia (seno grande ) veniva considerato dalla Sistema Sanitario Nazionale un diritto del contribuente così come la ricostruzione mammaria post-mastectomia .
Personalmente mi sono adoperato a lungo per operare le pazienti afflitte da questo problema in regime di convenzione . Trovo che il seno voluminoso rappresenti un problema funzionale prima che estetico in misura maggiore se non uguale al seno mastectomizzato , e quindi il paziente abbia il diritto a correggerlo . La paziente con il seno grande e pesante non si sottopone ad un intervento di chirurgia plastica prevalentemente a fini estetici perché nella maggioranza dei casi le cicatrici e la forma del seno anche se migliorata non le permettono di fare carriera da velina . L’intervento viene affrontato con estrema serietà da entrambe le parti quando il peso limita le attività fisiche , crea irritazione nei solchi con il caldo d’estate , sega la clavicola con la spallina del reggiseno , provoca mal di schiena e contrattura dei muscoli del collo .

sanita_blog.jpg

Questo intervento è riconosciuto dal servizio sanitario di tutti i paesi moderni e anche dai paesi in via di sviluppo ( Vedi l’Egitto dove spesso vado in missione ) . Attualmente in Italia affinchè una paziente possa eseguire la mastoplastica riduttiva in convenzione si deve garantire a priori verranno rimossi non meno di 500 gr di mammella per parte . Se per disgrazia ci si ferma a 450 gr l’intervento non viene rimborsato dalla regione ed il chirurgo viene punito dai N.O.C. e dalla sua amministrazione .
Se per assurdo i due seni sono asimmetici con il più piccolo che non rientra nei 500 gr di rimozione per stare dalla parte della ragione secondo voi la Regione come si comporta ?Paradosso : Esiste un modo per sapere durante una prima visita quanto toglieremo ad una paziente portatrice di un seno grande ?Esiste un modo per pesare la mammella prima di operarla? Esiste un modo per stabilire il peso specifico della mammella che varia a seconda che sia più ghiandolare o più adiposa ?Le disposizioni Regionali prendono in considerazione il fatto che il seno di una donna alta 1.90 cm non è paragonabile come dimensioni al seno i una donna alta1 .50 cm La risposta a questi quattro quesiti è NO !.Il lettore sicuramente penserà che i N.O.C. siano abbastanza elastici in questo senso. No e vi spiego perché non possono esserlo . Li hanno elevati al rango di pubblici ufficiali . Se sbagliano vengono giudicati in penale .
Dati alla mano una delle cartelle contestatami dai N.O.C. quest’inverno era proprio una mastoplastica riduttiva che raggiungeva i 450 gr e non i 500.

Queste sono le nuove regole imposte dal sistema .Siccome è impossibile stabilire a priori quanto verrà rimosso , personalmente porrò indicazione alla mastoplastica riduttiva solo nei casi che palesemente superano il limite , meglio addirittura stare sul chilo di peso . In questo modo escludo dalle mie prestazioni con il S.S.N. la maggioranza dei pazienti che mi si presentano con questo problema . I N.O.C. desiderano che io dica al paziente con una mastoplastica inferiore al peso sopraddetto che debbono essere trattati in regime di solvenza .

Chi ci perde e chi ci guadagna? Molto semplice . Anche in questo caso le cifre mantengono le proporzioni solite . L’intervento fatto con il S.S.N. prevede un rimborso globale per la struttura che lo segue di circa 3000€ . Con questa cifra la struttura si paga più o meno le spese . Io vengo lo stesso pagato con il mio stipendio a fine mese che operi o che non operi la paziente di mastoplastica riduttiva . Se la stessa paziente viene operata privatamente sborsa di suo 9000€ con grande vantaggio sia della struttura che del chirurgo. Qualcuno mi può spiegare perché devo rischiare di essere prelevato dai carabinieri di notte e messo agli arresti per accettare di eseguire un intervento di mastoplastica riduttiva under 500gr ?Mettiamo anche che non finisca in galera , alla fine dell’anno la mia amministrazione mi mette al corrente che 15 su 40 pazienti operati di mastoplastica riduttiva non sono stati accettati dai N.O.C. . Rischio come responsabile della Unità operativa di dovere pagare io una multa per il mancato guadagno e soprattutto per la perdita economica subita dall’Istituto .

Novembre: aggiornamenti dal fronte

Tuesday, November 6th, 2007

Come schivare il rappresentante di una compagnia assicurativa sconosciuta che vuole farvi cambiare polizza sulla vita .

1l 29 ottobre attraverso l’intercessione di una cara persona che fa parte del Consiglio della Regione Lombardia dopo due appuntamenti andati a buca ho avuto conferma della disponibilità per un colloquio con un alto funzionario dell’Assessorato alla Sanità della Regione Lombardia .

Alle 16.00, puntuale , salivo le scale dell’Assessorato in Via Pola .Mi ero preparato 4 pagine di argomenti vissuti con la passione del chirurgo che lavora in prima linea e vuole continuare, coltello tra i denti ,a fare quello in cui crede . Mi sono seduto e ripresentato . Già perché era la seconda volta che portavo sul tavolo dell’Assessorato una proposta di lavoro . La prima era sulle prestazioni in semisolvenza . Un ideona che avrebbe potuto fare risparmiare la Regione , l’Ospedale ed il paziente .Il progetto ambizioso era stato commissionato dall’Assessore Borsani che al momento buono era stato ovviamente sostituito ed il mio progetto cestinato .

Il tempo per dire chi ero e alle 16.01 la segretaria avvisava l’alto funzionario che era desiderato altrove con urgenza . Pur non essendoci una epidemia in atto , la rapidità con la quale il mio interlocutore scompariva era doppia rispetto ai tempi di raccoglimento delle scartoffie del mio dossier.

Prima che mi riprendessi dallo shock e chiedessi un eventuale nuovo appuntamento sono stato invitato a rivolgermi alla Regione via Internet La Regione ha un sito .Cliccando sulla rubrica” interpello “che è aperta a tutti i cittadini si può avere risposta ai propri quesiti .

E’ stato un grande insegnamento . Quando incrocerò il famoso rappresentante gli dirò che anche io ho una rubrica sul sito in cui rispondo personalmente a tutte le proposte di contratti e forniture sia sul continente che sulle isole .

Cosa andavo a dire alla Regione ?

Nell’ambito della chirurgia plastica esistono :

(a)interventi puramente funzionali ,

(b)interventi che coinvolgono una componente funzionale ed una estetica

(c) interventi puramente estetici .

Gli interventi con finalità puramente estetica non sono coperti dal Sistema Sanitario Nazionale (es. correzione dei segni dell’invecchiamento del volto ).(c)

Gli interventi rivolti al ripristino di una funzione sono coperti dal Sistema Sanitario Nazionale (es. ricostruzione del labbro superiore dopo lacerazione per trauma meccanico ) .(a)

Facendo seguito all’emanazione dell’Accordo 22 novembre 2001 intercorso tra Governo , Regioni e le regioni e Province Autonome vengono escluse le procedure che rientrano nel caso ( c).

Gli interventi che coinvolgono una correzione funzionale ma anche estetica(b) fanno parte di una “Zona grigia “ dove la copertura o meno da parte del Sistema Sanitario Nazionale non è regolamentata da una normativa .La “Zona grigia” è stato argomento di una conferenza stampa tenutasi il 9 ottobre 2007.

Nella gestione della “ Zona Grigia “ la decisione se fare rientrare o meno un caso nei L.E.A. e quindi potere essere eseguito con il S.S.N. era affidata allo specialista in chirurgia plastica che in caso affermativo chiedeva al medico di base del soggetto di confermargli l’indicazione attraverso la compilazione dell’impegnativa regionale .

Una volta eseguito l’intervento , il rimborso richiesto dalla struttura pubblica o dalla struttura privata convenzionata veniva sottoposto alla verifica da parte dei N.O.C. dell’A.S.L. di competenza . Questi oltre a verificare se la prestazione fosse stata fatta rientrare correttamente tra quelle coperte dal S.S.N. controllano il tipo di ricovero (ambulatoriale , Day Surgery , Ricovero Ordinario ) ed il codice D.R.G. al quale corrisponde la cifra richiesta di rimborso .

Dal giugno 2006 è apparsa una prima normativa riguardante la regolamentazione della “Zona grigia “ limitata agli interventi che possono essere eseguiti in ambulatorio rispetto a quelli erogabili in regime di Day Surgery : Ciò riguarda solo la chirurgia oncologia .

I limiti sono dettati dalle dimensioni , dalla sede e dalla malignità della lesione .

Recentemente con delibera dell’ASL Città di Milano n. 1515 del 10 luglio 2007 e successiva integrazione n.1588 del 20 luglio 2007 è stata istituita una commissione composta da tecnici dall’A.S.L. Citta di Milano e alcuni responsabili di reparti di Chirurgia Plastica pubblici e privati convenzionati. I componenti della commissione godono della stima di tutti i colleghi e sono considerati nel loro campo altamente competenti ed affidabili . La commissione ha distribuito le sue conclusioni

Su cosa potremo lavorare nel futuro ?

Punto 1)

La commissione ha ripreso le linee guida della Società di Chirurgia Plastica apportando alcune modiche e ha prodotto un documento che si allega che riporta gli interventi erogabili dal S.S.N. e quelli non erogabili . Sostanzialmente il documento risulta corretto per alcune patologie , difficilmente applicabile per altre e talmente vago su alcuni capitoli da lasciare aperta qualsiasi interpretazione .

Alcuni regole applicate in distretti e per patologie non abitualmente trattati dai colleghi facenti parte della commissione, presentano delle imprecisioni . Nel momento in cui queste diventassero parametro applicativo di esclusione o inclusione da parte dei N.O.C. rischiano di creare disagi ai pazienti e disservizi alle strutture sanitarie .

In particolare per quanto riguarda :

  • La chirurgia orbito palpebrale : si fa accenno alle ptosi correggibili con il S.S.N. dandone una classificazione scorretta in congenite e senili .Le ptosi sono cogente o acquisite . Senile è un termine che limita la patologia agli over 60.La maggioranza delle ptosi invalidanti insorge in pazienti con età inferiori ai 60 anni .

- La blefaroplastica viene erogata se limita il campo visivo a >40% . Non è possibile dare un valore numerico in percentuale alla limitazione del campo visivo . Il campo visivo si isura in gradi .

- Nella rinoplastica funzionale si parla della possibilità di eseguire la sola correzione del setto e dei turbinati dimenticandosi del fatto che esistono due valvole nasali anche loro responsabili della disfunzione nasale e che la piramide nasale contribuisce con il setto a determinare il calibro delle fosse nasali .

- Nella mastoplastica additiva non si menziona la possibilità di correggere la complicanza più frequente e più grave corrispondente alla contrattura capsulare Beker 3-4 che crea dolore e grossi deficit funzionali .

    - Nella riduzione mammaria si fa accenno al quantitativo minimo da rimuovere senza considerare che per una donna alta 1.50 cm 300 gr di riduzione possono corrispondere a 500 gr per una donna alta 1.80 cm . Non viene richiesta una valutazione del peso ed altezza accettato dalla medicina internazionale con il termine di Body Mass Index

    - Nelle asimmetrie mammarie la correzione viene considerata erogabile se la differenza tra un seno e l’altro è maggiore del 50% . Non viene specificato come sia possibile misurare la differenza .

    - Per contro nei casi di mastectomia e ricostruzione mammaria la simmetrizzazione del seno controlaterale è libera . Non viene menzionato il famoso 50% .

    - Negli esiti di dimagramento non vengono specificate le caratteristiche del distretto da correggere . Si pone come unica condizione la documentazione di un dimagramento per obesità grave .

Punto 2)

Per il momento la commissione non ha preso in considerazione i parametri di sicurezza che regolano la scelta del regime di “day surgery” versus il regime “ ambulatoriale “.

La mancanza di una normativa completa associata ai noti fatti relativi al sequestro di cartelle riguardanti i codici 863 – 864 ha avuto come conseguenza una riduzione ai minimi termini dell’assistenza per quelle lesioni che rientrano in queste forme di ricovero .

I motivi sono legati a problemi di sicurezza ed al rischio in caso di contestazione da parte dell’A.S.L. di rimborso economico irrisorio . ( corrispondente a 12.39 € .)

Anche in questo caso in attesa di una normativa e soprattutto per evitare un incidente che possa mettere a rischio la sicurezza dei pazienti sono stati creati dei criteri di accettazione del paziente in Day Surgery

Punto 3)

Nel caso di contestazione di una procedura chirurgia da parte dei N.O.C. la prassi prevede che il convenuto (Struttura che ha eseguito la procedura ) si presenti con ulteriore documentazione rispetto alla cartella clinica al cospetto dei N.O.C. . Sono sempre loro a decidere se accettare o meno le controdeduzioni . Ciò equivale a dire che tra le due parti non ne esiste una terza indipendente come succede in qualsiasi giudizio .

Punto 4)

Non essendoci una regolamentazione chiara ed univoca capita che i responsabili di due diverse A.S.L. codifichino la stessa prestazioni in modi differenti non riconoscendo ad esempio l’applicazione proposta da una verifica N.O.C. antecedente . Presso il nostro Istituto è successo che L’A.S.L. Città di Milano abbia chiesto di codificare delle procedure in modo differente rispetto all’A.S.L. di Legnano .

18.5€ ? Le condizioni di in un ospedale da campo!

Friday, October 26th, 2007

L’attività del mio reparto ha funzionato senza intoppi fino a Giugno del 2006. Le difficoltà erano quelle tradizionali, rappresentate dai conflitti burocratici con le amministrazioni, dall’abbandono dei giovani chirurghi attratti dalla chirurgia minimalista, dalla difficoltà nel reperire i materiali di sala operatoria o dal dovere resistere all’aggressività di altre specialità chirurgiche molto più considerate dal D.R.G. e voraci nel conquistarsi spazi di sala operatoria.

Dal giugno del 2006 la Regione ha cominciato ad imporre delle regole di comportamento togliendo al medico la libertà di scegliere la qualità di assistenza da rivolgere al paziente ed imponendo dei parametri dimensionali. Ad esempio, per i tumori cutanei, a seconda delle dimensioni di una lesione, questa se inferiore ad 1 cm sul volto e 3 cm sul corpo non può più esser rimossa in day surgery ma deve essere trattata ambulatorialmente.

Ovviamente ambulatorialmente il rimborso non supera i 100€ mentre in day surgery supera i 1000€. La prestazione in ambulatorio prevede che il soggetto venga messo vestito su una poltrona, gli venga pasato un po’ di disinfettante sulla sede da operare, gli venga iniettato un po’ di anestesia locale e gli venga rimossa una losanghina di pelle con uno strumentario approssimativo. Il controllo del sanguinamento è legato per molti aspetti alla fortuna del paziente. La chiusura della ferita chirurgica non può permettersi altro che un filo di nylon ed un cerotto di tela.

Non è contemplato un periodo di controllo post-operatorio. Per questo motivo alla quinta prestazione ambulatoriale gestita da me con disagio e superata con sofferenza da parte del paziente, con rischi per la sua incolumità, difficoltà nel garantire un campo sterile ho deciso di non occuparmi più di queste lesioni cutanee.

Io non opero pazienti in ambulatorio con i mezzi messi a disposizione per 100€ Non lo trovo dignitoso. Ci proveranno per me i dermatologi utilizzando la punta di un elettrorbisturi o grattando con una courette. Non si tratta di interventi di chirurgia plastica.

Alcuni pazienti ho continuato ad operarli in regime di ricovero ma sono stato punito perchè i N.O.C. che rappresentano un nucleo di controllo dell’A.S.L. non hanno accettato le mie motivazioni sulla scelta del day surgery e quindi hanno chiesto di concordare la cifra del rimborso alla mia amministrazione da 1000 a 18.5 € .

Mi sono rifiutato di concordare e quindi di conseguenza molti interventi eseguiti dal giugno del 2006 in poi , il mio Istituto li ha eseguiti gratis. Non esiste infatti un organo di controllo al di fuori delle parti al quale ci si possa appellare per fare giustizia. Se i N.O.C. contestano una cartella e non accettano le controdeduzioni è finita. Praticamente hanno sempre ragione loro.

Io la considero una delle più gravi ingiustizie nel campo della sanità. Lascio a voi giudicare sull’argomento ma nel frattempo, per il futuro, non mi occuperò più nel pubblico di determinate patologie.

Paradosso: la Regione accetta che si rimuova una lesione benigna al corpo in regime di day surgery se questa supera i 5 cm di diametro. Se la lesione è come nel caso di un paziente contestatomi, un neurofibroma di 4.5 cm deve essere operata in regime ambulatoriale perchè è benigna. Di neurofibroma non si muore, non è una lesione maligna, non da metastasi, ma si isola con difficoltà e tende a sanguinare molto. Richiede inoltre un tempo chirurgico superiore ai 30’ ed un controllo post-operatorio al fine di verificare se ci sono state emorragie. Ciò nonostante dal giugno del 2006 devo toglierla in condizioni precarie grattandola via con una lama da bisturi e chiudendo con un puntaccio di seta (l’unico che mi faccia rientrare dalle spese alla luce del budget di 18.5 € .). Qualcuno potrebbe dire che questo è un caso particolare . Ma non cambierebbe niente se anziché essere una nerofibromatosi fosse un neo delle stesse. Si ripresenterebbe la situazione di dovere rimuovere una losanga di pelle non inferiore ai 6 cm di lunghezza nelle stesse condizioni che si trovano in un ospedale da campo. Telefilm M.A.S.H. anni ’80.

I N.O.C. mi spingono inevitabilmente a dire al paziente che per queste patologie possono rivolgersi altrove, non è la morte di nessuno, oppure se vogliono essere trattati senza che l’esperienza diventi un’angoscia si rivalgano privatamente .

Sul dove verranno incasellate queste procedure nel futuro si andrà avanti a discutere per lungo tempo. Al momento non ci sono vie di mezzo o si opera sul predellino del tram o in day surger.