Archive for December, 2007

Chirurgia ricostruttiva: paradossi dei rimborsi regionali

Monday, December 10th, 2007

Per sette anni ho svolto la mia attività di chirurgo plastico in una struttura privata convenzionata.

Questo vuol dire che lavoro quale dipendente di una clinica privata che ha stipulato con la Regione una convenzione. La struttura si prende carico dei tipo di paziente che la Regione autorizza a curare.

Si tratta di pazienti da ricostruire. Ad ogni patologia e ad ogni intervento corrisponde un codice. Ad ogni codice corrisponde una cifra che la Regione a fine anno riconosce alla struttura per l’attività svolta. Il privato cittadino può scegliere tra l’ospedale pubblico e la clinica privata . In entrambe i casi, con la sola impegnativa del medico di base, viene visitato e se viene formulata indicazione per un intervento chirurgico viene messo in nota ed operato a spese dello Stato. LA CLASSIFICAZIONE DELLE MALATTIE E DELLE CURE RIENTRA IN UN SISTEMA RIASSUNTO NEL TERMINE D.R.G..

Gli interventi accettati dal Sistema Sanitario Nazionale debbono rivolgersi al ripristino della funzione e non alla correzione di inestetismi a meno che questi non facciano parte di malformazioni congenite o siano la conseguenza di traumi o rimozione i tumori. In parole semplici con il S.S.N. si possono fare interventi di chirurgia ricostruttiva e non interventi di chirurgia estetica. Da un punto di vista economico, l’entità del rimborso Regionale per questo tipo di interventi non supera 1/3 di quando viene chiesto per la stessa procedura eseguita privatamente sia in Italia che nel resto del mondo.

Applicando questa formula ben integrata nel Sistema Sanitario della Regione Lombardia ho eseguito in 7 anni circa 4000 interventi. La maggioranza dei pazienti sono risultati lombardi ma spesso mi sono trovato ad operare su soggetti extraregione che sono i benvenuti dall’amministrazione perché non rientrano nei limiti imposti al numero di prestazioni rimborsate annualmente.

Paradosso : Questo vuole dire che ogni reparto ha un “budget”. Se il 30 dicembre di ogni anno è stato sforata la cifra imposta dalla Regione ed arriva un paziente da ricostruire, la procedura viene rimborsata solo se il soggetto è residente in una regione diversa dalla Lombardia. Per evitare questo rischio i reparti che hanno raggiunto il budget chiudono per vacanza a Natale e mandano il personale in ferie… Cosa ne penserà l’Onorevole Maroni?

Per chi ci etichetta come specialisti di seni e sederi

Wednesday, December 5th, 2007

Nella struttura in cui lavoro, tra i vari distretti corporei, mi sono dedicato alla ricostruzione dell’arto inferiore. L’ambiente si presta a questo tipo di ricostruzione perché è affollato da ortopedici.

Nella bacheca di fronte al mio studio, che rappresenta l’unico strumento di promozione in mio possesso, è diventata consuetudine dedicare uno spazio alla foto del paziente del mese. Si intitola: “Gente in gamba”. Spesso si tratta di soggetti recuperati da altri ospedali, a volte anche a rischio di amputazione.

L’attuale protagonista è un simpatico camionista portoghese vittima di un grave incidente stradale, che ho visitato quando ormai gli avevano già amputato una gamba ma che era a rischio dell’amputazione di quella rimasta. Dopo un mese di medicazioni, bonifiche, lembi, fissatori esterni ed innesti ho avuto la soddisfazione di rimandarlo al suo paese con la gamba funzionante.

Il mio reparto fatto di quattro letti, composto da un organico impensabile per un’equivalente struttura pubblica, con uno strumentario spesso integrato da casa, in 7 anni è diventato un punto di riferimento anche per la cura di patologie del distretto orbito-palpebrale.

In particolare in collaborazione con il reparto di Oculistica pediatrica dell’Ospedale di Niguarda si è creato un centro di riferimento per la cura delle ptosi palpebrali. Si tratta ovviamente di una iniziativa “No profit”. Tale iniziativa legata alla buona volontà dei singoli e non supportata dalle istituzioni rappresenta una di quelle missioni che è giusto che il medico faccia senza chiedere applausi. Ciò nonostante deve essere presentata quando si identifica il chirurgo plastico come lo specialista di “seni e sederi”. Io mi sono dedicato a diverse missioni, ne sono fiero e raramente me ne vanto. Le tiro fuori solo quando risulta necessario fare comprendere che la figura del chirurgo plastico non è quella “Gossip” coinvolta nei festini a base di tossina botulinica.

Per il mio impegno professionale ultimamente sono stato scelto come consulente per le problematiche ricostruttive dall’Ospedale più grande del nord Italia. Questo mi ha dato molta soddisfazione. Ci sono arrivato senza sponsor . Non bravo io ma bravi loro che per una volta andando controcorrente hanno fatto una scelta meritocratica.