La sera prima - Parte 2
Il rugbista convinto considera le cicatrici guadagnate sul campo a suon di legnate come medaglie al valore da esibire il giorno dopo agli amici .Per Jack che giocava seconda linea , ma a volte anche pilone , la regione anatomica più sacrificata erano le orecchie . In quella partita , con Canotta fuori uso , toccò a Jack fare il pilone per gli ultimi interminabili minuti . Bastarono un paio di mischie chiuse per trasformare i padiglioni auricolari in rosse lumachine( Orecchie a cavolfiore ). La cosa non lo preoccupava più di tanto , infatti poteva coprire con i capelli . Altra musica erano gli zigomi che venivano continuamente dermoabrasi dai pantaloncini dei compagni. Nella posizione di mischia non c’era modo di ripararsi da quello strumento di tortura trasformato dal fango in carta vetrata. Ci volevano settimane per rimuovere il tatuaggio color terra . Finalmente i tre fischi avevano posto fine alle ostilità senza che si fossero verificati altri incidenti . Il 15 del C.U.S. aveva archiviato una importante vittoria . Il saluto finale era stato frettoloso . Jack era molto stanco . Il pensiero di tutti correva alla rotellina bicolor della doccia sgangherata . 6 bocchettoni per venti clienti disperati. Valeva la legge del più veloce . Il secondo si sarebbe dovuto accontentare dell’acqua a cubetti . Anche nel rugby vige la regola del non perdere il sapone . Il dolore del dopo partita non veniva fuori in doccia , Jack incominciò ad accusarlo in macchina mentre tornava a casa . Anche le pestate alle dita venivano fuori allo scongelavano ottenuto col tepore della ventola . Ciò provocava delle pulsazione dolorose che andavano e venivano senza seguire un andamento costante .Il problema di Jack non era quello di farsi male, bensì di non sentirne troppo perchè in fondo gli piaceva mostrare il viso segnato agli amici e descrivere l’episodio nel quale per un fallo di reazione gli avevano dato tre giornate di squalifica ma intanto il numero tredici respirava solo dalla bocca . Più grave era sopportare i crampi alle gambe , la sera , magari in buona compagnia , dopo avere consumato una frugale cena . Quella sera tutto era come da copione . La cena era a base di una teglia di melanzane alla parmigiana e come dessert c’era una torta da 8 accompagnata da una latta di birra alla spina . Il dopocena era tutto dedicato a Erica , la fidanzatina ufficiale corrispondente ad una delle 3 replicanti di sesso femminile livello 2 . Durò poco perchè i crampi lo colpirono nei preliminari e in fase di attacco fu difficile mantenere lo stato di concentrazione con il quadricipite contratto . Jack sapeva che nell’arco della serata non sarebbe rimasto un caso isolato. Era imbarazzante chiedere all’ amichetta mezza biotta di lasciare stare il parco dei Principi per concentrarsi nello stiramento tenendo la gamba a martello come fanno i calciatori a fine partita . Quindi tanti baci e a rivederci domani sera . Così conciato e stanco la mente capitolava alle fantasticherie di G8 . Tra queste c’era la certezza di essere protagonista di corsi e ricorsi storici ., C’era un chiodo che non riusciva a scacciare: stava per cambiare qualcosa nella sua vita .Mettere quel disgraziato pallone ovale dietro la calce della riga di meta era stata l’emozione più importante mai provata , ma era tempo di dedicarsi a qualcosa di più solido . Sentiva arrivare da lontano l’odore di polvere che anticipa l’arrivo della pioggia . Al terzo livello il biologo addetto al controllo dei valori ematologici aveva registrato un dato curioso. La colesterolemia delle ore 21.00 era rimasta a 300 . Nel dopopartita non c’era volta che rimanesse sotto i 500 e ciò corrispondeva alla cena standard di 7000 Kcal. . Quella sera Jack si era trattenuto in modo insospettabile e la colesterolemia non era convincente . Il tecnico era sbalordito . Continuava a guardare Jack nel monitor e a controllare i dati sul prestampati rossi degli esami . Forse che Jack stese covando qualche malattia ? Era il caso di chiamare con il cicalino Diggy ? Su tutte le telescriventi venne riportato il dato in rosso con due asterischi . Per fortuna Diggy aveva accesa la telescrivente nel magazzino replicanti . Da lì mandò un breve messaggio con le istruzioni per le verifiche . Nessuno si accorse che il messaggio partiva dal magazzino replicanti femmine Non dovette neanche lasciare la postazione conquistata con poca fatica tra le gambe di una T2 di nome Albertina .Albertina era la brunetta che grazie a Schiccher aveva notato qualche mese prima nel magazzino replicanti. Digmann era annoiato dal numero di scartoffie che era necessario compilare per sapere se oltre alle melanzane erano stati consumati i torroncini al caffè o se Jack si era alzato all’una di notte a montare il rosso dell’uovo con lo zucchero e l’ovomaltina . In fondo, erano informazioni da investigatore e non richiedevano monitoraggi complicati . Anche per questo Diggy non distolse l’attenzione dal green di Albertina che oltre ad essere particolarmente ben curato , grazie ad un sistema di membrane idrofiliche rispondeva a comando manuale come quello di Barlassina nelle mattine autunnali . Era chiaro che il G8 di jack sentiva l’inizio della sperimentazione ma per fortuna non aveva modo di trasmeterlo alle altre ciconvoluzioni . Non c’era verso di distoglierlo dall’idea che in qualche modo avrebbe sentito parlare ancora di rugby , ma forse sotto altre spoglie . Nonostante lo sport rappresentasse tanto , formalmente Jack era uno studente di medicina e, finita la partita il suo più grosso pensiero andava al giorno dopo .L’ora zero si avvicinava sia per Jack che per i ricercatori della FIDA . Era da sempre il pallino del Prof. Aufrick: pendere uno studente qualsiasi di medicina , costruirgli introno un ambiente consono a creare tutte le possibili esperienze vivibili nelle varie fasi della vita in modo da potere verificare l’affidabilità dei circuiti tester prodotti dalla Fida Researc prima che questi venissero definitivamente messi sul mercato . Servivano test sulla affidabilità nel tempo e da applicarsi anche in caso di condizioni locali avverse .
Il tutto sarebbe partito con l’appuntamento della mattina dopo . Gli era stato fissato un incontro con:“ Un vero primario di un reparto di chirurgia “ . Per gli addetti ai lavori questo voleva dire iniziare “il tirocinio.”
Il fatto che fosse uno studente di medicina era stato fondamentale nella selezione dell’Esecutivo. Digmann pensava addirittura che se Jack fosse stato uno studente della Bocconi o del Politecnico , le sue chances di essere scelto sarebbero scese del 30% . L’esecutivo non si era espresso , ma la cosa sicuramente andava bene anche per loro .
Jack alle 7:00 di mattina davanti allo specchio del bagno faceva fatica a girare il collo da una parte all’altra per vedere in che condizioni era il viso . Erika era stata spedita strategicamente a casa la sera prima anche per verificare le condizioni di una areola malmessa che nei preliminari postpartita aveva stinto sui denti di Jack . I genitori erano al mare , anche i filippini erano in libera uscita . Così rigido , era difficile vedersi in tutto il suo splendore di pugile suonato , ma non voleva arrivare al primo incontro con il nuovo ambiente con la faccia gonfia e livida. Jack prima di spiaggiarsi , da un grosso barattolo bianco tirò fuori due dita di crema di Mitostimolina e se la mise sugli zigomi .Si cosparse le orecchie di Gustum Gel e pennellò di mercuro cromo le varie abrasioni sulle spalle e fianchi . Le creme cicatrizzanti non erano mai servite a niente . Anche per questo , il contenuto dei tubetti era stato scambiato ad arte dagli addetti al servizio operatori a contatto .Nei tubetti era stato introdotto un nuovo fattore di crescita in grado di catalizzare i tempi di cicatrizzazione secondo uno schema più rapido . L’azione del fattore di crescita sommata ad una proteina di sintesi con funzione anti infiammatoria avrebbe restituito a Jack l’integrità cutanea nell’arco di 8-10 ore Digmann si era chiesto se Jack potesse rimanere stupito dalla rapida guarigione.
Diggy era combattuto tra la necessità di rimettere in sesto Jack e la paura che il giovane potesse sospettare qualcosa di poco chiaro . L’ufficio informazioni , sollecitato sull’argomento , diede risposta alle 3 di notte con un mesaggio tranquillizzante . Dalla cornetta del telefono la voce anonima ribadiva alle perplessità di Diggy : “…….. Jack in Farmacologia è una bestia , in Chemioterapia poi non era in grado di distinguere un antibiotico da un diuretico , darà sicuramente il merito della guarigione alla sua pellaccia invulnerabile “. Digmann si rimise in branda , anche se l’eccitazione per l’inizio della sperimentazione non lo avrebbe fatto dormire per molto . Nella stanza dei terminali la temperatura non era il massimo . Il calore che scaturiva dai terminali costantemente accesi non collaborava a creare un clima vivibile .A parte farmacologia , Jack non aveva una brutta media sul libretto . A parte un paio di esami andati mali perché stravolto dall’ennesima delusione amorosa , aveva la media del 28 . Era arrivato in pari con gli esami a preparare una tesi sperimentale .
Quella mattina , come nei telefilm ambientati nei college americani Jack si immaginava di andare al cospetto di un decano , in un ufficio tappezzato di finto legno , pieno di coppe con base di onice , a chiedere consigli per il futuro. Tutta colpa dello scenografo capo , il Signor Hanselman , che guradava troppa televisione .
Era un uomo sulla sessantina , con alle spalle un momento di regista di successo negli anni ‘70 . Da allora il suo stile non era mai cambiato . Siccome aveva un contratto con gli studi per la produzione dei programmi televisivi ed era un maestro della realtà virtuale , a nessuno venne in mente di dire che lo stereotipo del primario dei telefilms anni ‘70 sempre centrato su una persona eroica senza macchia e con un potente senso della professione e della missione non aveva niente a che fare con il personaggio utile a Jack.
Digmann aveva intuito che l’Esecutivo era rimasto scontento di come era stato preparato Jack al rapporto con i superiori ed era intervenuto per ricaricare i file .La figura originaria non si allontanava molto dal Dott. Gannon e tutto ciò era inaccettabile . Aufrich riponeva grandi speranze nelle reazioni che il primario avrebbe scatenato nel ragazzo . Doveva essere un personaggio capace di condizionarlo , emozionarlo , conquistarlo . Digmann aveva vinto . Prof. Given era un replicante a contatto : un tipo 2 . Quindi di buona fattura , ma sopratutto con possibilità di rielaborazione dei programmi comportamentali . Voleva dire come minimo 300.000 dollari , che in epoca di crisi poteva scatenare le ire dei NOC , ma alla fine la spuntò.
Era l’epoca delle tangenti , delle bustarelle e delle raccomandazioni . Il primo tempo sarebbe stato ambientato nella prima repubblica e , quale migliore occasione per provare le reazioni emotive del giovane , le illusioni , i sogni , le speranze a cavallo del nuovo mondo . Jack era stato munito di un angelo custode : Prof. E . Intraholes . Questo già rappresentava un atout in più rispetto al gregge, ma niente rispetto alle vere raccomandazioni di cui si tappezzavano la regione perineale dei suoi coetanei .Nell’ultima visita fatta da Jack allo studio del Prof. Intraholes, per ritirare la famosa lettera di presentazione , aveva già notato l’assenza delle fodere di radica così come dei trofei di onice .Tra polverose pile di articoli e i camici ingrigiti da anni, senza omino bianco ,troneggiava al tavolo del microscopio la figura del Professur .Gli assistenti di un laboratorio di ricerca assomigliano sempre più alle cavie , come del resto le signore anziane assomigliano col tempo sempre più al cane di compagnia . Era un Professore di seconda fascia ma per questo , non poco introdotto alla corte del magnifico direttore che tutto poteva nell’ambito della chirurgia e quindi anche in quella specialità che Jack si accingeva ad avvicinare . Nella fase di apprendimento , all’università avere un docente per amico corrisponde ad avere a disposizione una McLaren in formula 1 e due guastatori che si sfogano col martello , prima del gran premio , sui carburatori dei concorrenti rimasti in gara . Grazie a lui Jack aveva in pugno una presentazione e non si trovava come la maggior parte della gente nell’imbarazzante situazione di seminchino con la mano destra protesa in avanti senza che nessuno te la scuota . Jack aveva già provato la sensazione di sparare a salve in un colloquio avuto in precedenza con il primario di un reparto di otorino al quale si era rivolto con la speranza di diventare otorino . Gli piaceva l’idea di togliere le tonsille . Il primario Otorino , Prof.Eightvans, oltre ad essere un vero barone , era un caro amico di famiglia . Era molto bendisposto nei confronti del ragazzo sopratutto quando nei pomeriggi bridgistici domenicali si ingozzava a quattro palmenti del pasticcio d’oca preparato dalla mamma di Jack . In quelle riunioni la mamma di Jack non perdeva occasione per aggiornarlo sui brillanti voti presi da Jack negli ultimi esami . La moglie ,anch’essa medico ,era andata in pellegrinaggio a piedi da Milano a Pavia per far sì che il figlio ottenesse 60/60 alla maturità, cosa che puntualmente avvenne . Il Professore , nelle pause tra le lasagne ed il polpettone si sprofondava in congratulazioni . Una volta , tra la quarta e la quinta scodella di tiramisù si fece sfuggire di andarlo a trovare in clinica e Jack non se lo fece ripetere . La risposta di Jack era stata puntuale , della serie ogni lasciata è persa , e dopo alcuni giorni si precipitò al capezzale del suo reparto. Nel suo habitat naturale il Professore era come un Re Sole, quello delle caramelline . Digmann avrebbe voluto portarci Hanselman giusto per placare le polemiche che stavano tornando a disturbare il clima dei laboratori . Circondato come un pavone da decine di assistenti , uno per ogni piuma il Professur fece aspettare Jack tutta la mattina , tanto perchè ci facesse l’abitudine . Poi al momento di stringergli la mano passò attraverso Jack senza sfiorarlo lasciandolo a controbilanciare il peso del braccio destro con la gamba sinistra tipo “Blues Brothers” . Tutti lo guardavano con stupore . Nessuno si spiegava cosa pretendesse di ottenere con quella mano protesa .L’imbarazzo durò lunghissimi secondi . Anche il dopo- mano risultò molto goffo a tutti . Sempre sotto tiro del buttafuori in camice bianco pronto a tutto per mettersi in mostra con il Professore ,Jack venne invitato a mettersi la mano in tasca .La fronte era impirlata di sudore . Si sentiva a suo agio come Stallone a recitare il Mercante di Venezia . Chiese spiegazioni al più giovane degli incamiciati e venne condito via con la palla che le mani del Professore sono sterili per definizione .In quanto tali non potevano essere toccate da nessuno . Come quelle della Regina d’Inghilterra . Pochi anni più tardi Jack capì che un fatto del genere non trovava giustificazione neanche nelle esigenze di ripresa della serie televisiva ” L’ospedale della foresta nera ” .
Jack aveva rinunciato a diventare un otorino . Per quanto riguarda la branca medica nella quale fare cimentare Jack , Era stata lasciata libera scelta a Digmann . Dopo ampia selezione Diggy era rimasto con in mano due opzioni : L’ortopedia e la Chirurgia Plastica . Siccome Digmann amava seguire l’opera dei chirurghi assemblatori soprattutto quando questi rimettevano a posto i seni delle replicanti tipo 2 non gli sembrò verò potere optare per la ” Chirurgica Plastica Ricostruttiva “.
Quella mattina Jack aveva fatto uso di tutti i prodotti dell’igiene possibili . Era troppo teso per notare che la sua faccia era guarita in modo strepitoso . Barry White stava facendo il bello ed il cattivo tempo alla radio . In un attimo il ragazzo si era addobbato a festa . Giacca di Tweed , pantaloni rigorosamente grigi e smacchiati di fresco. Camicia a righine e cravatta regimental col nodo rigorosamente storto . Aveva una raccomandazione verbale da parte di un docente e una raccomandazione protetta in una bustona da parte di un primario. Non aveva la minima idea di quale gli sarebbe servita . Negli anni plumbei degli studi universitari , per alleviare la pesantezza di un paio di esami la mamma di Jack aveva telefonato ad un amico intimo del docente che avrebbe interrogato Jack a giorni . La formula era sempre la stessa : Jack veniva descritto come un bravo ragazzo molto preparato con qualche piccolo problema di dizione dovuto all’infanzia passata nei Kinderhaim . In più era molto emotivo per gli esami . Jack si vergognava un poco di questa etichetta di bamba ma ci passava sopra al pensiero di evitarsi una figuraccia . Ciò nonostante Jack dovette ridare quei due esami due volte prendendo alla fine voti infimi farciti da un vocabolario di insulti violenti come il torrente di uno sciacquone in piena . .Sempre con la busta della raccomandazione sotto il braccio Jack si era fatto bocciare in fisiologia ottenendo un ‘ ammonizione ufficiale per avere tentato di dare un esame fuori sede .Questa volta la mamma non c’entrava . Aveva fatto tutto da solo . Si era fatto convincere a dare un esame a Brescia da un amico tirocinante . Ci avrebbe pensato lui a mettere a posto le carte e a convincere un assistente ad interrogarlo nonostante Jack appartenesse ad un altra Università. Anche quella volta Jack venne coperto da insulti e mandato via in malo modo . Dovete tornare dal Docente iniziale e lo fece controvoglia anche perchè la prima volta durante l’interrogazione gli era stato detto che parlava come Renato Pozzeto e la cosa lo aveva fatto sentire una vera merda . Quella mattina Jack decise di non prendere la radio estraibile , voleva essere superconcentrato e nel tragitto da casa sua all’ospedale ripeté più volte un discorso che sapeva non avrebbe mai tirato fuori , perchè in quei momenti la memoria gioca brutti scherzi . La grande incognita di questo incontro era effettivamente rappresentata dall’interlocutore . Il primario nelle convinzioni del padre di Jack , anche lui medico ma lontano ormai da troppo tempo dagli ospedali , avrebbe tirato fuori le sue capacità artistiche , essendo quel tipo di chirurgia molto legata anche alle capacità creative del ragazzo , avrebbe sviluppato la sua manualità , avrebbe valorizzato l’estro . Insomma il maestro , che di secondo nome faceva Ippocrate , l’ avrebbe maturato fino a farne un grande chirurgo per poi ritirarsi e lasciargli in eredità un impero ospedaliero-universitario pieno di pazienti , soddisfazioni e , perchè no , anche soldi . Jack non era particolarmente portato per lo studio ma , da sempre amava le cose creative . Questo non vuol dire che fosse lui stesso un creativo.La mamma di Jack era anch’essa cresciuta a pane e medicina ma la sua esperienza andava al di la di una singola esistenza . Infatti pur avendo fatto il medico per tutta una vita era la rincarnazione di un medico dell’800 . Ciò vuol dire che nella vita precedente era stata chirurgo in Inghilterra come confermava una sua paziente chiaroveggente e sensitiva. Questa maggiore esperienza portava la mamma di Jack ad essere più realista nei confronti del futuro ospedaliero del pargolo. Un giorno gli disse in piena franchezza : ” Caro Jack , scordati che il primario faccia la fatica di dirti cosa devi fare per non sentirti d’impaccio alla vita del reparto . Lo studente è come un foglio di acetato , può anche rimanere fermo ,tanto non impedisce la vista a nessuno” . Digmann aveva la certezza che Jack era confuso sia sul lavoro dell’ospedaliero che sul ruolo del primario . Era un bene perchè si poteva iniziare il lavoro da zero .
Jack si era fatto un idea strana del Primario . Era convinto , come tutti coloro che non fanno parte dell’ambiente , che fosse un Dio con sembianze umane ispirato dal fuoco sacro con una scrivania coperta di provette colorate come nelle pubblicità dei dentifrici . Aufrich era fiero del personaggio inventato , impensabile dai più ,dinamico al punto da dovere essere rincorso a fatica anche dai NOC .