Sempre a proposito di mammella
Quando questa per il peso si allunga e si approfondisce il solco sottomammario crea seri disagi alla paziente. Può succedere dopo dimagramenti gravi. Può succedere dopo diverse gravidanze . Quando la distanza tra l’areola e il giugulo diventa 30-40 cm si vive questo dimorfismo con grave disagio . In tutto il mondo questa patologia prende il nome di ptosi di III grado . La sua correzione che prende il nome di mastopessi è coperta dalle assicurazioni , case mutua ecc.ecc. .
La Società Italiana di Chirurgia Plastica nelle sue linee guida la mette tra le patologie da considerare di interesse funzionale e non estetico quindi eseguibili in convenzione .
Tra le cartelle che mi sono state contestate e quindi non rimborsate per le spese affrontate ci sono tutte le mastopessi che ho eseguito nel 2006 .Erano praticamente tutte donne che avevano subito dimagramenti importanti se non interventi di chirurgia bariatrica per correggere stati di obesità . Nella discussione , nonostante si fossero prodotte le immagini dei pazienti e fosse chiaro che non si trattava di un intervento di rimozione di volume ma di ridattamento del sacchetto cutaneo , non c’è stato niente da fare .
La ptosi mammaria di III grado rappresenta una delle patologie che non mi sento più di eseguire in convenzione .
Paradosso : l’obesità è considerata una patologia grave di interesse nazionale. Propio ieri alla televisione – tramissione 33 su RAI 2 veniva riportata % di pazienti obesi nel nostro paese =8%.Se non trattata produce un aggravio della spesa pubblica per tutte le complicanze di carattere generale a cui va incontro il grande obeso(cardiopatie , problemi articolari ecc.ecc) . Tutta le procedure di chirurgia bariatrica che permettono di combattere l’obesità sono coperte dal sistema sanitario nazionale .Quando una donna dimagrisce 40-50 kg il mantello cutaneo solo in parte si retrae per elasticità . Rimane di solito un grembiule cutaneo a livello del giro vita . Rimane cute in eccesso all’interno delle cosce . Rimangono le braccia cadenti . Rimane il seno svuotato e cadente .
Qualcuno ha deciso che l’addome può esser corretto con una sigla che suona :”…..riduzione di ampiezza “. Seno , cosce , braccia non possono essere correte con il S.S.N.. E’ come se qualcuno avesse decretato la pancia non fa parte dell’estetica del corpo mentre tutto il resto sì.
Forse chi ha fatto le regole aveva una moglie perfetta eccezione fatta che per il grembiule addominale .


November 26th, 2007 at 10:18
Così, alla faccia delle “pari opportunità”, ecco un’altra discriminazione nei confronti delle donne: sì all’addominoplastica (che interessa anche il sesso maschile), no a mastopessi e masto riduttiva (che risolvono problemi esclusivamente femminili)! Egregio Professore, seguo il Suo blog con grande interesse fin dall’inizio, alternando l’indignazione per le assurdità del sistema da Lei rivelate al divertimento per l’amaro umorismo con cui le sa raccontare. L’hanno definita “pirata”? Forse non sanno che il verbo greco da cui il termine deriva significa “tentare, sperimentare”, che alcuni celebri pirati hanno contribuito a fare grande l’impero inglese, e che la figura del pirata, audace e ribelle, ha ispirato poeti e musicisti romantici, da Byron a Bellini. Al contrario i giornalisti che passano con disinvoltura da una testata di forte connotazione politica ad un’altra, pure fortemente politicizzata ma sul versante opposto, possono far pensare a quei soldati che, nei secoli bui, cambiavano bandiera a seconda della paga e delle vicende della guerra. Io personalmente stimo di più i pirati, specie se coraggiosi come Lei!
Paola Z. , Roma
P.S. Non pensavo che si rubassero anche gli strumenti chirurgici: non riesco a immaginare da chi e a quale scopo.
November 28th, 2007 at 18:19
Caro Pirata Professore Baruffaldi Preis,
sono la mamma di una delle sue pazienti e vorrei ringraziarla per quello che ha fatto per mia figlia da Lei operata al seno.
Alla mia “Bambi” le ho dato la vita 40 anni fa ma Lei, caro Pirata buono, gliel’ha ridata ancora piu’ bella. Non avevo mai visto mia figlia sorridere cosi’ da ormai tanti anni da quando un problema di salute le aveva tolto tutto, specie il dinamismo, l’ottimismo e il suo bel sorriso che illuminava la nostra casa e la rendeva ancora più speciale ai nostri occhi. Grazie per avermi ridato questa figlia cosi’ bella e serena “dentro”. Ringrazio Dio della presenza di MEDICI giudiziosi, scrupolosi, preparati ed onesti come Lei e la sua equipe. Vada avanti per questa strada. Noi le saremo accanto.
Dio la benedica!
Lina -Brindisi-
November 28th, 2007 at 20:10
Cara Paola , anche a me piace la figura del pirata . Grazie per la precisazione sul termine .
Anche in Inghilterra fino al secolo scorso i chirurghi non venivano considerati Dottori ma Signori .
Questa abitudine era legata al fatto che nella maggiornanza dei casi facevano come primo lavoro i barbieri .
November 28th, 2007 at 20:20
Cara Lina ,
sono felice per ” Bambi ” . Di solito le mamme sono un po’ in conflitto con il chirurgo plastico nel senso che tendono ovviamente a vedere nelle loro creature le cose più belle presenti sulla terra e
nel chirurgo colui che gliele modifica modificando determinate caratteristiche considerate punti di riferimento per la famiglia .
Sono felice che tu abbia una posizione diversa nei miei confronti e mi riempie di gioia avere portato serenità nella tua famiglia .
E’ sicuramente il tipo di risposta da parte di un paziente a cui tengo di più .
December 10th, 2007 at 23:15
Gentilissimo professore, grazie x la chiarezza e l’umanità (caratteristiche sempre più rare, nella sua categoria professionale, ahimè) con cui tratta tutti gli argomenti che si trovano nel suo web. Mi dispiace apprendere che la ptosi mammaria non si può più correggere a carico del SSN, anche quando - come nel mio caso - si sono persi 20 kg e ci si ritrova con un seno di cui ci si vergogna… E’ questo che mi tormenta: ho tirato fuori tutta la mia volontà per restituire a me stessa un corpo che mi piacesse e mi facesse sentire bene - e non fuori posto - in mezzo agli altri… E tutto è rovinato da un seno cadente, che non oso più mostrare nemmeno a mio marito e che mi procura dei pesantissimi mal di schiena, che limitano persino il mio lavoro e le normali attività quotidiane. Però io non dispongo di 6/7000 euro per l’intervento e, così, mi sento condannata e delusa.
Scusi x lo sfogo, ma credo che lei sia sensibile abbastanza per capirmi.
Grazie ancora per il tipo di divulgazione scientifica che fa e per la fiducia che sa infondere, anche dietro alla barriera di un monitor di computer.
Un caro saluto.
ELENA