Per chi ha problemi di seno arriva la soglia dei 500 gr
Fino a qualche tempo fa era il chirurgo plastico a decidere se un intervento chirurgico andava fatto o meno . Ciò che contava era il bene del paziente, ossia la correzione era sufficiente che portasse un beneficio sostanzialmente funzionale al soggetto e si poteva fare. Poco contava che oltre ad avere un beneficio funzionale il soggetto usufruisse anche di un beneficio estetico .
Ora le cose sono cambiate . C’è la caccia all’intervento di chirurgia estetica fatto in convenzione.
Chi lo ha fatto , lo fa o lo farà commette un crimine e dallo Stato di conseguenza viene trattato come un criminale .
C’è la guerra alla correzione estetica condotta con mezzi anche coercitivi. Non esagero , c‘è chi è stato prelevato dalla propria abitazione e messo in manette di fronte ai famigliari per poi passare 15 giorni in isolamento . C’è chi è inquisito . C’è chi ha subito tali pressioni psicologiche da abbandonare la sua attività nell’ambito del Sistema Sanitario Nazionale per dedicarsi alla sola attività privata .
Facciamo alcuni esempi per cercare di entrare nel vivo del problema : fino a poco tempo fa la correzione della gigantomastia (seno grande ) veniva considerato dalla Sistema Sanitario Nazionale un diritto del contribuente così come la ricostruzione mammaria post-mastectomia .
Personalmente mi sono adoperato a lungo per operare le pazienti afflitte da questo problema in regime di convenzione . Trovo che il seno voluminoso rappresenti un problema funzionale prima che estetico in misura maggiore se non uguale al seno mastectomizzato , e quindi il paziente abbia il diritto a correggerlo . La paziente con il seno grande e pesante non si sottopone ad un intervento di chirurgia plastica prevalentemente a fini estetici perché nella maggioranza dei casi le cicatrici e la forma del seno anche se migliorata non le permettono di fare carriera da velina . L’intervento viene affrontato con estrema serietà da entrambe le parti quando il peso limita le attività fisiche , crea irritazione nei solchi con il caldo d’estate , sega la clavicola con la spallina del reggiseno , provoca mal di schiena e contrattura dei muscoli del collo .

Questo intervento è riconosciuto dal servizio sanitario di tutti i paesi moderni e anche dai paesi in via di sviluppo ( Vedi l’Egitto dove spesso vado in missione ) . Attualmente in Italia affinchè una paziente possa eseguire la mastoplastica riduttiva in convenzione si deve garantire a priori verranno rimossi non meno di 500 gr di mammella per parte . Se per disgrazia ci si ferma a 450 gr l’intervento non viene rimborsato dalla regione ed il chirurgo viene punito dai N.O.C. e dalla sua amministrazione .
Se per assurdo i due seni sono asimmetici con il più piccolo che non rientra nei 500 gr di rimozione per stare dalla parte della ragione secondo voi la Regione come si comporta ?Paradosso : Esiste un modo per sapere durante una prima visita quanto toglieremo ad una paziente portatrice di un seno grande ?Esiste un modo per pesare la mammella prima di operarla? Esiste un modo per stabilire il peso specifico della mammella che varia a seconda che sia più ghiandolare o più adiposa ?Le disposizioni Regionali prendono in considerazione il fatto che il seno di una donna alta 1.90 cm non è paragonabile come dimensioni al seno i una donna alta1 .50 cm La risposta a questi quattro quesiti è NO !.Il lettore sicuramente penserà che i N.O.C. siano abbastanza elastici in questo senso. No e vi spiego perché non possono esserlo . Li hanno elevati al rango di pubblici ufficiali . Se sbagliano vengono giudicati in penale .
Dati alla mano una delle cartelle contestatami dai N.O.C. quest’inverno era proprio una mastoplastica riduttiva che raggiungeva i 450 gr e non i 500.
Queste sono le nuove regole imposte dal sistema .Siccome è impossibile stabilire a priori quanto verrà rimosso , personalmente porrò indicazione alla mastoplastica riduttiva solo nei casi che palesemente superano il limite , meglio addirittura stare sul chilo di peso . In questo modo escludo dalle mie prestazioni con il S.S.N. la maggioranza dei pazienti che mi si presentano con questo problema . I N.O.C. desiderano che io dica al paziente con una mastoplastica inferiore al peso sopraddetto che debbono essere trattati in regime di solvenza .
Chi ci perde e chi ci guadagna? Molto semplice . Anche in questo caso le cifre mantengono le proporzioni solite . L’intervento fatto con il S.S.N. prevede un rimborso globale per la struttura che lo segue di circa 3000€ . Con questa cifra la struttura si paga più o meno le spese . Io vengo lo stesso pagato con il mio stipendio a fine mese che operi o che non operi la paziente di mastoplastica riduttiva . Se la stessa paziente viene operata privatamente sborsa di suo 9000€ con grande vantaggio sia della struttura che del chirurgo. Qualcuno mi può spiegare perché devo rischiare di essere prelevato dai carabinieri di notte e messo agli arresti per accettare di eseguire un intervento di mastoplastica riduttiva under 500gr ?Mettiamo anche che non finisca in galera , alla fine dell’anno la mia amministrazione mi mette al corrente che 15 su 40 pazienti operati di mastoplastica riduttiva non sono stati accettati dai N.O.C. . Rischio come responsabile della Unità operativa di dovere pagare io una multa per il mancato guadagno e soprattutto per la perdita economica subita dall’Istituto .


June 10th, 2008 at 00:26
Io ringrazio pubblicamente il prof. Preis e la sua équipe per avermi operata 3 anni fa, per l’ottimo lavoro svolto sul mio seno e, non da ultimo, per quello che l’intervento ha significato per me successivamente.
Sono una delle donne a cui l’intervento di mastoplastica riduttiva nel 2005 (a 27 anni) ha cambiato la vita..niente più mal di schiena, di testa, una postura corretta.. Altezza 1.56, ai tempi una sesta..Con i canoni attuali non credo sarei rientrata nei fatidici “500gr”, e sinceramente 9000 euro per l’intervento privato non li avrei avuti..
“Chi bisogna ringraziare per questi limiti imposti, senza tener conto di altri criteri, un rapporto peso/altezza/massa da togliere, come se fossimo in salumeria?” è la domanda postami da un’amica con i miei stessi problemi (e la mia stessa struttura fisica), e che per 30gr si è vista rifiutare la richiesta di AIUTO, perchè di questo si tratta… Non è una decisione facile quella di ricorrere ad un intervento di questo tipo, non si tratta di estetica ma di voler rinunciare alla “bustina” quotidiana contro i disturbi che un seno pesante comporta, i disagi che comporta nella vita di tutti i giorni…e ancora una volta ci si scontra con barriere issate da chi evidentemente non ci è mai passato.
C’è da augurarci solo che questo limite venga rivisto, e vengano stabiliti criteri più plausibili, più umanamente e logicamente accettabili.
June 10th, 2008 at 17:00
Cara Cristina, condivido ogni parola di quello che scrivi, ma solo per esattezza di informazione sento di dover precisare una cosa:quando io l’anno scorso ho fatto l’intervento privatamente ho pagato una cifra che certo non è alla portata di tutti, ma è MOLTO INFERIORE ai 9000 euro! Il Prof ama definirsi un pirata, ma certo non lo è nell’esporre le parcelle!
June 10th, 2008 at 23:59
Ciao Paola, sinceramente non ho idea del costo di un intervento privato, dato che io ho usufruito S.S.N. per il mio.
I 9000 euro da me citati sono quelli riportati dal Prof. nel suo post: ben venga se la parcella è di molto inferiore, ma una cifra a 3 zeri per qualcuno risulta essere comunque inaccessibile….
February 6th, 2009 at 14:35
Ringrazio il Prof. Preis che non conosco ma che ha creato un blog molto interessante e coraggioso.
Leggendo l’articolo dei 500gr. mi sono posta diverse domande.
Comincio con il presentarmi, ho 37 anni, sono alta 1.60m, porto una taglia che si aggira intorno alla 9° e un mal di schiena che mi accompagna da un tempo immemore, la mia cervicale peggiora giorno dopo giorno, e le mie spalle hanno dei solchi ormai congeniti.
Non posso dire di non aver mai pensato ad una chirurgia riduttiva, ma ho sempre pensato che per il momento posso aspettare.
Le domande che mi sono posta si riferiscono all’impatto psicologico della riduzione da 500gr, vediamo se comprendo in modo corretto, 500gr sono circa 3 taglie, significa che una donna con un seno pronunciato di trova improvvisamente ad avere un seno molto più piccolo. Che impatto da questo alla consapevolezza di se?
Penso alla fatica fatta ad accettare l’enormità del mio seno, alla rabbia quando esco da un qualsiasi negozio di abbigliamento perchè nessuna camicetta mi entra, alla difficoltà a trovare un reggiseno, non parliamo dei costumi da bagno, al costo che tutto ciò ha in termini economici e psicologici.
Dopo essere riuscita ad accettare tutto questo, dovrei ritrovarmi a passare da una 9 a una 5°, dovrei ritrovarmi a fare i conti con un’altra percezione di me.
Non sarebbero meglio dei passaggi graduali?
Cosa ne pensate?
February 6th, 2009 at 18:09
Ciao Agela!
Ma cosa intendi per passaggi graduali?
sono passata da una 9a ad una 4a (1600gr).
Io credo di aver avuto da sempre una quarta “nella mia testa.
Quando questo desiderio di VITA si e’ avverato, si e’ ristabilito l’equilibrio psicofisico. Ora sono come mi sento e viceversa. Pentitissima di non averlo fatto prima. Se poi aggiungiamo che non ho piu’ piaghette, la cervicale ringrazia, cosi’ come il trapezio….i solchi a distanza di tempo sono ancora un po’ dolenti ma migliorano.
Non nascondo che se si hanno di questi dubbi, tipo quelli inerenti la percezione di se stessi, forse e’ meglio riflettere bene prima di sottoporsi all’intervento di mastoplastica riduttiva. Intervento peraltro che lascia cicatrici (seppur schiarite nel tempo, ma presenti). A volte mi fa specie che venga considerato un intervento “estetico”…………..alla fine si va a migliorare soprattutto la funzionalità.
Ciao e in bocca al lupo!
Annina
October 21st, 2009 at 15:28
ciao a tutti, mi chiamo michela ho 33 anni e qualche giorno fa sono andata
all ospedale per fare l intervent d mastoplastica riduttiva. mi sono sentita molto male prima di andar i sala operaria quando infermiera mi ha
messo il flebo e nn sono piu riuscita a riprendermi , qundi ho detto al chirurgo che nn riesco piu farlo e sono andata a casa.ho presso tanta paura e mi dispiace.qualcuno mi puo dare un consiglio? grazie
October 22nd, 2009 at 02:03
Cara Michela,
mi spiace davvero per la tua brutta esperienza. Io ho fatto la masto riduttiva, e devo dire che tutto è andato benissimo e sono felice di averla fatta; non ho capito se tu hai avuto una reazione alla flebo, che ti ha procurato un problema, o se si è trattato di un crollo nervoso, una crisi di panico. Forse per poter avere un consiglio dovresti entrare più nel dettaglio e spiegare quello che è successo quando ti hanno messo quella flebo. Comunque il mio consiglio è di non scoraggiarti: se hai l’ok dei medici, cerca di superare la paura e di farti operare: ti assicuro che ne vale la pena.
October 22nd, 2009 at 23:18
Ciao Michela!
Mi spiace per la tua esperienza, deve essere stata sicuramente traumatica….
Ma hai avuto una reazione avversa al farmaco contenuto nella flebo oppure e’ sopraggiunta una crisi di panico? Non arrenderti!
un abbraccione e un grande in bocca al lupo da una mastoplasticata felice.
January 27th, 2010 at 17:24
ciao !!!!!!!!ho apena fatto una mastoplastica riduttiva ed una liposuzione di 4 zone,ho avuto una paura tremenda ,però la volontà era molto forte ….Adesso stò bene stò facendo ancora la medicazione,sono molto felice,é andata molto bene. ne vale lapena da vero .Sono passata da una sesta misura di seno a una terza c ,sono molto felice .La liposuzione andata atrettanto bene,mi sono operata tre settimane fà ,ho perso 5 kili e ancora sono gonfia ne devo perdere ancora altre kili ,però sono molto sodisfatta del risultato …..Sono un alra perzona sicura di sè e sodisfatta .
January 30th, 2010 at 17:16
ieri dal mio medico mi è stata consigliata la riduzione del seno…voi che l’avete fatto potete dirmi com’è l’intervento? molto doloroso?
February 14th, 2010 at 16:20
qualke settimana fa convinta da mia sorella mi sono sottoposta ad una visita al seno per capire se potevo ridurlo.La visita è stata fatta in un nosocomio pubblico per la precisione l’ospedale San Paolo di Bari,il medico ke mi ha visitato una volta prese le dovute “misure” mi ha assicurato ke nel mio caso l’intervento è a totale carico del S.S.N,mi ha detto tutti i “contro”,tra i quali le cicatrici.Detto ciò ho provatoa cercar immagg di questo tipo di intervento ma mi sono imbattuta SOLO quelle fatte p rivatamente e… neanche l’ombra di cicatrici.Come è possibile ciò,? Non combaciano neanche le ore dell’intervento…Aiuto!fatemi capire per favore,voglio avere le idee chiare prima di decidere se sottopormi o meno all’intervento.Grazie da terry Bari
February 19th, 2010 at 18:37
Care Baby e Terry,
mi sono sottoposta a mastoplastica riduttiva il 14 Settembre 2007 all’età di 40 anni. Il mio intervento, pur con tanti problemi per il Prof Preis che l’ha effettuata , e’ stata a carico del SSN. Le cicatrici a “T” sono praticamente invisibili . Si nota appena appena quella dell’areola. A me non crea assolutamente problema se tengo conto degli innumerevoli benefici che la mastoplastica riduttiva ha apportato nella mia vita : libertà di movimento, scomparsa della intertrigine e forti dolori mammari dovuti al peso, problemi alla colonna cervicale (operata nel 2001 di ernia cervicale sempre al Galeazzi)sono un remoto ricordo…..
Certo la mastoplastica riduttiva e’ un intervento chirurgico complesso e dovrebbe essere il chirurgo e l’anestesista a rassicurarti e darti le info necessarie (come e’ stato fatto con me).
Da paziente ti posso garantire che non ho sofferto di particolari dolori nel post-operatorio grazie agli antidolorifici nei primi tre gg dall’intervento. Anche la soglia del dolore è soggettiva pero’. Un po’ fastidiose sono le “bombette” ovvero i drenaggi che potrebbero ritenersi utili. Io ho sentito come un “bruciore” molto simile alla scottatura solare. Certo, bisognerà strare riguardate e seguire scrupolosamente tutti i consigli del chirurgo. Non guidare, sollevare pesi, etc etc….
Se dovessi scegliere di ripetere tra l’appendicectomia (ricordo dei fortissimi mal di pancia), l’ernia cervicale e la riduzione al seno, sceglierei quest’ultima! Anche se sono ben felice di non dover ripetere nessuna delle tre!!!!!!
Forza e coraggio !
annina
March 9th, 2010 at 17:27
salve professore mi sono sottoposta ad un intervento di mastoplastica riduttiva circa un mese fa da un ottava ad una quarta sembrava essere andato tutto bene dopo l’intervento ma poi sono iniziate complicazioni infeziioni dell areola fuoriuscita di sangue dalle cicatrici punti di suturan apparsi all improvviso il seno duro ,come mai ? quanto tempo aspettare ancora per ritorneare alla normalita?questi problemi si risolveranno senza ulteriori interventi ? attendo risposta per un eventuale visita
grazie
distinti saluti
francesca
March 9th, 2010 at 19:29
p.s ho 30 anni