Il racconto incredibile di Flavia C, un’altra paziente in gamba
Sunday, February 8th, 2009|
A CURA DI ANNA SPINELLI |
Flavia C. Storia di una paziente in gamba: “Non capivo nulla della sofferenza. Ora non capisco nulla per la felicità…..”
La storia che la Redazione ha raccolto questo mese ha davvero dell’incredibile e a raccontarci la propria esperienza sarà proprio lei, la protagonista, Flavia, una simpatica signora di Uboldo (Varese) attualmente ricoverata all’Ospedale San Raffaele del Monte Tabor di Milano.
La signora Flavia mi accoglie con calore ed esordisce: -Cara, tu mi vedi cosi, adesso. Ma sono stata davvero male, sai! Lo scorso mese di giugno mi sono sottoposta su consiglio del medico ad una visita cardiologica di routine con ECG, in provincia di Varese. Per me si trattava di un semplice controllo per cercare di contrastare una piccola forma d’asma che mi toglieva il respiro. E invece, dopo 8 giorni, mi ritrovai ricoverata in ospedale dove fui sottoposta ad una CORONOGRAFIA e a vari esami clinici.
L’esito fu inaspettatamente doloroso per me . Mi comunicarono senza mezzi termini che dovevo sottopormi all’intervento di quattro by-pass. Per fortuna sono una persona molto credente e la fede e le incessanti preghiere mi hanno dato la forza di superare questo ostacolo .
L’intervento doveva essere fatto in un altro nosocomio; fui trasportata al San Raffaele a Milano. Era il 23 Giugno del 2008. Intervento perfettamente riuscito. Pochi giorni dopo venni trasferita nuovamente nell’ospedale della provincia di Varese per la riabilitazione.
Purtroppo nei giorni seguenti avvertivo un certo malessere generale. Per 17 giorni ebbi febbre alta e iniziai ad avvertire e a vedere coi miei occhi che dalla ferita nel petto c’era tanto pus. Arrivò il giorno in cui era prevista la visita di controllo al San Raffaele. Stavo molto male.
C’era una grave complicanza, mi dissero. Mi operarono nuovamente: fu sollevata completamente la cute del petto e vennero applicati 7 drenaggi. Quando mi svegliai pensavo di essere arrivata in Paradiso. In realtà con mia grande soddisfazione, capii che ero arrivata in reparto. Ma continuavo a stare male.
Nel mio petto una grossa voragine. Il pus aveva intaccato anche le ossa.
La mia dottoressa un giorno mi avvertii che sarebbe venuto un altro medico, molto bravo e preparato che mi avrebbe visitata. Ecco l’incontro con il professore BARUFFALDI PREIS.
- Non mi sarei mai aspettata un persona di così tanta esperienza medica; una persona positiva. Insomma, fa sempre piacere in certi momenti vedere uno spiraglio di luce. Non appena il Professore Preis vide la grossa voragine, uno squarcio nel mio petto, decise di operarmi. Ma non prima di parlare in privato con i miei parenti. Il Professore BARUFFALDI PREIS FU CHIARO NELLA SPIEGAZIONE CHE NEI CASI COME IL MIO, L’INTERVENTO CHIRURGICO POTEVA ESSERE DETERMINANTE SIA NEL BENE CHE NEL MALE. PURTROPPO PER ME, ASPETTARE ANCORA VOLEVA DIRE ESSERE DETERMINANTE SOLO NEL MALE. Non avevo altra scelta.
La Signora Flavia è molto emozionata e a tratti si e’ fermata per respirare profondamente. L’emozione e’ chiara nei suoi occhi.
Con Ottobre arrivò il giorno dell’intervento. Ero in condizioni critiche ma sapevo che avremmo vinto il male cattivo. Ero in mani sicure e fui felice di addormentarmi.-
Professore Preis: -E’ STATO SMONTATO LO STERNO, RIPULITI I TESSUTI DALLA INFEZIONE E RUOTATI AL CENTRO I DUE MUSCOLI PETTORALI-
Flavia:- quando mi svegliai notai con stupore che i sette drenaggi erano stati rimossi. Mi informarono subito che la voragine nel mio petto non c’era più e che ERA STATO ESEGUITO UN DELICATISSIMO INTERVENTO DI CHIRURGIA PLASTICA E RICOSTRUTTIVA. Un lembo di pelle era stato asportato dalla coscia e utilizzato per abbellire il tutto esternamente.
A questo punto la Signora Flavia mi fa vedere cosa e’ rimasto di quell’intervento:
UN CEROTTO PER TENERE FERMA LA VAC ASPIRANTE (DRENAGGIO), UNA BANALE CICATRICE PULITA QUASI INVISIBILE. E SULLA COSCIA UNA MACCHIA ROSEA COME SE AVESSE “GRATTATO”CONTRO UN MURO.
-Dopo la camera iperbarica, ero felice! Felice di trascorrere il Natale in ospedale in compagnia delle persone più care al San Raffaele! SINO AD ORA NON CAPIVO NULLA DELLA SOFFERENZA. ORA NON CAPISCO PIU’ NULLA PER LA FELICITA’!-Ora aspetto di andare a casa però!-
E aggiunge:- Vorrei ringraziare pubblicamente tutti . I lettori devono sapere che ci sono uomini di buona volontà. Grazie al terzo piano del settore Q, grazie a medici, operatori sanitari, grazie a Don Martino, alle suore , a mio marito Pino che mi e’ stato accanto tutti i giorni ma soprattutto un doveroso grazie al professor Preis dal profondo del mio cuore guarito che ha salvato la mia vita.-
Poi, raggiunta dal marito, mi dice che stanno festeggiando il 50° anniversario di matrimonio e che appena possibile partiranno in crociera per la luna di miele. Sorridiamo e ci salutiamo felici per questa bella vittoria: Tanti auguri agli sposi, tanta serenità e ……… tanta salute!!!!

