PARTECIPA ALLE DISCUSSIONI IN CORSO

  • Per chi ha problemi di seno arriva la soglia dei 500 gr (10)
    • baby: ieri dal mio medico mi è stata consigliata la riduzione del seno…voi che l’avete fatto potete dirmi com’è l’intervent o?...
    • katy2009: ciao !!!!!!!!ho apena fatto una mastoplastica riduttiva ed una liposuzione di 4 zone,ho avuto una paura tremenda ,però la volontà era molto forte...
  • Introduzione al blog (55)
    • valina: salve, mi chiamo valeria e ho 18 anni, vorrei sistemare il mio naso, che trovo un pò sproporzionato rispetto al viso. vorrei saper quanto...
    • alessandra: vorrei sapere il costo di una rinoplastica grazie
    • F.W.B.P.: Cara Stella , ogni naso è un avventura a se . Il risultato dipende : a) dalle capacità tecniche del chirurgo b) dall’avere applicato la...
  • L’ANSA parla di Baruffaldi Preis (1)
    • Paola Z.: Caro Professore, oggi pomeriggio ho visto a Pomeriggio5 una ragazza da Lei operata, che ha voluto passare da una quinta misura di seno a una...
  • BREAST UNIT 2010: partecipa anche Preis

    November 13th, 2009 Commenta questo articolo!

    Il prof parteciperà all’evento specializzato Breast Unit 2010, che avrà luogo a Roma il 25 e il 26 marzo 2010.
    Ecco il programma degli workshop: Presentazione.

    Altri siti web parlano del Prof

    October 16th, 2009 Commenta questo articolo!

    Segnalazione: Baruffaldi Preis citato in articoli di Tiscali, TvGuida e Metropolis Web.

    Buona lettura!

    L’ANSA parla di Baruffaldi Preis

    October 15th, 2009 Commenta questo articolo!

    A questo indirizzo potete trovare l’articolo dell’agenzia di stampa ANSA dedicato alla chirurgia estetica under18 in cui viene consultato il Prof anfitrione di questo blog.

    Buona lettura!

    Il prof ancora al TG4

    October 12th, 2009 Commenta questo articolo!

    Il TG4 intervista per l’ennesima volta il Prof. Il tema è la chirurgia plastica praticata a minorenni e giovanissimi.
    Potete rivedere l’intervista al ventottesimo minuto di questo video: http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=tg4&data=2009/10/11&id=8375&from=aggregatore_programmi_tg4_2008.

    Buona visione!

    La redazione

    Laura Galli lascia il Galeazzi. Il Giorno parla del Prof

    August 25th, 2009 Commenta questo articolo!

    Laura Galli, gravemente ferita durante l’incidente di Viareggio e affidata al nostro Prof, lascia l’Ospedale Galeazzi. Ne dà voce Il Giorno, in un articolo del 22 agosto che vi riproponiamo, scusandoci per la qualità non elevatissima:

    Articolo del Giorno

    Sopravvissuti a Viareggio: Il Tirreno Versilia parla del Prof

    August 9th, 2009 Commenta questo articolo!

    A questo link potete trovare l’articolo pubblicato su Il Tirreno Versilia mercoledì 5 agosto. L’oggetto del pezzo è la storia di Laura Galli, sopravvissuta all’incidente di Viareggio e - adesso - curata dal Dott. Franz Baruffaldi Preis.

    Buona lettura!

    Benedetto: un paziente davvero in gamba (anzi, in braccio)

    July 18th, 2009 Commenta questo articolo!

    A CURA DI ANNA SPINELLI

    52 anni, carico di energia, Palermitano, ma vicino anche lui ad un motto particolarmente Lombardo : “ Non mollare mai !“ .

    Nel 1996 mentre guidava ,di ritorno da un viaggio di lavoro, con una camicia a mezze maniche nota un nodulo sul braccio sinistro . Non si era mai accorto di questa formazione nonostante guidasse di regola a braccia nude . Doveva essersi quindi formato da poco . Il medico amico lo rassicurò sulla natura : “ adipoma “ e glielo tolse in quatto e quattrotto .Adipoma è probabilmente un termine con il quale si identifica un lipoma a sud di Fidenza

    Dopo due anni il problema si ripresenta . Si reca nuovamente dall’ amico medico che aveva effettuato l’intervento precedente il quale chiede l’esito della biopsia dell’intervento di due anni prima. Non era adipoma ma “ fibroistiocitoma “ .

    Vienne operato nuovamente e nuovamente…….

    Nel 2000 si cambia specialista ma non la musica . L’oncologo consiglia un ulteriore intervento e viene fuori che la lesione si è trasformata in fibroelastoma . E’ ancora tranquillità totale essendo che la parola finisce in –oma ma non in -sarcoma .

    Le cose cambiano nel 2004 perché si fa strada la diagnosi del tanto temuto “fibrosarcoma “.

    Questa volta all’ intervento si associa la brachiterapia .

    Dolori fisici e morali si sovrappongono . Cò nonostante il nostro eroe aveva ripreso a lavorare e così fece per 4 lunghi anni .

    Nel 2008, ricominciò il calvario: il braccio era devastato, gonfio, duro .A volte un legno a volte un indesiderato compagno capace di ferire ed offendere .

    Questa volta viene fatto un consulto con il Dr. Fazio, quello che allo stato attuale copre la carica di ministro della Sanità ? Forse o un omonimo .

    La conclusione della visita fu : preparare la valigia e farsi catapultare sulla cupola che si vede dall’autostrada con in cima la statua di San Raffaele .

    Ricominciava l’incubo. Il 14 gennaio 2008, viene operato presso l?Ospedale San Raffaele : asportazione del SARCOMA G3 e bicipite omerale. Del povero braccio rimane una braciola .

    E’ qui che inizia la partita con il “ carrozziere del vivente “ . Il caso è particolare . Bisogna stabilire una strategia di gioco . Chi demolisce e chi ricostruisce ? . Quanto si toglie e quanto si lascia ? Chi si posiziona sul rovescio ? Meglio lasciare campo libero agli ortopedici sul dritto. La cosa va studiata bene e a Benedetto viene dato il permesso di tormare alla terra dei limoni ad attingere linfa vitale dalla terra generosa e ricca dell’isola .

    Di li a poco gli verrà detto che anche quel poco che è rimasto attaccato all’omento deve essere rimosso e che quindi siamo vicini alla amputazione .

    Sul dritto si era posizionato il Dr Camnasio . Ortopedico molto forte sul servizio ma anche sulla risposta alla battuta . Medico moderno nelle strategie ma antico nel prendersi cura dei suoi pazienti .

    Il Dr. Caminasio decise che l’intervento demolitivo doveva prendere in considerazione anche la ricostruzione perché non viviamo la medicina della I° Guerra mondiale .

    Per un attimo ci si chiede se questo intervento di ricostruzione rientra nei Livelli elementari di assistenza . Ma chi se ne frega . Non si può essere messi in galera in contemporaneamente due volte .

    Dice il nostro eroe : “ All’inizio quando mi fu comunicato che si poteva pensare anche a ricostruire , non vi nascondo che nutrivo qualche perplessità in merito …..insomma …. io non avevo più un braccio!Ovvero avevo un groviglio di qualcosa …..ben lontano dalla forma di un braccio!.

    Quel fatidico pomeriggio , finito di operare , entrò in camera Baruffaldi Preis . Si mise seduto affianco a me sul letto visibilmente provato da una probabile seduta operatoria pesante e rimase a lungo in silenzio studiando la situazione . Mi ispirava fiducia nonostante tutto quello che avevo pensato prima.

    Alla fine della visita resosi conto del mio stato d’animo devastato dal dolore, dalle attese, dalla chemioterapia, dall’anestesia, da tutta la situazione si avvicinò e abbandonando l’etichetta mi chiede ad alta voce se come lui ero pronto per la grande sfida. Mi piacque questo suo modo di fare e accettai con più ottimismo!”

    31 marzo 2009: GRANDE INTERVENTO. 12 ore sotto i ferri.

    Viene asportata una recidiva maligna di quasi 7 cm. .

    Il carrozziere riceve il testimone da una equipe di ortopedici che per 7 ore svolgono un lavoro eccezionale pulendo vasi , nervi e tendini dal bastardo .

    Apre ed isola con un cicatrice ad “S” il “muscolo Gran Dorsale”, lo tunnellizza sotto l’ascella e lo porta a copertura delle strutture nobili risparmiate dagli ortopedici .

    E’ da immaginare la tensione delle due equipe al momento della scopertura della medicazione a distanza di 12 ore dall’intervento .

    Benedetto è tornato in Sicilia con le due braccia .

    Tutto è andato bene . Il Dio della Scialitica ci ha messo del suo per fare riottenere funzione a questo “…benedetto …”braccio .

    Benedetto è tornato dopo due mesi a farsi vedere da Preis con una sorpresa . No , non è una bandiera dell’Inter , bensì una cassata che riportiamo in foto. I cannoli non hanno fatto in tempo ad essere fotografati .

    Benedetto vuole aggiungere una considerazione finale a questo racconto :

    “Mi risvegliai farfugliando ma ero abbastanza lucido da capire e vedere che avevo ancora il braccio attaccato! Ero felicissimo .Grazie a tutti. GRAZIE PROFESSORE PREIS(…….alla Sicula ) efficientissimo CARROZZIERE DEL VIVENTE. Voglio che tutti sappiano. E vorrei che la mia storia possa servire ad altre persone. Il primo controllo e’ andato benissimo e avendo letto la storia di Maurizia e Giacomo i due ragazzi miei conterranei di Cefalù che saluto, mi sono ricordato di portare con me la cassata e i cannoli siciliani, un piccolo pensiero per l’Uomo che mi ha ridato la vita.

    Cassata

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    Il racconto incredibile di Flavia C, un’altra paziente in gamba

    February 8th, 2009 Commenta questo articolo!

    A CURA DI ANNA SPINELLI

    Flavia C. Storia di una paziente in gamba: “Non capivo nulla della sofferenza. Ora non capisco nulla per la felicità…..”

    La storia che la Redazione ha raccolto questo mese ha davvero dell’incredibile e a raccontarci la propria esperienza sarà proprio lei, la protagonista, Flavia, una simpatica signora di Uboldo (Varese) attualmente ricoverata all’Ospedale San Raffaele del Monte Tabor di Milano.
    La signora Flavia  mi accoglie con calore ed esordisce: -Cara, tu mi vedi cosi, adesso. Ma sono stata davvero male, sai! Lo scorso mese di giugno mi sono sottoposta su consiglio del medico ad una visita cardiologica di routine con ECG,  in provincia di Varese. Per me si trattava di un semplice controllo per cercare di contrastare una piccola forma d’asma che mi toglieva il respiro. E invece, dopo 8 giorni,  mi ritrovai ricoverata in ospedale dove fui sottoposta ad una CORONOGRAFIA  e a vari esami clinici.
    L’esito fu inaspettatamente doloroso per me . Mi comunicarono senza mezzi termini che dovevo sottopormi all’intervento di quattro by-pass. Per fortuna sono una persona molto credente e la fede e le incessanti preghiere mi hanno  dato la forza di superare questo ostacolo .
    L’intervento doveva essere fatto in un altro nosocomio; fui trasportata al San Raffaele a Milano. Era il 23 Giugno del 2008. Intervento perfettamente riuscito. Pochi giorni dopo venni trasferita nuovamente nell’ospedale della provincia di Varese per la riabilitazione.
    Purtroppo nei giorni seguenti avvertivo un certo malessere generale. Per 17 giorni ebbi febbre alta e iniziai ad avvertire e a vedere coi miei occhi che dalla ferita nel petto c’era tanto pus. Arrivò il giorno in cui era prevista la visita di controllo al San Raffaele. Stavo molto male.
    C’era una grave complicanza, mi dissero. Mi operarono nuovamente: fu sollevata completamente la cute del petto e vennero applicati 7 drenaggi. Quando mi svegliai pensavo di essere arrivata in Paradiso. In realtà con mia grande soddisfazione, capii che ero arrivata in reparto. Ma continuavo a stare male.
    Nel mio petto una grossa voragine. Il pus aveva intaccato anche le ossa.
    La mia dottoressa un giorno mi avvertii che sarebbe venuto un altro medico, molto bravo e preparato che mi avrebbe visitata. Ecco l’incontro con il professore BARUFFALDI PREIS.
    - Non mi sarei mai aspettata un persona  di così tanta esperienza medica; una persona positiva. Insomma, fa sempre piacere in certi momenti vedere uno spiraglio di luce. Non appena il Professore Preis vide la grossa voragine, uno squarcio nel mio petto, decise di operarmi. Ma non prima di parlare in privato con i miei parenti. Il Professore BARUFFALDI PREIS FU CHIARO NELLA SPIEGAZIONE  CHE NEI CASI COME IL MIO, L’INTERVENTO CHIRURGICO POTEVA ESSERE DETERMINANTE SIA NEL BENE CHE NEL MALE. PURTROPPO PER ME, ASPETTARE ANCORA VOLEVA DIRE ESSERE DETERMINANTE SOLO NEL MALE. Non avevo altra scelta.
    La Signora Flavia è molto emozionata e a tratti si e’ fermata per respirare profondamente. L’emozione e’ chiara nei suoi occhi.
    Con Ottobre arrivò il giorno dell’intervento. Ero in condizioni critiche ma sapevo che avremmo vinto il male cattivo. Ero in mani sicure e fui felice di addormentarmi.-
    Professore  Preis: -E’ STATO SMONTATO LO STERNO,  RIPULITI I TESSUTI DALLA INFEZIONE E RUOTATI AL CENTRO I DUE MUSCOLI PETTORALI-
    Flavia:- quando mi svegliai notai con stupore che i sette drenaggi erano stati rimossi. Mi informarono  subito che la voragine nel mio petto non c’era più  e che ERA STATO ESEGUITO UN DELICATISSIMO INTERVENTO DI CHIRURGIA PLASTICA E RICOSTRUTTIVA. Un lembo di pelle era stato asportato dalla coscia e utilizzato per abbellire il tutto esternamente.
    A questo punto la Signora Flavia mi fa vedere cosa e’ rimasto di quell’intervento:
    UN CEROTTO  PER TENERE FERMA LA VAC ASPIRANTE (DRENAGGIO), UNA BANALE CICATRICE PULITA QUASI INVISIBILE. E SULLA  COSCIA  UNA MACCHIA ROSEA  COME SE AVESSE “GRATTATO”CONTRO UN MURO.
    -Dopo la camera iperbarica, ero felice! Felice di trascorrere il Natale in ospedale in compagnia delle persone più care al San Raffaele! SINO AD ORA NON CAPIVO NULLA DELLA SOFFERENZA. ORA NON CAPISCO PIU’ NULLA PER LA FELICITA’!-Ora aspetto di andare a casa però!-
    E aggiunge:- Vorrei ringraziare pubblicamente tutti . I lettori devono sapere che ci sono uomini di buona volontà. Grazie al terzo piano del settore Q, grazie a medici, operatori sanitari, grazie a Don Martino, alle suore , a mio marito Pino che mi e’ stato accanto tutti i giorni ma soprattutto un doveroso grazie al professor Preis dal profondo del mio cuore guarito che ha salvato la mia vita.-
    Poi, raggiunta dal marito, mi dice che stanno festeggiando il 50° anniversario di matrimonio e che appena possibile partiranno in crociera per la luna di miele.  Sorridiamo  e ci salutiamo felici per questa bella vittoria:  Tanti auguri agli sposi, tanta serenità e ……… tanta salute!!!!

    Franz Baruffaldi Preis al TG4

    January 22nd, 2009 Commenta questo articolo!

    Chirurgia in Egitto: missione possibile

    January 14th, 2009 Commenta questo articolo!

    Sono stato in missione con un pool di chirurghi plastici nella città di El Mansoura nel mese di novembre 2008 . El Mansoura è una città Egiziana distante due ore di pulmino dal Cairo sul delta del Nilo . Ci si arriva facendo una strada tutta buche ,attraversando paesini di poche anime malnutrite . Non fa sicuramente parte degli itinerari turistici .

    E’ una città prevalentemente universitaria . Per questo motivo dicono che l’atteggiamento dei locali sia più integralista che non nella capitale dato che gli studenti fanno dell’applicazione rigida delle regole dell’Islam un fatto personale .

    Il motivo della nostra presenza in Egitto è rappresentato da un corso sulla chirurgia dei volumi corporei dedicato all’addestramento di chirurghi locali , con lezioni teoriche ed interventi chirurgici dal vivo .

    Analizzando il tema dalla parte di chi impone le regole sanitarie nel nostro paese ci si potrebbe chiedere quale sia l’utilità della chirurgia plastica in un una società in cui le donne circolano coperte dalla testa ai piedi con il solo viso e mani esposti anche quando fanno il bagno. In alcuni casi lasciano esposta solo una sola piccola fessura per gli occhi. Riassumento : se non si espone il corpo perché prendersene cura ?

    Questa non è la mia prima esperienza in un paese mussulmano .

    Chirurgia in Egitto: missione possibile

    Due anni fa organizzammo un corso dedicato al naso, l’anno scorso un corso legato alla chirurgia della mammella .

    Ho avuto modo di parlare con colleghi egiziani , con infermieri , con pazienti , parenti di pazienti di questo concetto del corpo . Ho imparato molte cose . Una donna può non volere fare partecipare estranei alla visione del proprio corpo e desiderare lo stesso di possedere un corpo armonico da potere esporre nell’intimità della casa .

    Una ragazza sovrappeso , con un bellissimo viso , attraverso l’interprete , mentre la visitavo mi fece sapere che era al corrente che il suo corpo si era rovinato progressivamente a causa di una alimentazione sbagliata . Era cosciente del fatto che una volta appesantita, l’emarginazione aveva giocato un ruolo principale nel affogare i propri dispiaceri nei dolci che era arrivata a mangiare in quantitativi industriali senza rendersene conto.

    Raggiunto il fondo = 140 kg per 1.60 cm aveva finalmente deciso di mettersi in dieta e con mille sacrifici era scesa a 80 Kg. Ora chiedeva una mano alla chirurgia per rientrare nei ranghi .

    Mi sembrò un caso di dedicarmi a lei . Addominoplastica per ridare forma ad una parte del corpo trasformata in un grembiule , mastopessi per riportare il seno ad una forma normale , come quella che viene disegnata da un qualsiasi reggiseno e lifting di braccia per farla assomigliare sempre meno a Batman . Pur essendo un paese povero , questi interventi sono risultati coperti dal Sistema Sanitario Nazionale .
    L’Egitto è un paese dai grandi contrasti . Lo si capisce girandolo in macchina . Le campagne sono molto povere mentre le città sono caotiche . Il programma alimentare , alla luce anche delle restrizioni religiose prevede grandi quantità di carboidrati e zuccheri e poche proteine animali . Ciò provoca squilibri .

    Sono molte le persone soprappeso . La classe medica si è ultimamente sensibilizzata sull’argomento e la correzione medica e chirurgica dell’organo adiposo risulta essere di grande interesse .

    Si sono accorti che il soggetto impedito nei suoi movimenti da una massa adiposa in eccesso facilmente si ammala , diventa una piaga per la società , è socialmente meno utile perché limitato nelle attività lavoratrici .Con il grande caldo , praticamente 10 mesi all’anno le attività della persona soprappeso si rallentano .

    La ragazza faceva parte di un gruppo di 15 soggetti operati . Nella maggioranza dei casi si trattava di addomi a grembiule di grandi dimensioni con pareti addominali rilasciate a seguito di parti multipli o di interventi chirurgici .

    Scherzando abbiamo chiesto ai colleghi se il loro sistema sanitario nazionale poneva dei limiti all’operabilità dei soggetti . Non è stato facile farci comprendere . Non riuscivano a comprendere il quesito . Senza entrare nei particolari sull’identificazione della linea pubica o sul calcolo del body mass index ,dopo avere fatto diversi esempi sulla zona grigia della chirurgia plastica , tra estetica e funzione uno di loro ha detto : “Il vostro Governo non dovrebbe occuparsi del fatto che se non operate in convenzione vi arricchite facendo lo stesso intervento in solvenza ?”

    Mi è sembrato un ragionamento logico e tornato a casa ho subito approfittato dell’esperienza .

    Mi sono fatto stampare tutte la cartelle annullate dai NOC con tanto di obbiezioni sui parametri dei pazienti .

    Questi documenti rappresenteranno il : “Vademecum del chirurgo che deve dire di no” ma soprattutto la risposta , tra 10 anni , al PM che mi chiederà perché alla signora Rosa di 80 Kg con seno 9° è stata rifiutata la mastoplastica riduttiva in convenzione o perché non ho voluto trattare il basalioma al volto in ambulatorio con il materiale disponibile per l’ingente cifra di 70 Euro . Onde evitare confusioni , sottolineo che si parla sempre della periferia nord-ovest di Milano .

    Felice 2009 !!!!